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	<title>Ciccillo Café &#187; Brividivendolo</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>In barca di notte</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 02:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La luna assume svariate forme. Matematicamente sono infinite e variano fra una palla e l&#8217;altra, passando per la nuova. Ogni forma, ogni spicchio, puoi vederlo ruotato in altrettante infinite maniere. La luna assume diverse posizioni, ma ce n&#8217;è una&#8230; Ce n&#8217;è una che ogni volta non ci dormi. La barca. È grande, enorme, ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La luna assume svariate forme. Matematicamente sono infinite e variano fra una palla e l&#8217;altra, passando per la nuova. Ogni forma, ogni spicchio, puoi vederlo ruotato in altrettante infinite maniere.</p>
<p>La luna assume diverse posizioni, ma ce n&#8217;è una&#8230;<br />
Ce n&#8217;è una che ogni volta non ci dormi.</p>
<p>La barca. È grande, enorme, ed è rivolta verso l&#8217;alto. Sembra pochi metri sopra le teste, ma è più lontana. Quando la barca è in cielo non dormo. È come se ci fosse qualcuno a traghettarla, da una parte all&#8217;altra del cielo, aspettando che faccia giorno.</p>
<p>Sono sicuro che dalla terrazza del Brividivendolo è possibile vederlo in faccia il traghettatore. Chissà dove va. Forse è possibile anche salirci e fare un giro fra le valli, le tre valli che dormono e ti cullano, oltre la città.</p>
<p>Da quelle parti c&#8217;è un poggio e si racconta che ogni volta che in cielo c&#8217;è una barca, quei giorni lì, vengano imbottigliate le migliori bottiglie. Queste poi vanno stappate solo e soltanto quando c&#8217;è una barca in cielo.<br />
Leggenda vuole che queste bottiglie siano magiche e che vada rispettato il rituale.</p>
<p>In cielo c&#8217;è una barca e qui ho una di quelle bottiglie.</p>
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		<title>Le notti del Brividivendolo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 23:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Café</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Bottega del Brividivendolo]]></category>
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		<description><![CDATA[A volte la luce non è necessaria. Si può rimanere benissimo con gli occhi chiusi, anzi è meglio. Aver imparato tutto quando a luce accesa fa comodo, ma se ne può fare a meno. Ed è bello. A volte è necessario che sia buio. È in pancia che lo senti. Dicono che queste volte qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte la luce non è necessaria. Si può rimanere benissimo con gli occhi chiusi, anzi è meglio.<br />
Aver imparato tutto quando a luce accesa fa comodo, ma se ne può fare a meno. Ed è bello.</p>
<p>A volte è necessario che sia buio. È in pancia che lo senti. Dicono che queste volte qui l&#8217;oscurità è solo una sensazione esterna: ci sono i tavoli, ci sono le sedie, ci sono le tazzine, cucchiaini e zucchero. C&#8217;è il palco e c&#8217;è il camino, spento: emana ancora calore. Ci sono tutte le piastrelle del pavimento. C&#8217;è il bancone, c&#8217;è la porta. La magia è che queste cose, oltre che esserci, si fanno sentire.</p>
<p>Non c&#8217;è cosa peggiore che una lampadina accesa improvvisamente, in questi casi, e qui questo non può accadere.</p>
<p>Seduto al tavolo, immerso nell&#8217;ombra, Folenaire scrive. Come sempre la finestra alla sua destra, buio dentro e buio fuori. Ci sono le candele, spente &#8211; sono belle: una è marrone e l&#8217;altra magenta. Profumano. Le loro piccole fiamme giocano con le ombre e non è necessaria la luce perché sia visibile.</p>
<p>È tornato il Rubazucchero questa volta. È seduto ad un altro tavolo, il suo. Ha una tazza di tè fra le mani, le riscalda. Ha una bustina di zucchero in tasca, l&#8217;ha scelta fra le tante: l&#8217;ha sentita, la sua, e l&#8217;ha presa. Era la quarta che ha toccato col medio, l&#8217;ha sfilata e se l&#8217;è intascata. Il Rubazucchero non ha mai avuto bisogno di accenderele candele per giocare con la cera e guarda attraverso la finestra fissando il davanzale.</p>
