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	<title>Ciccillo Café &#187; caffè</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>La Nave Interstellare</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 17:27:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sedetevi pure. Una&#8230; mmm.. quanti siete? Non saprei.. ci porteresti una decina di caffè per favore! Poi man mano ne aggiumgiamo altri. Eh giusto: non prendete mica tuti il caffè così com&#8217;è, amaro. Stavolta lo berrete amaro, oppure andate al bancone e chiedete quel che vi pare. Qui non si paga. Non di certo perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sedetevi pure.</p>
<p>Una&#8230; mmm.. quanti siete? Non saprei.. ci porteresti una decina di caffè per favore! Poi man mano ne aggiumgiamo altri.</p>
<p>Eh giusto: non prendete mica tuti il caffè così com&#8217;è, amaro. Stavolta lo berrete amaro, oppure andate al bancone e chiedete quel che vi pare. Qui non si paga. Non di certo perché paga lo stato.</p>
<p>Quale stato? Già, bella domanda.<br />
Non ponetevi troppi quesiti, non adesso.</p>
<p>Non so quanti siete ma siete interessati sicuramente a sapere dei due ambasciatori e della nave interstellare. Ebbene, leggete pure<br />
con calma<br />
sorseggiate ogni tot parole<br />
righe<br />
punti.</p>
<p>Una parte di questa storia l&#8217;ho trovata nella stanza segreta delle poste: un foglio A4 piegato in tre parti, carta spessa, morbida, ancora bianca. Sulla busta un francobollo della Nuova Zelanda. Questa busta era contenuta in una busta più grande, francobollo timbrato a Las Vegas raffigurante un musicista nero, in pigiama, mentre suona una tromba. Quello della Nuova Zelanda invece raffigura il tesoriere Gollum mentre accarezza uno coniglio. Prima di strozzarlo e mangiarlo, si suppone.</p>
<p>Ciò che posso raccontarvi degli ambasciatori è che sono un uomo e una donna, alti. No, non biondi. Anzi, lui tinto platino, lei no. Lui indossa un baschetto francese, degli occhiali da sole con elastico, più simili ad occhialini da nuoto, cappotto lungo e nero, simile a quello che indossava il messia di Zyon. Lei una camicetta ottocentesca, da capitano di nave, un corpetto morbido, un cappotto lungo come quello del messia di Zyon e un cilindro. Sono d&#8217;accordo con voi: un minestrone con carote, carne di struzzo, porri e maccheroni di soia avrebbe sicuramente una migliore armonia.</p>
<p>Quel che a noi interessa degli ambasciatori, è che sono gli unici a poter aprire dei varchi spazio temporali e sono gli unici a scoprire in anticipo dove i varchi stanno per apparire. È per questo che portano con loro un enorme telescopio tascabile. Io ho visto loro mostrare un varco su Saturno, poco prima che si aprisse il varco nel villaggio. Proprio mentre il falegname e il macellaio eran tornavano in sala da pranzo agli ordini della Signora. Poco prima che le corde vocal della stessa dilaniassero lo spazio tempo collegando fugacemente il villaggio e Saturno. In quell&#8217;istante la Principessa Triste ebbe un fremito. Veniva da lontano, forse a provocarlo era stato il vecchio Re. Forse perché relegato su Saturno?</p>
<p>L&#8217;ho vista muoversi fra gli alberi, mentre l&#8217;ambasciatore preparava la nave interstellare. Lenta e sospettosa girava attorno alla nave. Un&#8217;enorme varco per salire sulla nave, un piccolo foro (un forino), per tornare indietro.</p>
<p>Ha perso la sua occasione la Principessa, e ancora più triste e mogia è tornata a tavola, mentre gli ambasciatori si allontanavano verso Saturno, prima che un nuovo canale si aprisse, per ricongiungerla alla sua famiglia.</p>
<p>Tornerà&#8230; la nave tornerà al villaggio, forse per un&#8217;ultima volta, forse tornerà più spesso. Quel che la Principessa non sa ancora è che una volta salita a bordo, sarà difficile scendere.</p>
<p>Perché mai? Questo è quello che vorrei cheiedere a voi. Perché è così difficile scendere dalla nave interstellare? Cosa è nascosto sulla nave?</p>
