Wednesday, 27 January 2010

Le notti del Brividivendolo

A volte la luce non è necessaria. Si può rimanere benissimo con gli occhi chiusi, anzi è meglio.
Aver imparato tutto quando a luce accesa fa comodo, ma se ne può fare a meno. Ed è bello.

A volte è necessario che sia buio. È in pancia che lo senti. Dicono che queste volte qui l’oscurità è solo una sensazione esterna: ci sono i tavoli, ci sono le sedie, ci sono le tazzine, cucchiaini e zucchero. C’è il palco e c’è il camino, spento: emana ancora calore. Ci sono tutte le piastrelle del pavimento. C’è il bancone, c’è la porta. La magia è che queste cose, oltre che esserci, si fanno sentire.

Non c’è cosa peggiore che una lampadina accesa improvvisamente, in questi casi, e qui questo non può accadere.

Seduto al tavolo, immerso nell’ombra, Folenaire scrive. Come sempre la finestra alla sua destra, buio dentro e buio fuori. Ci sono le candele, spente – sono belle: una è marrone e l’altra magenta. Profumano. Le loro piccole fiamme giocano con le ombre e non è necessaria la luce perché sia visibile.

È tornato il Rubazucchero questa volta. È seduto ad un altro tavolo, il suo. Ha una tazza di tè fra le mani, le riscalda. Ha una bustina di zucchero in tasca, l’ha scelta fra le tante: l’ha sentita, la sua, e l’ha presa. Era la quarta che ha toccato col medio, l’ha sfilata e se l’è intascata. Il Rubazucchero non ha mai avuto bisogno di accenderele candele per giocare con la cera e guarda attraverso la finestra fissando il davanzale.

Stanno parlando i due, li sentite? Fate silenzio, e se prestate attenzione li sentirete.

Il pianoforte sta suonando ma nessuno è seduto allo sgabello, il palco vibra e la cenere balla sia nel camino che nel posacenere poggiato sul tavolinetto proprio davanti al fuoco, spento, fra le due sedie a dondolo.

Queste sono le notti del Brividivendolo, le sue preferite. Se ci fate caso potreste sentirlo sulla terrazza della Bottega. Gioca con la Luna.

Thursday, 22 May 2008

Il Brividivendolo Ci Sa Fare

Il Brividivendolo è un terapeuta. Una sorta di terapeuta. Diciamo che è uno che sa il fatto suo.

E che metodi poi! Usa delle tecniche particolari. Non è che le tecniche siano così speciali; lo sono perché applicate nel momento giusto al posto giusto.

E’ esperto di qualsiasi tipo di brividi! A vederlo non si direbbe. Lui ci sa fare con l’adrenalina; le sue mani sono come un telecomando che controlla qualsiasi tipo di ghiandola. Non solo le sue mani. E’ un esperto.
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Monday, 28 April 2008

La Venere di Babilonia

Dal terrazzo della Bottega, della Bottega del Brividivendolo, da quella terrazza è possibile vedere i giardini. Una volta ci sono stato a Babilonia. Mi ci portò il Brividivendolo. Mamma mia! Una volta m’ha portato a Timbuktu, e non credevo ci potessero essere posti più belli di quello. Mi ricredetti. Ce ne sono tanti, non più belli. Non ho più potuto dire “più bello”, quando ho messo piede ai giardini.

Babilonia era stupenda, era colorata, chiara, era ricca di gente. Ricca di donne. Tante donne. Uomini, tanti uomini. Ricordo sopratutto le donne di Babilonia. Il Brividivendolo era un buon accompagnatore quando si trattava di queste cose. Lui conosceva il Re, Nabucodonosor. Si.. si! Lo conosceva! Non so dove l’avesse conosciuto, fatto sta che sembravano vecchi amici.

Quel giorno, appena arrivati, ci dirigemmo al palazzo reale: fummo accolti come mai avrei potuto immaginare. Una decina di donne in tunica ci condussero dal Re. (more…)

Monday, 21 April 2008

Il Pozzo di Storie

C’è bisogno di un rifugio.
C’è sempre bisogno di un rifugio.

Succede tante volte di sentirsi ovunque fuori posto, e allora più che mai c’è bisogno di un rifugio; bisogna fare in modo di non rimanerne mai senza. Un rigugio qualsiasi: un luogo, un libro, un film, un gattino, un albero, una foto, un’abitudine, un vizio, una persona.

Un foglio.

Una sedia a dondolo e un camino. Una moto e il vento che ti accarezza mentre vai incontro alla strada.

Una sedia a dondolo e un camino e un buco nero di storie. Una massa enorme di storie nella quale collassi. Parole che ti pervadono e ti gonfiano come un palloncino fino a farti scoppiare ma non a ucciderti. Rimani parte di quella massa di storie.
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Tuesday, 25 March 2008

Il Segreto

Il segreto sta nella stanza segreta delle poste. Non potrebbe essere altrimenti.