<p>Stanno parlando i due, li sentite? Fate silenzio, e se prestate attenzione li sentirete.</p>
<p>Il pianoforte sta suonando ma nessuno è seduto allo sgabello, il palco vibra e la cenere balla sia nel camino che nel posacenere poggiato sul tavolinetto proprio davanti al fuoco, spento, fra le due sedie a dondolo.</p>
<p>Queste sono le notti del Brividivendolo, le sue preferite. Se ci fate caso potreste sentirlo sulla terrazza della Bottega. Gioca con la Luna.</p>
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		<title>Il Brividivendolo Ci Sa Fare</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 15:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Brividivendolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Brividivendolo è un terapeuta. Una sorta di terapeuta. Diciamo che è uno che sa il fatto suo. E che metodi poi! Usa delle tecniche particolari. Non è che le tecniche siano così speciali; lo sono perché applicate nel momento giusto al posto giusto. E&#8217; esperto di qualsiasi tipo di brividi! A vederlo non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Brividivendolo è un terapeuta. Una sorta di terapeuta. Diciamo che è uno che sa il fatto suo.</p>
<p>E che metodi poi! Usa delle tecniche particolari. Non è che le tecniche siano così speciali; lo sono perché applicate nel momento giusto al posto giusto.</p>
<p>E&#8217; esperto di qualsiasi tipo di brividi! A vederlo non si direbbe. Lui ci sa fare con l&#8217;adrenalina; le sue mani sono come un telecomando che controlla qualsiasi tipo di ghiandola. Non solo le sue mani. E&#8217; un esperto.<br />
<span id="more-281"></span><br />
Curiosi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Venere di Babilonia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 21:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal terrazzo della Bottega, della Bottega del Brividivendolo, da quella terrazza è possibile vedere i giardini. Una volta ci sono stato a Babilonia. Mi ci portò il Brividivendolo. Mamma mia! Una volta m&#8217;ha portato a Timbuktu, e non credevo ci potessero essere posti più belli di quello. Mi ricredetti. Ce ne sono tanti, non più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal terrazzo della Bottega, della Bottega del Brividivendolo, da quella terrazza è possibile vedere i giardini. Una volta ci sono stato a Babilonia. Mi ci portò il Brividivendolo. Mamma mia! Una volta m&#8217;ha portato a Timbuktu, e non credevo ci potessero essere posti più belli di quello. Mi ricredetti. Ce ne sono tanti, non più belli. Non ho più potuto dire &#8220;più bello&#8221;, quando ho messo piede ai giardini.</p>
<p>Babilonia era stupenda, era colorata, chiara, era ricca di gente. Ricca di donne. Tante donne. Uomini, tanti uomini. Ricordo sopratutto le donne di Babilonia. Il Brividivendolo era un buon accompagnatore quando si trattava di queste cose. Lui conosceva il Re, Nabucodonosor. Si.. si! Lo conosceva! Non so dove l&#8217;avesse conosciuto, fatto sta che sembravano vecchi amici.</p>
<p>Quel giorno, appena arrivati, ci dirigemmo al palazzo reale: fummo accolti come mai avrei potuto immaginare. Una decina di donne in tunica ci condussero dal Re. <span id="more-257"></span> Credevo fossero sue schiave, invece mi sbagliavo. Quelle donne erano lì per accogliere noi. Strano! Tutte queste donne, invece che per il Re, erano per noi. Lui sedeva solo soletto, lo vedevo sempre accompagnato da uomini. Armati per giunta!</p>
<p>Nabucodonosor, dopo un caloroso saluto e un&#8217;amichevole presentazione, ordinò alle ancelle di accompagnarci alle nostre stanze. Per raggiungerle dovevamo superare i giardini, ma non ci passammo dentro. Vidi delle scale molto larghe, una rampa molto lunga, e in cima come un&#8217;enorme terrazza. Ci passammo di fianco. Si vedeva come una foresta su per quelle scale. Gigantesche piante, verdi, colorate e fiori stupendi. C&#8217;era rumore di acqua che sgorgava. Vidi un rigagnolo e una cascata.</p>
<p>La vidi, si affacciò. Aveva degli occhi stupendi, stretti, accompagnavano il suo volto, stringendosi, verso le orecchie: sembrava volessero raggiungerle. Aveva dei capelli neri ed era bianca. Era stranamente bianca.</p>