<p>Bevete pure il vostro caffè, pensateci su. Io vado a cercare nei sotterranei delle poste. Ci sono ancora montagne di lettere che non ho aperto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tazzina di vino</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 20:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<category><![CDATA[caffè]]></category>
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		<description><![CDATA[Il caffè fa tu di là io di qua il caffè fa muro il caffè esige una certa compostezza il caffè a volte esige la cravatta il caffè vive due sorsi, tre per godere della goccia finale il caffè è razionale, pensato il caffè non è istintivo il caffè va preparato prima di essere bevuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè fa tu di là io di qua<br />
il caffè fa muro<br />
il caffè esige una certa compostezza<br />
il caffè a volte esige la cravatta<br />
il caffè vive due sorsi, tre per godere della goccia finale<br />
il caffè è razionale, pensato<br />
il caffè non è istintivo<br />
il caffè va preparato prima di essere bevuto<br />
il caffè, per essere intimo, va bevuto in solitudine e con lentezza.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ho voglia di un bel bicchiere di vino.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Semplici Idee Amare</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 12:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un posto dove si cercano rimedi attraverso le leggi. Ci sono addirittura delle leggi che cercano di imporre il buon senso, favorendo chiaramente l&#8217;illegalità. Come quando nel Paese dei Sogni inventarono il probizionismo: incentivarono l&#8217;illegalità. Adesso, nel paese Dei sogni, cercano incentivare la chirurgia illegale, bandendo la chirurgia legale. Siam tutti d&#8217;accordo: pensare non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un posto dove si cercano rimedi attraverso le leggi. Ci sono addirittura delle leggi che cercano di imporre il buon senso, favorendo chiaramente l&#8217;illegalità.</p>
<p>Come quando nel Paese dei Sogni inventarono il probizionismo: incentivarono l&#8217;illegalità.<br />
Adesso, nel paese Dei sogni, cercano <em>incentivare</em> la <em>chirurgia</em> illegale, bandendo la <em>chirurgia</em> legale.</p>
<p>Siam tutti d&#8217;accordo: <em>pensare</em> non è semplice, trovare una <em>soluzione</em> è complicato, cercarla comporta fatica. <em>Pensare</em> non è per tutti, sosteneva qualcun altro.</p>
<p>Quindi è difficile pensare che la ricerca di una soluzione sia la strada giusta.<br />
Giusto.<br />
In effetti, come accade il 90% delle volte, la soluzione c&#8217;è già ma non è utilizzata al meglio (come le risorse naturali, artistiche, finanziarie&#8230; e il cervello).<br />
<span id="more-485"></span><br />
La soluzione è l&#8217;istruzione.<br />
Inacidimento dei valori, la bassa qualità di una classe politica, lo squallidume che circonda luoghi infestati da <em>insetti</em> fastidiosi e ingombranti duri a morire, la disonestà.</p>
<p>La soluzione è unica, semplice, palese.<br />
Istruzione</p>
<p>Chiramente si parla di qualità dell&#8217;istruzione, più che istruzione in sé. Una migliore qualità dell&#8217;istruzione (pubblica) avvierebbe un effetto domino inevitabile: innalzamento del livello culturale del paese; aumento dell&#8217;entropia dovuto all&#8217;aumento degli ingranaggi cerebrali messi in moto; nascita di idee, diffusione del buon senso e sviluppo di persone interessanti e interessate; occupazione di posti decisivi lo sviluppo di una zona più o meno estesa del globo terrestre, e per il prosieguo del ciclo. Poi ci sono conseguenze secondarie come il miglioramento delle condizioni di vita generali, l&#8217;affossamento o il principio di affossamento di malintenzioni e malintanzionati (organizzati e singoli), l&#8217;appassimento delle entità stupide, poco utili e deleteree.</p>
<p>Tutto ciò avviene già in luoghi dove si è capito che l&#8217;informazione è il quarto potere di uno stato, e quindi deve essere indipendente dagli altri tre. Chiaramente, in luoghi dove l&#8217;istruzione è il cuore della società certe cose le sanno già.</p>
