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	<title>Ciccillo Café &#187; bionda</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>Bach lo sapeva e lo sussurrò all&#8217;orecchio di Goldberg</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Café</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno disse che i segreti fra due persone non sono più segreti. Bastian ne conosceva uno, un segreto pesante quanto un grattacielo, quanto un transatlantico, quanto un iceberg intero! Passeggiava per le strade infreddolite, tornava a casa. Una lunga passeggiata per rinfrescare le idee. Era da un po&#8217; che ci pensava, voleva congedare il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno disse che i segreti fra due persone non sono più segreti.</p>
<p>Bastian ne conosceva uno, un segreto pesante quanto un grattacielo, quanto un transatlantico, quanto un iceberg intero! Passeggiava per le strade infreddolite, tornava a casa. Una lunga passeggiata per rinfrescare le idee. Era da un po&#8217; che ci pensava, voleva congedare il suo segreto, ammazzarlo. È semplice uccidere un segreto; oppure lo sembra soltanto, semplice.</p>
<p>Era appena sceso dal treno, continuava a pensarci. Quell&#8217;incontro l&#8217;aveva fulminato e l&#8217;idea di uccidere il segreto balenava fra un orecchio e l&#8217;altro già da un po&#8217;: faceva la spola, da destra a sinistra e poi ancora da sinistra a destra, da destra a sinistra e poi ancora. L&#8217;incontro l&#8217;aveva illuminato, o forse confuso. Era ormai sull&#8217;orlo della scogliera, giù o mai più.</p>
<p>Per strada s&#8217;era rasserenato e aveva deciso che era orla di farla finita.<br />
C&#8217;era ancora un posto aperto a quell&#8217;ora, il Ciccillo. Ancora aperto. Seduta ad un bancone, davanti la finestra, ad osservare le piccole onde che deformavano la luna, c&#8217;era seduta una giovane. Bionda, biondo scuro, una montagna di capelli legati in maniera sciatta ma ricercata, occhi azzurro perso, un inconsueto neo sul viso vicino la bocca. Minuta ed elegante.</p>
<p>Sembrava triste; quasi triste. Non lo era ancora, anche il suo stato d&#8217;animo sembrava sull&#8217;orlo di quella scogliera; aveva lo sguardo di chi cercava solo del coraggio.</p>
<p>Quando Bastian incrociò il suo sguardo prese la decisione. Lei abbassò lo sguardo, riprese in mano la tazza e sorseggiò il suo infuso. Bastian non andò più a casa, andò a svegliare Johann, lo fece sedere allo sgabello e gli disse tutto. Stetterò in piedi tutta la notte: Johann seduto, Bastian si alzava e si sedeva in continuazione. Fumava la pipa, andava avanti e indietro mentre parlava.</p>
<p>E ascoltava.</p>
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		<title>Il Vento del Nord</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/09/30/il-vento-del-nord/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 23:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[racconti del vento]]></category>
		<category><![CDATA[bionda]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[I Racconti del Vento]]></category>
		<category><![CDATA[Il Vento del Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; freddo, a volte gelido. Succede che scontrandosi col clima indigeno porti scompiglio. Il Vento del Nord è un gran narratore. Narra di solito di luoghi sconosciuti, anche a nord. E se sei a nord ti chiedi: ma da dove arriva questo vento? Racconta di viaggi, di navi e vichinghi, di fiumi e di ponti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; freddo, a volte gelido. Succede che scontrandosi col clima indigeno porti scompiglio.</p>
<p>Il Vento del Nord è un gran narratore. Narra di solito di luoghi sconosciuti, anche a nord.<br />
E se sei a nord ti chiedi: ma da dove arriva questo vento?</p>
<p>Racconta di viaggi, di navi e vichinghi, di fiumi e di ponti. Racconta di tetti spioventi e strade lastricate in basalto. Racconta di belle donne, belle, chiare, slanciate. Glaciali all&#8217;apparenza, intoccabili. Come tutte, del resto.</p>
<p>Il Vento del Nord è bianco.</p>
<p>A sera smuove le tende e fischia e balla con la fiamma della candela poggiata sul tavolo, accanto al mio tè. A volte suona con noi, canta e racconta. Siede con noi davanti al caminetto e gioca con il fuoco.<br />
Ama raccontare delle sue donne bianche e bionde e belle, il Vento del Nord. Ama raccontare delle sue strade e della Neve, non beve caffè e suona la cornamusa. Ama l&#8217;acqua. Gioca con le tende e con il fumo uscente dai camini.</p>
<p>E&#8217; svelto il Vento del Nord.</p>
<p>Quasi come tutti i venti racconta di lunghi viaggi. Ha visto i pesci del Nord e le aurore boreali, ha visto gli orsi e le renne. Dicono sia lui a consegnare i doni e non Babbo Natale. Altri sostengono sia il Vento del Nord a trasportare Babbo Natale.</p>