<p>Le donne ci accompagnarono nelle nostre stanze. C&#8217;era un bagno molto grande, una vasca immensa con dell&#8217;acqua che sgorgava come una fontana. Ci invitarono a spogliarci, quasi volessero lavarci loro. Ne arrivò una con un vassoio di sali profumati. Il Brividivendolo mi invitò a imitarlo. Delle ancelle mi invitarono verso un&#8217;altra stanza, era uguale alla precedente. Un altro monumentale bagno. Lui era già nella vasca. Ricordavo che Nabucodonosor ci aveva detto di fare come fossimo a casa nostra. Accolsi l&#8217;invito. Mandai le ancelle dal mio amico, immagino non disdegnasse. Dissi di volermi riposare.</p>
<p>Mi affacciai ad un&#8217;apertura: c&#8217;era un balcone larghissimo quasi quanto gli appartamenti e lì di guardia altre donne. Non c&#8217;erano uomini nei pressi delle nostre abitazioni. Provai ad allontanarmi, non mi dissero nulla. Riuscii ad arrivare ai giardini, non c&#8217;era nessuno di guardia, quasi non servissero. Sembrava un posto dove ognuno sapeva quello che doveva e poteva fare. Non c&#8217;erano guardie in quel posto. Lasciai le scale alle mie spalle. Scoprii un&#8217;altra rampa, più piccola, spartana, sembrava una rampa secondaria, nascosta da un gigantesco tronco che arrivava fino al terreno. Salii su per quelle scale, piano.</p>
<p>Un&#8217;infinitae distesa di colori, e suoni, e&#8230; rimasi senza parole. C&#8217;erano sentieri, rigagnoli e uccelli. Cantavano; cantavano di essere gli uccelli più fortunati dell&#8217;universo. Sentivo il rumore di una cascata, lo seguii, nascondendomi all&#8217;ombra di quelle maestose piante. Arrivai alla cascata, c&#8217;era un lago. Un piccolo lago e quasi da due piani più su cadeva dell&#8217;acqua.</p>
<p>Era lì. Quella donna, la donna dagli occhi stretti che volevan raggiungere le orecchie, per accarezzarla, piano e magari sussurrarle qualcosa. Era lì. Mi nascosi dietro un albero con dei fiori arancioni. Vidi una veste, credevo fosse un&#8217;altra donna. No, era la sua tunica. Era arancio anche quella tunica. Mi accorsi presto che lei era nuda. Rimasi immobile, pietrificato a quella vista. I suoi seni erano piccoli, bianchi, bianchissimi. E le sue gambe erano snelle e lunghe; i capelli nero corvino e gli occhi erano azzurri. Non celesti, non blu. Azzurri. Azzurri come l&#8217;acqua che rifletteva il cielo, dove era possibile vederlo. Azzurro raro, in quella sterminata distesa cangiante. L&#8217;acqua non era verde, non era azzurra. Rifletteva i milioni di colori di quel giardino.<br />
Ed era bianca. L&#8217;acqua era bianca lì dove si rifletteva la sua pelle.</p>
<p>Scivolava sull&#8217;acqua come una foglia, si immergeva come un pesce nobile e casto e ne veniva fuori come una sirena, raccogliendo i suoi capelli neri portandoli avanti, quasi a toccare i seni.</p>
<p>Rimasi fermo lì per molto tempo, non mi accorsi che il tempo passava.<br />
Ad un tratto emerse, si avvicino alla riva, e venne fuori dall&#8217;acqua. Impallidii. Si stese lì dove il sole riusciva a schivare la guardia di quegli enormi alberi. Rimasi fermo, immobile, all&#8217;apparenza impassibile.<br />
I raggi sembravano volerla schivare. Era impossibile da guardare, rifletteva la luce come fosse uno specchio.</p>
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		<title>Il Pozzo di Storie</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 21:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è bisogno di un rifugio. C&#8217;è sempre bisogno di un rifugio. Succede tante volte di sentirsi ovunque fuori posto, e allora più che mai c&#8217;è bisogno di un rifugio; bisogna fare in modo di non rimanerne mai senza. Un rigugio qualsiasi: un luogo, un libro, un film, un gattino, un albero, una foto, un&#8217;abitudine, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è bisogno di un rifugio.<br />
C&#8217;è sempre bisogno di un rifugio.</p>
<p>Succede tante volte di sentirsi ovunque fuori posto, e allora più che mai c&#8217;è bisogno di un rifugio; bisogna fare in modo di non rimanerne mai senza. Un rigugio qualsiasi: un luogo, un libro, un film, un gattino, un albero, una foto, un&#8217;abitudine, un vizio, una persona.</p>
<p>Un foglio.</p>