<p><em>Ho le idee migliori, so che potrei vincere e che sarei migliore di tutti gli altri. L&#8217;idea migliore sarebbe dare i compiti a chi li sa svolgere, confrontare le idee di chi si intende di quello di cui si occupa e scegliere quella che più ci avvicina all&#8217;obiettivo. Per fare una cosa semplice, bella, giusta utile e banale dovrei lottare. Probabilmente perderei la battaglia, probabilmente prima o poi vincerei la guerra, probabilmente saranno passati anni, sarei invecchiato, inacidito, spiritualmente corrotto, avrò perso il mio senso dell&#8217;umorismo, la mia ironia e l&#8217;amato sarcasmo. Potrei perdere e <strong>sprecare</strong> il mio tempo, vincere e sprecare il <strong>mio</strong> tempo. Il mio tempo si allungherebbe ad ogni modo ma non sarei più in grado di poterlo utilizzare, verrebbe utilizzato da chi godrebbe del mio tempo sprecato. Ci vuole coraggio, o ancor più temerarietà. Ma non ho voglia di convincere chi non è convinto che la mia idea è quella migliore, sbaglio. Ma non ne ho voglia.</em><br />
Così diceva.</p>
<p>Ma a noi piace bere il nostro caffè, guardare, ghignare, sognare altrove. Non dando a vedere che tutto ciò ci sta a cuore.</p>
<p>Con tanta nascosta amarezza,</p>
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		<title>Crepitio ad Occhi Aperti</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 22:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che avvenimento strano! Una cosa del genere non l&#8217;avevo mai vista. Sapete cos&#8217;è successo? No, chiaro che non lo sapete. Avete presente quel personaggio del quale vi parlavo, il Sognatore? Quello che si accascia sempre davanti alla tazza di qualsiasicosacisianellatazza. Bene, arrivo e lui è lì accasciato. Fa molto freddo e Ciccillo ha pensato bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che avvenimento strano! Una cosa del genere non l&#8217;avevo mai vista.<br />
Sapete cos&#8217;è successo? No, chiaro che non lo sapete.<br />
Avete presente quel personaggio del quale vi parlavo, il Sognatore? Quello che si accascia sempre davanti alla tazza di qualsiasicosacisianellatazza.<br />
Bene, arrivo e lui è lì accasciato. Fa molto freddo e Ciccillo ha pensato bene di dar vita al caminetto. C&#8217;erano le scie lasciate dai suoi sogni per colpa della Bolla di Orione e tanti ragnetti scendevano dal soffitto scivolando su degli scivoli immaginari.</p>
<p>Ad un tratto il nostro amico si alza.<br />
<span id="more-435"></span><br />
Io non mi ero accorto di nulla, avevo semplicemente chiesto una tazzina di caffè con un quadratino di fondente nero. Ero lì che sfogliavo le mie pagine quando alzo la testa e vedo, di spalle, il Sognatore che si dirige al pianoforte. &#8220;E&#8217; pure sonnambulo&#8221; &#8211; penso, e nel frattempo Ciccillo mi porta il mio caffe, mostrandomi tutti i suoi allegri gioiellini di avorio dietro le labbra. Mi preparo per lo spettacolo e giro la sedia verso il pianoforte.</p>
<p>A volte la Bolla di Orione genera anche delle notine di sottofondo con le quali armonizza le immagini create. Questa volta non c&#8217;erano note, si sentiva il crepitio delle fiamme nel caminetto, le onde del mare che dolcemente incontravano il muro della banchina e il mio cucchiano che girava inutilmente il caffè, amaro. Il tizio si siede al pianoforte, e che succede? Nulla. Quasi nulla.</p>
<p>Le sue braccia cominciano a viaggiare leggere fra una sponda e l&#8217;altra del pianoforte, trainate dalle dita saltellanti e arzille. Il suo corpo accompagnava le braccia o forse erano le dita a trascinare lui. Ad un tratto un ragnetto mi passa sulla testa e si dirige anch&#8217;esso verso il pianoforte, seguito dai suoi compagni. In qualche secondo sono in tre sul pianoforte, accanto alle due mani del nostro amico. I ragnetti gli davano man forte e cominciarono a suonare con lui utilizzando le loro otto zampe come fossero dita di una mano. Era un&#8217;orgia di tasti premuti, una musica celestiale.</p>