<p>A nord non ci sono mai stato e i suoi racconti mi hanno incuriosito. Il Vento del Nord potrebbe spaventare, bisogna stare attenti a quel che dice.<br />
Il Vento del Nord non scherza. Il Vento del Nord è sensuale.</p>
<p>Va quasi sempre di fretta, il Vento del Nord; e mentre va<br />
<em>racconta</em>.</p>
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		<title>Il piacere intellettuale disciolto nelle pozzanghere</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 01:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bionda]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[occhi azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[paglia]]></category>
		<category><![CDATA[piacere intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[pozzanghere]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>
		<category><![CDATA[spirito collettivo]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;improvviso si ritrovò più solo. Nello spirito, nel pensiero. Scoprì che uno spirito collettivo non c&#8217;era più. Scoprì che c&#8217;era poco da sperare e poco da spiegare. Lo chiamò sconforto. La memoria risponde alle leggi della ciclicità, e solo qualcosa di più grave e grande e grosso avrebbe scosso qualcuno, anche tanti, ma ne avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;improvviso si ritrovò più solo.</p>
<p>Nello spirito, nel pensiero. Scoprì che uno spirito collettivo non c&#8217;era più. Scoprì che c&#8217;era poco da sperare e poco da spiegare. Lo chiamò sconforto.</p>
<p>La memoria risponde alle leggi della ciclicità, e solo qualcosa di più grave e grande e grosso avrebbe scosso qualcuno, anche tanti, ma ne avrebbe svelgliati pochi. Troppe parole, troppo poche.</p>
<p>Il piacere intellettuale era creatura ormai rara e protetta. No, solo rara. Neanche dalla terrazza del Brividivendolo è facile vederne.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Intenti ad abbatter sempre più barriere, scavarono fosse dalle quali difficilmente sarebbero riemersi. Che ne avevano fatto del terreno asportato alla Terra?</em></p>
<p style="text-align: left;">Per anni avevano costruito grattacieli con pilastri di compensato e paglia levigata. Non potevano permettersi mazzi di rafia.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-470"></span><br />
Il vuoto si faceva largo, e i piccoli piaceri cominciavano a trasformarsi in vizi, perché troppo poco goduti nella loro lentezza e sempre più violentati rapidamente, di corsa, nella rincorsa di un treno di fantasmi.</p>
<p style="text-align: left;">La sola speranza era quella stessa paglia che li stava facendo franare. Bagliori dispersi fra le pozzanghere ignare di tutto, perse già prima di essere conquistate.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vera</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/04/28/vera/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 23:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bionda]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Rubazucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitava. Capitava spesso che si innamorassa delle ragazze nei film; ed erano sempre un po&#8217; così. Capitava. Capita, quando perdi la memoria. Capita, quando la memoria ti funziona male. E si sa, a lui funziona veramente male. C&#8217;erano fiamme e fumo e profumi. Incenso e zucchero. Erano bustine di zucchero, per l&#8217;appunto. Il Rubazucchero. Proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capitava.</p>
<p>Capitava spesso che si innamorassa delle ragazze nei film; ed erano sempre un po&#8217; così.</p>
<p>Capitava.</p>
<p>Capita, quando perdi la memoria. Capita, quando la memoria ti funziona male.</p>
<p>E si sa, a lui funziona veramente male.</p>
<p>C&#8217;erano fiamme e fumo e profumi. Incenso e zucchero. Erano bustine di zucchero, per l&#8217;appunto.<br />
Il Rubazucchero.</p>
<p>Proprio lui. Cercava, cercava, cercava ancora. Potreste sbagliarvi, attenti. La sua memoria è racchiusa nei meandri di questo posto, per chi avesse voglia; ma ora non funziona come allora.</p>
<p>E&#8217; rotta, va sostituita. Ci vuole un nuovo disco, i tempi passano e la tecnologia avanza.</p>
<p>Un quaderno è sempre la scelta migliore: è più probabile che un disco rigido decida di prendersi l&#8217;Alzheimer e non che un quaderno venga bruciato o si disintegri. Se viene smarrito prima o poi potrebbe pur essere ritrovato. Anche bagnato conserverebbe qualcosa.</p>
<p>E&#8217; sempre meglio riportare tutto a penna, indelebilmente.</p>
