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	<title>Ciccillo Café &#187; autobus</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>La Gatta fra i Comignoli alla Fermata dell&#8217;Autobus</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 23:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salta sui tetti rossi, la gatta. Ancheggia sorniona e si sdraia fra i camini. Legge i suoi appunti scritti da nessuna parte, si prende una pausa dalla vita. La guarda scorrere, la immagina. Li guarda tutti dall&#8217;alto perché la gatta, lei, può arrivarci fra i caminetti rossi che forse ciminiere vere non sono. I suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salta sui tetti rossi, la gatta. Ancheggia sorniona e si sdraia fra i camini.<br />
Legge i suoi appunti scritti da nessuna parte, si prende una pausa dalla vita. La guarda scorrere, la immagina. Li guarda tutti dall&#8217;alto perché la gatta, lei, può arrivarci fra i caminetti rossi che forse ciminiere vere non sono.</p>
<p>I suoi occhi al buio funzionano vene, osservano tutto come sempre, qualunque cosa. Anche al buio. La gatta al buio si muove meglio degli altri e la differenza la fanno i suoi occhi. Nell&#8217;oscurità la gatta ancheggia come sempre, non lo fa solo perché sa di essere ammirata. La gatta si osserva anche se non può guardarsi, ancheggia al buio.</p>
<p>Si è presa una pausa dalla vita, scrive appunti da nessuna parte, li rilegge, li riscrive. I suoi occhi funzionano da filtro, come la luna per la luce. Tutto ciò che passa attraverso i suoi occhi viene filtrato, pulito, sporcato, rivisto, rivissuto, rivisitato, riscritto.<br />
<span id="more-369"></span><br />
E la gatta dipende molto dalla luna; dalla luce bianca della luna. La luna nuova è periodo di pausa, periodo fiorente, di attesa. Sa che c&#8217;è lì da qualche parte quella musa ispiratrice, e la attende sdraiata fra i camini. La luna nuova non si fa vedere, è buia ma pian piano cresce e prima o poi diventa piena. Sarebbe bello non diventasse mai piena, la luna calante è malinconica e la gatta non la regge. Neanche il posto fra i camini la salvaguarda dal calare della luna, opprimente e tenebroso.</p>
<p>La gatta si sdraia fra i comignoli, si prende una pausa e aspetta che la luna cresca. Osserva il mondo da lassù, lei che può, frai camini. Filtra le storie che tutti i giorni attraversano le strisce pedonali e gli sguardi che si riflettono sui vetri degli autobus quando le porte si chiudono, ogni fermata, in attesa di riaprirsi alla seguente. Sempre che qualcuno pigi il pulsante rosso.</p>
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		<title>La Fermata dell&#8217;Autobus</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 20:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Folenaire è tornato un po&#8217; triste. Ha detto che si trovava lontano, ha dovuto prendere l&#8217;autobus. Non aveva il biglietto e aveva solo la sua monetina. Non voleva darla. Ha dovuto. Prima di darla via ci ha giocato un altro po&#8217;. E&#8217; tornato che era pensieroso, si è diretto subito sui suoi appunti dopo avermi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Folenaire è tornato un po&#8217; triste. Ha detto che si trovava lontano, ha dovuto prendere l&#8217;autobus. Non aveva il biglietto e aveva solo la sua monetina. Non voleva darla. Ha dovuto. Prima di darla via ci ha giocato un altro po&#8217;. E&#8217; tornato che era pensieroso, si è diretto subito sui suoi appunti dopo avermi raccontato la storia della monetina. Si è messo a scrivere, di getto. E&#8217; tornato, un bicchiere d&#8217;acqua, ha chiesto un thè, si è messo lì e ha scritto. Sta ancora scrivendo.</p>
<p>E&#8217; tornato anche il Rubazucchero oggi. S&#8217;è preso la sua bustina e oggi gliene ho fatta trovare una nuova. Si è fermato un po&#8217; a parlare.<br />
Una sera era in autobus, era solo, tornava a casa. L&#8217;autobus si ferma ad una fermata, lui si gira e dai vetri vede una ragazza. Una ragazza che lo guarda e gli sorride. Le porte si aprono, lui la guarda, lei lo guarda. Sorride. Rimane imbambolato. Le porte si chiudono e l&#8217;autobus corre vie. Prima che realizzasse il tutto l&#8217;autobus era troppo lontano. Prima che si accorgesse che si era innamorato di quel sorriso, eran passate tre fermate. Scese dell&#8217;autobus, corse a quella fermata ma non la trovò più. Decise che non avrebbe più memorizzato nulla oltre quella sera. Nulla. Non voleva dimenticare il sorriso di quella ragazza e decise, per non minare quel cassetto della sua memoria, di non ricordare nient&#8217;altro. Da allora ha impresso nella testa quel sorriso, da allora ogni sera alla stessa ora aspetta a quella fermata che passi l&#8217;autobus successivo a quello sul quale era lui. Ogni sera, da allora. Non l&#8217;ha mai più rivista.</p>
<p>Quando guarda dalla finestra, so cosa vede.</p>
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