<p>Peccato noi non sentissimo nulla. Certo! Io non sentivo nulla. Eppure Ciccillo era sorridente. Io lo guardo, lui impassibile. Qua sta succedendo qualcosa e nessuno mi ha raccontato niente. Il Sognatore è lì al pianoforte, sta suonando, vedo i tasti che van su e giù di continuo e non sento nulla. Il pianoforte però non ha l&#8217;impressione di esser muto: è come se le note mi scavalcassero e andassero oltre.</p>
<p>Rimango lì esterrefatto, e involontariamente mi volgo verso la finesta. Le note erano lì fuori e stavan volando via. Sì! Il Sognatore, sonnambulo, era al pianoforte e stava suonando il pianoforte accompagnato da tre ragnetti, eppure le note del pianoforte volavan via mute per poi esplodere chissà dove, chissà per chi.</p>
<p>Ciccillo lo sapeva, e non solo: risciva a sentire quella melodia nonostante le sue orecchie sentissero il mio cucchiaino posarsi sul tavolo, il crepitio del fuoco e una barca sbattere lievemente contro il molo, spinta dalle onde.</p>
<p>Meglio bere il caffè. Non faccio a tempo a buttarlo giù che il Sognatore si alza dal pianoforte, si volta e torna sulla sua sedia. Aveva gli occhi aperti Bolla di Orione non erano scomparse. I sintomi parlano chiaro.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 13:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[reportage di un viaggio all&#8217;inferno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>reportage di un viaggio all&#8217;inferno</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colazione Bianca</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come un cornetto su fondo celeste inaspettata al mattino. Bianca. Una pasta bucherellata sfumata. Un buon bicchiere di latte, un caffè. Colazione al Ciccillo, favorite?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come un cornetto su fondo celeste<br />
inaspettata al mattino.</p>
<p>Bianca.</p>
<p>Una pasta bucherellata<br />
sfumata.</p>
<p>Un buon bicchiere di latte,<br />
un caffè.</p>
<p>Colazione al Ciccillo,<br />
favorite?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Gatti e la Luna</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 10:14:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[-Strano ragazzo &#8211; disse a bassa voce Satagius &#8211; sembra che solo la luna ti dia un po&#8217; di forze, che la luce del sole sia troppo forte per te, che tu abbia bisogno di riceverla filtrata, depurata, placata. La luna, amica dei solitari. Io la conosco bene: anche io ero come te, stragato dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>-Strano ragazzo &#8211; disse a bassa voce Satagius &#8211; sembra che solo la luna ti dia un po&#8217; di forze, che la luce del sole sia troppo forte per te, che tu abbia bisogno di riceverla filtrata, depurata, placata. La luna, amica dei solitari. Io la conosco bene: anche io ero come te, stragato dai copioni deliranti dell&#8217;instancabile drammaturgo nascosto nell&#8217;ipotalamo. Anch&#8217;io ero preda di quelle strane reazioni chimico-neuronali, di quelle dissipazioni di potenziale elettrico che vengono chiamate sogni.</em><span id="more-360"></span><em> Vorrei tanto che attraverso questa mano la tua malattia arrivasse a me, e tu ne fossi liberato. Anche se a volte penso che sarebbe meglio se il tuo viaggio finisse qui, finché credi ai tesori. Prima di accorgerti che la tua parte migliore non interessa a nessuno. Ma tu devi vivere. Voglio incontrarti tra qualche anno, e magari allora sarai tu a tenere la mano sulla mia fronte che brucia. Farò tutto quel che posso per salvarti. Quando esco da questa clinica, nel sole, non chiudo porte dietro di me. Attraversi i muri, ascolto. La notte, nelle camerate buie, cammino. Stesera l&#8217;ombra dell&#8217;albero magico invaderà questa stanza, rinfrescherà la tua fronte, accenderà il tuo sangue. Ti alzerai dal letto e camminerai, ti tufferai in mare, volerai. Te lo prometto, ti starò vicino. Guariremo, Elianto.<br />
Il ragazzo spalancò gli occhi.<br />