<p>Una sedia a dondolo e un camino. Una moto e il vento che ti accarezza mentre vai incontro alla strada.</p>
<p>Una sedia a dondolo e un camino e un buco nero di storie. Una massa enorme di storie nella quale collassi. Parole che ti pervadono e ti gonfiano come un palloncino fino a farti scoppiare ma non a ucciderti. Rimani parte di quella massa di storie.<br />
<span id="more-249"></span><br />
Un pozzo di storie: le si raccoglie col secchio. Carrucola, corda e secchio: splaf!, e tiri su un bel secchio di parole. Le svuoti a tuo piacimento: puoi metterle in bottiglia, versarle in una damigiana, nei bicchieri. Puoi rovesciarle su un foglio, su un lenzuolo. O berle tutte d&#8217;un sorso.</p>
<p>Se le rovesci sul lenzuolo vengon fuori le storie della buonanotte. Tante storie della buonanotte: per bambini e per bambini cresciuti. Appaiono orchi, draghi e carezze e coccole.</p>
<p>Bisogna conoscerli questi posti. Ce n&#8217;è uno vicino una grande quecia. Una quecia immensa più vecchia del trisnonno del mio trisnonno. E&#8217; vecchia vecchia vecchia. Ha la sua età insomma. Nasconde un pozzo di storie. E&#8217; lì che le sue radici attingono parole ed è per questo che è vissuta così tanto. Quella quecia conosce così tante storie, ma così tante.. ma così tante che non basterebbe una biblioteca grande quanto quel buco nero a contenerle.</p>
<p>Questa quercia è possibile vederla dal terrazzo del Brividivendolo. Non è difficile scorgerla; e si vede anche la strada per raggiungerla. Basta seguire lo sguardo del Leone dopo le ventitré. Quando il carro sarà in salita, Arturo vi condurrà alla Quercia. Di giorno non è difficile raggiungerla, ma&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Segreto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 12:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il segreto sta nella stanza segreta delle poste. Non potrebbe essere altrimenti. Il segreto sta nel comprendere bene i cunicoli che portano dal Café, alla Stanza Segreta passando per i sotterranei della Bottega. Una rete complicata di vie e viuzze sorrettanee, ricche di oggetti, quadri, immagini e atri. Com&#8217;è possibile? Eppure c&#8217;è. Ci sono tanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il segreto sta nella stanza segreta delle poste. Non potrebbe essere altrimenti.</p>
<p>Il segreto sta nel comprendere bene i cunicoli che portano dal Café, alla Stanza Segreta passando per i sotterranei della Bottega.</p>
<p>Una rete complicata di vie e viuzze sorrettanee, ricche di oggetti, quadri, immagini e atri. Com&#8217;è possibile? Eppure c&#8217;è. Ci sono tanti pezzi di carta lasciati qua e là: su ognuno c&#8217;è scritta una parte della storia. Un immenso romanzo, una grande commedia, un&#8217;opera astrusa corredata di immagini, musiche. Tante parole.<br />
<span id="more-218"></span><br />
Il Vate era amato anche per le sue parole. La donna s&#8217;inculcava fra le sue parole passando per le sue membra, fra le sue mani, nel suo cuore. Da lì arrivava sui quaderni attraverso la sua penna.</p>
<p>Così l&#8217;amore sboccia sulle parole, per le parole, dalle parole. Corredate.</p>
<p align="center"><em>Piccole ali, sorrette dalle note distorte di una cassa con manico corredata di corde vibranti. Brivido.</em></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><em>sta a guardare, leggi, ascolta<br />
chiudi gli occhi, prima</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Cigno gioca sul tetto</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 18:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cielo]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è posto migliore per osservare il cielo notturno, che la terrazza della bottega del Brividivendolo. C&#8217;è una scaletta che porta sul tetto, è in alto, più in alto di tutto, e da lì si può osservare tutto il cielo del mondo. Ci sono i cani, c&#8217;è il cacciatore e ci sono i carri, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è posto migliore per osservare il cielo notturno, che la terrazza della bottega del Brividivendolo.</p>
<p>C&#8217;è una scaletta che porta sul tetto, è in alto, più in alto di tutto, e da lì si può osservare tutto il cielo del mondo.</p>
