La Gatta fra i Comignoli alla Fermata dell’Autobus
Salta sui tetti rossi, la gatta. Ancheggia sorniona e si sdraia fra i camini.
Legge i suoi appunti scritti da nessuna parte, si prende una pausa dalla vita. La guarda scorrere, la immagina. Li guarda tutti dall’alto perché la gatta, lei, può arrivarci fra i caminetti rossi che forse ciminiere vere non sono.
I suoi occhi al buio funzionano vene, osservano tutto come sempre, qualunque cosa. Anche al buio. La gatta al buio si muove meglio degli altri e la differenza la fanno i suoi occhi. Nell’oscurità la gatta ancheggia come sempre, non lo fa solo perché sa di essere ammirata. La gatta si osserva anche se non può guardarsi, ancheggia al buio.
Si è presa una pausa dalla vita, scrive appunti da nessuna parte, li rilegge, li riscrive. I suoi occhi funzionano da filtro, come la luna per la luce. Tutto ciò che passa attraverso i suoi occhi viene filtrato, pulito, sporcato, rivisto, rivissuto, rivisitato, riscritto.
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