- Le ho mai raccontato dei miei tre gatti, dottore?</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>S. B.</em></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;">L&#8217;ho trovato su un pezzo di carta infilato sotto la porta, nella Stanza Segreta delle Poste. Era stato messo lì appositamente affinché io lo trovassi. Ero entrato e non c&#8217;era nulla. Arrivato il momento di tornare qui, l&#8217;ho trovato ai piedi della porta dalla quale entro io. Di corsa sono uscito ma non ho trovato nessuno.</p>
<p style="text-align: left;">E ora quel pezzetto di carta giace qui, su questo tavolo, accanto ad una tazzina di caffè.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Doccia degli Elefanti</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 15:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuvoloni neri, grandi e grossi nuvoloni neri neri neri. Più di quel che potessi immaginare. Erano passati di qui da tempo, avevano solo superato questi edifici senza farsi vedere. Oppure avevano girato attorno. Qualcosa a cui nessuno potrebbe pensare. Nessuno. Qualcuno parla, nessuno sa quel che dice. Nuvoloni neri più grandi della Signora delle Nubi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuvoloni neri, grandi e grossi nuvoloni neri neri neri. Più di quel che potessi immaginare. Erano passati di qui da tempo, avevano solo superato questi edifici senza farsi vedere. Oppure avevano girato attorno.</p>
<p>Qualcosa a cui nessuno potrebbe pensare. Nessuno. Qualcuno parla, nessuno sa quel che dice. Nuvoloni neri più grandi della Signora delle Nubi.</p>
<p>Nulla a che vedere con fortuiti incontri. Nuvole risalenti a prima che questi edifici in pietra che si affacciassero su questo lago. L&#8217;oceano che bagna il molo è vecchio quasi quanto quelle nubi.</p>
<p>Sono le nubi del mondo di cui mi parlano tutti i giorni, vapori che non hanno nulla a che vedere con queste lettere. Storie raccontate da chi non sa parlare senza saper cosa dice, storie che attanagliano le viscere. Allora quei vapori si addensano attorno al motore purpureo e alimentano la macchina della pioggia, che deve trattenersi nonostante il grigiore che appanna le vetrate scarlatte.<br />
<span id="more-335"></span><br />
Qualcosa a cui nessuno potrebbe pensare. Storie. Storie che arrivano da un mondo dove c&#8217;è chi si mette d&#8217;accordo per definirti schizofrenico senza sapere che c&#8217;è un mondo dove la schizofrenia è prerequisito di sovranità. Quel mondo dove la schizofrenia fa del male alle persone che ti circondano, quel mondo dove ti vedono diverso e ti incolpano. Forse giustamente. Non è quello il mondo dove si può guarire, se guarire si può. Si tratta di riconoscere e imparare a convivere, rimanendo tristi suppongo. Rimanere in quel mondo, convivendo con idee e personaggi che nessun&#8217;altro conosce senza stupirsi se l&#8217;unico punto di incontro fra i due universi è la chiusura quasi ermetica delle palpebre o lo sguardo perso oltre le corde di un pianoforte, corde come sbarre di una cella; oppure abbandonarsi a quest&#8217;altro mondo, il mondo, dove nessuno o quasi del mondo fin ora esplorato può venirti a cercare, dove le corde sono quelle di un pianoforte a coda aperto e sono delle molle, dei propulsori, e non delle sbarre.<br />
 tra<br />
Bisogna saper riconoscere i due mondi per riuscire a viverli entrambi. Lo &#8220;schizofrenico&#8221; non farà male ma scatenerà un sorriso beffardo. E forse eviterà il male alle persone vicine.</p>
<p>Oppure accontentarsi di descrivere il lago e l&#8217;oceano e il caffè e i profumi e le lettere e le luci e le emozioni di questo lungolago oceanico, accompagnarla in una visita esclusiva. Ancora non accontentarsi ma essere felici di portarne solo una in questa visita esclusiva. Magari più visite, ma scegliere chi portare fin nella bottega del brividivendolo, evitando le nubi ma facendo conoscere i colori del cielo che rimbocca le coperte al sole mentre gli elefanti fanno il bagno con orsi e tartarughe nelle acque caldo-gelide del lagoceanico.</p>
