Wednesday, 30 September 2009

Il Vento del Nord

E’ freddo, a volte gelido. Succede che scontrandosi col clima indigeno porti scompiglio.

Il Vento del Nord è un gran narratore. Narra di solito di luoghi sconosciuti, anche a nord.
E se sei a nord ti chiedi: ma da dove arriva questo vento?

Racconta di viaggi, di navi e vichinghi, di fiumi e di ponti. Racconta di tetti spioventi e strade lastricate in basalto. Racconta di belle donne, belle, chiare, slanciate. Glaciali all’apparenza, intoccabili. Come tutte, del resto.

Il Vento del Nord è bianco.

A sera smuove le tende e fischia e balla con la fiamma della candela poggiata sul tavolo, accanto al mio tè. A volte suona con noi, canta e racconta. Siede con noi davanti al caminetto e gioca con il fuoco.
Ama raccontare delle sue donne bianche e bionde e belle, il Vento del Nord. Ama raccontare delle sue strade e della Neve, non beve caffè e suona la cornamusa. Ama l’acqua. Gioca con le tende e con il fumo uscente dai camini.

E’ svelto il Vento del Nord.

Quasi come tutti i venti racconta di lunghi viaggi. Ha visto i pesci del Nord e le aurore boreali, ha visto gli orsi e le renne. Dicono sia lui a consegnare i doni e non Babbo Natale. Altri sostengono sia il Vento del Nord a trasportare Babbo Natale.

A nord non ci sono mai stato e i suoi racconti mi hanno incuriosito. Il Vento del Nord potrebbe spaventare, bisogna stare attenti a quel che dice.
Il Vento del Nord non scherza. Il Vento del Nord è sensuale.

Va quasi sempre di fretta, il Vento del Nord; e mentre va
racconta.

Friday, 8 May 2009

Il piacere intellettuale disciolto nelle pozzanghere

All’improvviso si ritrovò più solo.

Nello spirito, nel pensiero. Scoprì che uno spirito collettivo non c’era più. Scoprì che c’era poco da sperare e poco da spiegare. Lo chiamò sconforto.

La memoria risponde alle leggi della ciclicità, e solo qualcosa di più grave e grande e grosso avrebbe scosso qualcuno, anche tanti, ma ne avrebbe svelgliati pochi. Troppe parole, troppo poche.

Il piacere intellettuale era creatura ormai rara e protetta. No, solo rara. Neanche dalla terrazza del Brividivendolo è facile vederne.

Intenti ad abbatter sempre più barriere, scavarono fosse dalle quali difficilmente sarebbero riemersi. Che ne avevano fatto del terreno asportato alla Terra?

Per anni avevano costruito grattacieli con pilastri di compensato e paglia levigata. Non potevano permettersi mazzi di rafia.

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Tuesday, 28 April 2009

Vera

Capitava.

Capitava spesso che si innamorassa delle ragazze nei film; ed erano sempre un po’ così.

Capitava.

Capita, quando perdi la memoria. Capita, quando la memoria ti funziona male.

E si sa, a lui funziona veramente male.

C’erano fiamme e fumo e profumi. Incenso e zucchero. Erano bustine di zucchero, per l’appunto.
Il Rubazucchero.

Proprio lui. Cercava, cercava, cercava ancora. Potreste sbagliarvi, attenti. La sua memoria è racchiusa nei meandri di questo posto, per chi avesse voglia; ma ora non funziona come allora.

E’ rotta, va sostituita. Ci vuole un nuovo disco, i tempi passano e la tecnologia avanza.

Un quaderno è sempre la scelta migliore: è più probabile che un disco rigido decida di prendersi l’Alzheimer e non che un quaderno venga bruciato o si disintegri. Se viene smarrito prima o poi potrebbe pur essere ritrovato. Anche bagnato conserverebbe qualcosa.

E’ sempre meglio riportare tutto a penna, indelebilmente.

Ogni tanto succedeva che si innamorasse delle ragazze nei film, ed era triste.

Perché? (more…)

Monday, 16 March 2009

Folenaire?

Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, non le vuole sotto gli occhi per cercar di indirizzare le sue decisioni serenamente.

E’ strano: un tempo girava su una gran bella moto, nera, forse rossa. C’è da confondersi, eh? Mica facile. Era nera; oppure rossa. Però era molto bella. Non c’entrava niente quella moto con lui, oppure c’entrava fin troppo. Non è facile spiattellare certe affermazioni nero su bianco.

Poi non so che gli è passato di mente, però ora gira su una bici con un solo pedale. Come fa a mandarla avanti non lo so.

L’avete mai visto davanti allo specchio? (more…)