<p>Ci sono i cani, c&#8217;è il cacciatore e ci sono i carri, e oltre ai carri si vedono le orse e il guardiano. Ci sono rapaci e volatili più aggraziati. C&#8217;è un enorme banchetto. C&#8217;è il Cigno che si abbevera sul bianco torrente; l&#8217;acquila lo imita. E c&#8217;è Eracle che gioca con la Vergine anche se fra loro due c&#8217;è Bootes.<br />
I cani giocano con il Leone, il Toro con l&#8217;Ariete. I Gemelli girano sull&#8217;Auriga e sfrecciano fra gli altri. Pegaso li insegue.<br />
<span id="more-217"></span><br />
Eppure in paese ci sono delle luci, com&#8217;è possibile vedere tutte queste stelle?<br />
C&#8217;è un passaggio fra la stanza azzurra e il tetto: il passaggio nasconde uno sportello dietro al quale si trova un interruttore. Questo è l&#8217;interruttore del generatore del paese. Da qui è possibile spegnere tutte le luci del paese. Tutte. Tutte tutte.</p>
<p>Il cielo si illumina, è possibile vedere tutte le cosellazioni. E&#8217; possibile scegliere il cielo, ma non ce n&#8217;è mai bisogno. Il cielo propone sempre il meglio, sa sempre quel che si vuol vedere quando si è sul terrazzo.</p>
<p>E da qui si vedono nuove costellazioni. Ci sono le nostre costellazioni, e poi ogni sera ce ne sono di nuove.</p>
<p>Il Brividivendolo è l&#8217;accesso al cielo più bello. Non è facile raggiungere il tetto. E non è facile rimanerci su: è bene non esser deboli di cuore. Qualche sera è capitato di veder scendere il Cigno e l&#8217;Aquila, altre volte l&#8217;Ariete. Scendono sul tetto, giocano, a volte dormono lì.</p>
<p>Qualcosa di inaudito.</p>
<p>Spegnete il genertore.</p>
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		<title>La Bottega del Brividivendolo</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 00:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Brividivendolo]]></category>

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		<description><![CDATA[La bottega del Brividivendolo: quattro piani&#8230; ma come ci si arriva? Cosa succede su questi quattro piani? Cosa fa il Brividivendolo? Questa bottega è un po&#8217; come il Ciccillo Café, non ci si finisce per caso, e se ci si finisce per caso bisogna stare molto attenti. I brividi sono molto pericolosi. Attenti. Il Brividivendolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La bottega del Brividivendolo: quattro piani&#8230; ma come ci si arriva? Cosa succede su questi quattro piani? Cosa fa il Brividivendolo?</p>
<p>Questa bottega è un po&#8217; come il Ciccillo Café, non ci si finisce per caso, e se ci si finisce per caso bisogna stare molto attenti. I brividi sono molto pericolosi. Attenti.</p>
<p>Il Brividivendolo vende brividi. Per meglio dire li baratta: non chiede nulla in cambio se non le facce di chi rabbrividisce, per un istante. Quelle facce lì per un istante solo, quella loro espressione.</p>
<p>Ci sono brividi e brividi, si sa.</p>
<p>Ci sono brividi di terrore, brividi di piacere, brividi celestiali.<br />
Si entra nella bottega, un piccolo antro, spoglio, uno specchio, un divanetto, delle sedie, un comò. Poi ci sono delle scale: strette, dicevo. Salendo per le scale si incontrano tante porticine. Ci sono varie stanze dietro ogni porta.</p>
<p>Il Brividivendolo è una sorta di regista. Chi entra qui dentro si affida a lui in tutto e per tutto. E&#8217; un maestro.</p>
<p>I primi due piani sono molto grandi. Ci sono svariate stanze, delle specie di labirinti. Si possono trovare stanze di tutti i tipi, piene di specchi, quadri, tappeti. Quasi nessuno mette piede su questi piani. Aprendo le relative porte ci si trova in stanza molto grande&#8230; immense! Il primo piano è molto luminoso. Il secondo è buio, angusto.</p>
<p>Il terzo piano è vuoto. Ci sono svariate stanze. Vuote. Pareti bianche, finestre, luce. Più niente.</p>