<p>D&#8217;altronde qui il bicchiere d&#8217;acqua è gratuito, col caffè o col succo. I dolcetti anche. Ognuno ha il suo bagno. Si può esser soli o far festa, senza far del male a nessuno.</p>
<p>Qualcosa di cui nessuno sa, che non è un recente incontro fortuito ma una conoscenza ventennale, una semina che ha portato frutti. Maltrattati. Nubi tempestose scatenatrici di fulmini, saette e una miriade di rumori violenti. Nubi che sarebbe bello mai arrivare a conoscere, che sarebbe bello non esistessero, nubi che nessuno conosce ma che si crede di raccontare erroneamente, inopportunamente, dannosamente. Solo nel silenzio è possibile ascoltare questi rumori, solo con le palpebre chiuse è possibile vedere queste saette.</p>
<p>Qualcuno ha deciso, mettendosi d&#8217;accordo. Schizofrenia, una sua compagna. Si tratta solo di un convenzione. In quel mondo tutto si basa su accordi, compromessi e convenzioni.</p>
<p>Lasciate perdere, non raccontatelo a nessuno, tenetelo per voi. Non dite a nessuno cosa avete letto, chiudete gli occhi e guardate.</p>
<p>C&#8217;è una finestra per chiunque. E se ne avete bisogno, come sapete, c&#8217;è un bagno per ciascuno.</p>
<p>Qualcosa di cui nessuno potrebbe parlare e farebbe meglio a tacere. Qualcosa che non tocca te e te e te e te e te. No. Tocca chiunque.</p>
<p>Nel frattempo la bottega del brividivendolo aspetta, il falegname martella, gli elefanti fanno la doccia agli orsi, le tartarughe sguazzano e il cielo rimbocca le coperte di nuvole colorate al sole mentre le nubi nere girano a largo.</p>
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		<title>Come Tutto il Resto</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[visitatori]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[nuvole nere]]></category>
		<category><![CDATA[Rubazucchero]]></category>
		<category><![CDATA[signorina misteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>

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		<description><![CDATA[- &#8220;Sono nuvole quelle all&#8217;orizzonte?&#8221; &#8211; chiese il ragazzo. - &#8220;Si, nuvole.&#8221; &#8211; rispose Folenaire. - &#8220;E sono così nere?&#8221; - &#8220;Certo, molto nere.&#8221; Il Rubazucchero voltò lo sguardo verso Folenaire, lui sorrise, poi rivolse gli occhi ancora sulle nere nuvole all&#8217;orizzonte. Vedendo il ragazzo preoccupato, Folenaire aggiunse: - &#8220;Di che ti preoccupi? Non stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- &#8220;Sono nuvole quelle all&#8217;orizzonte?&#8221; &#8211; chiese il ragazzo.<br />
- &#8220;Si, nuvole.&#8221; &#8211; rispose Folenaire.<br />
- &#8220;E sono così nere?&#8221;<br />
- &#8220;Certo, molto nere.&#8221;</p>
<p>Il Rubazucchero voltò lo sguardo verso Folenaire, lui sorrise, poi rivolse gli occhi ancora sulle nere nuvole all&#8217;orizzonte.<br />
<span id="more-333"></span><br />
Vedendo il ragazzo preoccupato, Folenaire aggiunse:<br />
- &#8220;Di che ti preoccupi? Non stanno mica venendo qua.&#8221;<br />
- &#8220;Come no?&#8221;<br />
- &#8220;Certo che no, vedrai. Guardale bene, e guarda dove vanno a finire. Probabilmente non riuscirai a vedere cosa portano, ma prima o poi verrai a sapere di quel che han portato.&#8221;<br />
- &#8220;Dici?&#8221;<br />
- &#8220;Certo. E se non te ne sarai accorto da solo &#8211; improbabile -chiedi pure a Ciccillo. Sorriderà e non ti risponderà.&#8221;<br />
- &#8220;E allora come farò a sapere cosa hanno portato.&#8221;<br />
- &#8220;Allora lo scoprirai, ma poco ti importa.&#8221;</p>
<p>Continuò:<br />
- &#8220;Quelle nuvole non si possono evitare, una volta che si son formate, se vengono da te, devi solo cercare di resistere quanto meglio puoi. Puoi evitare che si formino, ma non è facile. Ma non preoccuparti, sta solo a guardare. Se vuoi divertirti, divertiti; se vuoi sta solo a guardare, impassibile.<br />
- &#8220;Ma che roba è?&#8221;</p>