<p>Ogni tanto succedeva che si innamorasse delle ragazze nei film, ed era triste.</p>
<p>Perché?<span id="more-467"></span></p>
<p>Non l&#8217;avevamo mica riconosciuto: era seduto su una panchina lì fuori, con una tazza in mano. Guardava le stelle.</p>
<p>Era stato Ciccillo a preparargli il tè, ma non l&#8217;aveva riconosciuto. Non aveva messo in tasca la consueta bustina ma l&#8217;aveva aperta e versata nella tazza. E nessuno mai l&#8217;aveva visto bere tè, tanto meno zuccherato.</p>
<p>Capita, prima o poi.<br />
Il fumo di quella sigaretta non funziona come dovrebbe funzionare: laminare, browniano. No, non funziona così. E&#8217; un errore. Non sforzatevi troppo; non sforzatevi affatto: sono solo appunti.</p>
<p>Ecco. Era bionda vera e aveva gli occhi azzurri. Azzurri azzurri.. ed era bionda vera. Bianca, bianchissima. Ma era solo un film.</p>
<p>Vai a nanna.</p>
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		<title>Folenaire?</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/03/16/folenaire/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 23:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
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		<category><![CDATA[piacere]]></category>
		<category><![CDATA[un solo pedale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, non le vuole sotto gli occhi per cercar di indirizzare le sue decisioni serenamente.</p>
<p>E&#8217; strano: un tempo girava su una gran bella moto, nera, forse rossa. C&#8217;è da confondersi, eh? Mica facile. Era nera; oppure rossa. Però era molto bella. Non c&#8217;entrava niente quella moto con lui, oppure c&#8217;entrava fin troppo. Non è facile spiattellare certe affermazioni nero su bianco.</p>
<p>Poi non so che gli è passato di mente, però ora gira su una bici con un solo pedale. Come fa a mandarla avanti non lo so.</p>
<p>L&#8217;avete mai visto davanti allo specchio?<span id="more-461"></span><br />
Qualche volta si ferma a rimirarsi facendo delle facce strane, buffissime. Sì, certo.. sembra un cretino.</p>
<p>Una volta l&#8217;ho visto parlare verso una finestra: ma alla finestra non c&#8217;era nessuno! Agitava braccia, dialogava.. eppure la finestra era chiusa e non si vedeva attraverso. Come quando l&#8217;ho visto parlare con li mare, solo che quella volta non si agitava mica. Era lì tranquillo e parlava rivolgendosi all&#8217;acqua.</p>
<p>Non so se a volte certe cose le fa apposta: ama confondere le persone. Spesso l&#8217;ho visto dire cose al nulla per vedere le facce delle persone che lo guardavano. Così come quando l&#8217;ho sentito negare quello che stava facendo proprio mentre lo faceva, davanti agli occhi delle persone a cui lo negava. Quelle scene sono stupende.. se solo non sapessi che ci prova gusto, lo prenderei per matto. &#8220;Dove c&#8217;è gusto, non c&#8217;è perdenza&#8221;. Ci prova piacere e glielo si legge in viso. Presenta un&#8217;espressione goduriosa quando&#8230; sì, proprio in quel momento lì.</p>
<p>E&#8217; serio, serissimo, nessuno potrebbe essere più convinto di quel che lui dice. &#8220;C&#8217;è un attimo, uno e uno solo, quando chi ti è difronte è perso, spaesato, non sa dove aggrapparsi e non sa neanche se c&#8217;è qualcosa cui reggersi. E&#8217; l&#8217;attimo in cui perdono le proprie convinzioni, l&#8217;attimo in cui sono insicuri di quello che sanno e insicuri di averlo mai saputo; l&#8217;attimo in cui sono pronti ad abbattere qualsiasi cosa pensano di sapere.&#8221; Proprio quel momento lì è il suo momento; scrutare gli occhi della sua vittima è la cosa che più gli da piacere. Lo racconta a quella maniera, come fosse nulla, come fosse cosa da niente.</p>
<p>Un gesto, delle parole, una scena. Qualsiasi cosa possa provocare turbamento e confusione negli occhi di qualcuno, Folenaire cerca di metterla in atto. Così quando lo vedi in bici anziché in moto non ci fai caso, poi lo vedi smontare dalla bici e ti accorgi che alla bici manca un pedale. Eppure vederlo andare in bici era la cosa più naturale che stesse facendo. E&#8217; possibile? E&#8217; possibile.</p>
<p>Ultimamente da queste parti bazzica una signorina molto strana. E&#8217; qui ma non vuole essere qui. Non sa neanche di essere qui, forse è per questo che non ci vuole stare. A Folenaire fa molto piacere, ma lei non lo sa. Lui le offre da bere e prova a parlarle, ma lei non lo sa. Prova a disegnarla, a scriverla. Ma lei non lo sa. E&#8217; una cosa molto strana. E&#8217; qui ma non sa di esserlo, e forse ci vorrebbe stare. Forse no.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che lo mette in difficoltà, l&#8217;unica cosa per la quale val la pena perdere.</p>
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