<p>L&#8217;ultimo piano presenta una terrazzina, una gran bella terrazzina. Ci sono svariati vasi con tutti i fiori del mondo. Tutti i fiori di tutti i colori su questa terrazzina. Di qui si domina il paesaggio, quel paesaggio visibile dalle finestre del Ciccillo, qui è possibile vederlo dall&#8217;alto. Ed &#8216; possibile vedere i monti che si accasciano nelle acque. Da qui è possibile vedere gli Elefanti fare il bagno e giocare con i Leoni, è possibile vedere le Tigri giocare a palla con le Zebre. Di qui, di notte, è possibile vedere i lupi baciarsi, è possibile vedere le farfalle accarezzare le balene e vedere gli orsi far l&#8217;amore. Mentre i gatti fan le fusa sotto un albero, qui in terrazza.</p>
<p>Prima di arrivare in terrazza, si passa davanti ad una porta, blu, azzurra. Dietro questa porta c&#8217;è una stanza con le pareti bianche, un comò, tanti cassetti, dei candelabri, una finestra con una tenda azzurra e un letto. Un grande letto matrimoniale, alto, con delle lenzuola azzurre. Ci sono due comodini e un grande armadio.<br />
<span id="more-214"></span><br />
Un istante. Un solo istante, uno scambio. Baratta brividi con la faccia, l&#8217;espressione di un istante.</p>
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		<title>Il Brividivendolo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 14:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Brividivendolo]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lungomare un giorno, lungolago l&#8217;altro: qui si affaccio ne finestre del Ciccillo Café. Il Ciccillo Café si trova ad angolo, l&#8217;ingresso non si trova sul lungoquelcheèoquelchesarà ma si trova subito dopo aver svoltato sulla viuzza che porta alla piazza. Appunto, svoltando a sinistra, avendo le finestr del Ciccillo Café sulla sinistra, c&#8217;è una stradina che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lungomare un giorno, lungolago l&#8217;altro: qui si affaccio ne finestre del Ciccillo Café.</p>
<p>Il Ciccillo Café si trova ad angolo, l&#8217;ingresso non si trova sul lungoquelcheèoquelchesarà ma si trova subito dopo aver svoltato sulla viuzza che porta alla piazza.</p>
<p>Appunto, svoltando a sinistra, avendo le finestr del Ciccillo Café sulla sinistra, c&#8217;è una stradina che porta ad una piazza. Questa stradina è molto molto bella: stretta, lastre di pietra, case in pietra, persiane colorate per tutto il vicolo. Ci sono dei lampioni che irradiano a sera una luce giallo-arancio, come quello che si trova vicino l&#8217;ingresso del Café.<br />
Non ci vuole molto per arrivare alla piazza, quattro passi, e finchè non ci arrivate non la vedete. La piazza.<br />
<span id="more-213"></span><br />
La piazza non è molto grande, ma neanche troppo piccola. E&#8217; una bella piazzetta: lastre in pietra, case in pietra, persiane colorate, lampioni che irradiano una luce giallo-arancio come quello del Ciccillo. Sulla piazza si affacciano una serie di negozietti molto suggestivi, c&#8217;è anche una trattoria. C&#8217;è un fruttivendono e c&#8217;è anche un pescivendolo. Sulla piazza svettano tante terrazzine molto suggestive dalle quali si riesce a dominare il paesaggio. C&#8217;è anche un torre con un grandissimo orologio a monte: ci sono delle campane sulla torre, ma non suonano come consuetudine. Non suonano ogni ora, non suonano ogni quarto d&#8217;ora. Questo è uno dei grandi misteri del posto: quando suonano le campane? Perchè suonano quando suonano? Sono imprevedibili e nessuno sa chi mette in movimento le campane.</p>
<p>Sulla piazza, proprio prima di imboccare la stradina che porta al Ciccillo, sulla destra, c&#8217;è una porticina di legno, un&#8217;anta gialla, un&#8217;anta bordeaux. Questa è la bottega del Brividivendolo. Il Brividivendolo è un omino attempato, bassino, mingherlino e con una lunga barba bianca. Fuori della bottega non c&#8217;è alcuna insegna, nessuna indicazione. L&#8217;unico ingresso alla sua bottega è quello sulla piazza: l&#8217;interno della bottega è un mistero.</p>
<p>La sala d&#8217;ingresso della sua bottega è molto piccola e poco illuminata, è quasi vuota, c&#8217;è solo un divanetto, e qualche quadro appeso alla parete. Ci sono delle scale molto molto strette e abbastanza scomode che portano ai piani superiori. Nessuno potrebbe immaginare che quella porticina sia l&#8217;ingresso di un palazzo di 4 piani.</p>
<p>Cosa c&#8217;è nella bottega del Brividivendolo?<br />
Cosa fa il Brividivendolo?</p>
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