<p>Le nuvole si avvicinavano sempre di più, eppure l&#8217;aria era sempre la stessa, niente pioggia. Non avevano l&#8217;aria di volersi avvicinare al porto. Folenaire e Ciccillo lo sapevano, tutti lo sapevano. Non erano destinate di certo al Café. A un tratto si divisero, le nuvole, e andarono in direzioni diverse.</p>
<p>- &#8220;Ma che fanno?&#8221;<br />
- &#8220;Vanno dove devono andare&#8221;<br />
- &#8220;Si sono divise!&#8221;<br />
- &#8220;Non avevano tutte la stessa meta. Lasciale stare quelle nuvole. Com&#8217;è quel caffè?&#8221;<br />
- &#8220;Hmm?&#8221;<br />
- &#8220;Com&#8217;è quel caffè, ho detto.&#8221;<br />
- &#8220;Buono.&#8221;</p>
<p>- &#8220;Scusi signorina? Ne fa uno anche a me? Lo voglio come il suo.&#8221;<br />
- &#8220;Non è possibile&#8221;<br />
- &#8220;Come no? Non può farmi un caffè?&#8221;<br />
- &#8220;Un caffè si, ma non come il suo!&#8221;<br />
- &#8220;E perché mai?&#8221;<br />
- &#8220;Non è possibile, le posso fare un caffè unico, più buono, ma come il suo non è possibile.&#8221;<br />
- &#8220;Va bene&#8230;&#8221;</p>
<p>- &#8220;Ecco cosa succede quando Ciccillo si assenta. Poteva lasciare il posto a me, li avrei fatti io i caffè, uguali per tutti, invece ha lasciato il caffè a&#8230; come si chiama?&#8221;<br />
- &#8220;Non lo so&#8221; &#8211; disse il Rubazucchero.<br />
- &#8220;Bah, ma che fine ha fatto Ciccillo?&#8221;</p>
<p>Ma che fine avrà fatto? E voi signori, un caffè unico anche per voi? Chiedete pure, entrate, non fermatevi sulla porta. C&#8217;è un tavolo, un caffè e un bagno anche per voi.<br />
Il bicchiere d&#8217;acqua è sempre gratuito. Come tutto il resto, del resto.</p>
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		<title>Pocahontas</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 19:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei lo diceva: &#8220;è tutto inutile&#8221;. E quando lo diceva accompagnava le sue parole con un gesto del braccio e con una scossa del capo. Lo diceva in una lingua un po&#8217; diversa. Lo dice ancora. E mica ha torto, è tutto inutile. Se c&#8217;è un buffet non si guarda in faccia a nessuno, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lei lo diceva: &#8220;è tutto inutile&#8221;. E quando lo diceva accompagnava le sue parole con un gesto del braccio e con una scossa del capo.</p>
<p>Lo diceva in una lingua un po&#8217; diversa. Lo dice ancora. E mica ha torto, è tutto inutile.</p>
<p>Se c&#8217;è un buffet non si guarda in faccia a nessuno, come quando oltreoceano regalano magliette: che ci sia scritto abbasso gli etero, viva la carta riciclata, viva le lattine verdi e le bottiglie tricolori, non ha importanza. Non ha alcuna importanza.<br />
<span id="more-329"></span><br />
Inutile.<br />
Tanto lavoro per starsene zitti, ad ascoltare, a fare pessime figure.<br />
Inutili, tante parole.</p>
<p>Come dici?<br />
Inutile.</p>
<p>Però mentre mi parlava c&#8217;era Pocahontas lì invondo, seduta.<br />
Cosa faceva?<br />
Parlava.<br />
Con chi?<br />
Da sola.<br />
Parlava da sola?<br />
Certo. C&#8217;era qualcuno che voleva ascoltarla, e voleva anche che gli facesse dei disegni. Questo tizio voleva ascoltare tanta gente, faceva il simpatico. Facile fare il simpatico in quei casi.<br />
Ma che dici?<br />
Ti dico che è così! Era lì e parlava da sola.<br />
E tu?<br />
E io stavo a sentire quell&#8217;altro, anche se dovevo parlare io. Lui doveva ascoltare, invece si sono invertiti i ruoi.<br />
E poi?<br />
Beh, sono andato via. Non era molto contento, io neanche, ma me lo sono fatto bastare. E poi mentre lui parlava c&#8217;era Pocahontas là infondo.</p>
<p>E poi c&#8217;era una cascata e come delle onde che scendevano già per la cascata, non era una discesa lineare e uniforme come per tutte le cascate. Era una cascata che produceva onde. Mica male. Però non ho mai saputo dove si trova questa cascata: la vedi per caso, sai dove trovarla ma è difficile.</p>
<p>Hai bisogno di una guida.<br />
Affatto. Non ce ne sono.</p>
<p>Avrei bisogno di un caffè, piuttosto.</p>
<p>&#8220;Arriva!!&#8221; </p>
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