Il segreto sta nel comprendere bene i cunicoli che portano dal Café, alla Stanza Segreta passando per i sotterranei della Bottega.

Una rete complicata di vie e viuzze sorrettanee, ricche di oggetti, quadri, immagini e atri. Com’è possibile? Eppure c’è. Ci sono tanti pezzi di carta lasciati qua e là: su ognuno c’è scritta una parte della storia. Un immenso romanzo, una grande commedia, un’opera astrusa corredata di immagini, musiche. Tante parole.
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Monday, 24 March 2008

Il Cigno gioca sul tetto

Non c’è posto migliore per osservare il cielo notturno, che la terrazza della bottega del Brividivendolo.

C’è una scaletta che porta sul tetto, è in alto, più in alto di tutto, e da lì si può osservare tutto il cielo del mondo.

Ci sono i cani, c’è il cacciatore e ci sono i carri, e oltre ai carri si vedono le orse e il guardiano. Ci sono rapaci e volatili più aggraziati. C’è un enorme banchetto. C’è il Cigno che si abbevera sul bianco torrente; l’acquila lo imita. E c’è Eracle che gioca con la Vergine anche se fra loro due c’è Bootes.
I cani giocano con il Leone, il Toro con l’Ariete. I Gemelli girano sull’Auriga e sfrecciano fra gli altri. Pegaso li insegue.
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Saturday, 22 March 2008

La Bottega del Brividivendolo

La bottega del Brividivendolo: quattro piani… ma come ci si arriva? Cosa succede su questi quattro piani? Cosa fa il Brividivendolo?

Questa bottega è un po’ come il Ciccillo Café, non ci si finisce per caso, e se ci si finisce per caso bisogna stare molto attenti. I brividi sono molto pericolosi. Attenti.

Il Brividivendolo vende brividi. Per meglio dire li baratta: non chiede nulla in cambio se non le facce di chi rabbrividisce, per un istante. Quelle facce lì per un istante solo, quella loro espressione.

Ci sono brividi e brividi, si sa.

Ci sono brividi di terrore, brividi di piacere, brividi celestiali.
Si entra nella bottega, un piccolo antro, spoglio, uno specchio, un divanetto, delle sedie, un comò. Poi ci sono delle scale: strette, dicevo. Salendo per le scale si incontrano tante porticine. Ci sono varie stanze dietro ogni porta.

Il Brividivendolo è una sorta di regista. Chi entra qui dentro si affida a lui in tutto e per tutto. E’ un maestro.

I primi due piani sono molto grandi. Ci sono svariate stanze, delle specie di labirinti. Si possono trovare stanze di tutti i tipi, piene di specchi, quadri, tappeti. Quasi nessuno mette piede su questi piani. Aprendo le relative porte ci si trova in stanza molto grande… immense! Il primo piano è molto luminoso. Il secondo è buio, angusto.

Il terzo piano è vuoto. Ci sono svariate stanze. Vuote. Pareti bianche, finestre, luce. Più niente.

L’ultimo piano presenta una terrazzina, una gran bella terrazzina. Ci sono svariati vasi con tutti i fiori del mondo. Tutti i fiori di tutti i colori su questa terrazzina. Di qui si domina il paesaggio, quel paesaggio visibile dalle finestre del Ciccillo, qui è possibile vederlo dall’alto. Ed ‘ possibile vedere i monti che si accasciano nelle acque. Da qui è possibile vedere gli Elefanti fare il bagno e giocare con i Leoni, è possibile vedere le Tigri giocare a palla con le Zebre. Di qui, di notte, è possibile vedere i lupi baciarsi, è possibile vedere le farfalle accarezzare le balene e vedere gli orsi far l’amore. Mentre i gatti fan le fusa sotto un albero, qui in terrazza.

Prima di arrivare in terrazza, si passa davanti ad una porta, blu, azzurra. Dietro questa porta c’è una stanza con le pareti bianche, un comò, tanti cassetti, dei candelabri, una finestra con una tenda azzurra e un letto. Un grande letto matrimoniale, alto, con delle lenzuola azzurre. Ci sono due comodini e un grande armadio.
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Thursday, 20 March 2008

Il Brividivendolo

Lungomare un giorno, lungolago l’altro: qui si affaccio ne finestre del Ciccillo Café.

Il Ciccillo Café si trova ad angolo, l’ingresso non si trova sul lungoquelcheèoquelchesarà ma si trova subito dopo aver svoltato sulla viuzza che porta alla piazza.

Appunto, svoltando a sinistra, avendo le finestr del Ciccillo Café sulla sinistra, c’è una stradina che porta ad una piazza. Questa stradina è molto molto bella: stretta, lastre di pietra, case in pietra, persiane colorate per tutto il vicolo. Ci sono dei lampioni che irradiano a sera una luce giallo-arancio, come quello che si trova vicino l’ingresso del Café.
Non ci vuole molto per arrivare alla piazza, quattro passi, e finchè non ci arrivate non la vedete. La piazza.
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