Thursday, 22 January 2009

Il Blues del Boscaiolo

Amava la città, amava la città come nessuno mai.

Eppure nella sua vita ci era stato così poche volte. Gli erano bastate per decidere di non andarci più. Viveva nel bosco, aveva una casa molto particolare. Aveva un camino e quando bruciava la legna il fumo lo si poteva scorgere già dalla città.

Lui non ci andava quasi mai in città, si faceva portare le provviste dai altra gente. Aveva tanti amici che amavano quel posto. Era diventato un ritrovo, un rifugio per tanti. Anche lui serviva da bere e da mangiare, e anche lì c’era una caminetto. Non era una Café, ma quasi.

Amava la città come non mai, come nessun altro di quelli che vivevano in città. La sua città era diversa.

La sua città aveva un profilo nero, presentava guglie, punte, grattacieli. Neri. Per tutta la vita non ha mai capito se amasse di più l’alba o il tramonto: la sagoma nera dei palazzi era la sua città, case e grattacieli disegnavano scale sullo sfondo più o meno colorato disegnato ogni giorno dal sole e dalle nuvole.

Se ne stava tranquillo fra gli alberi, tagliava legna e serviva da bere.

Qualche volta, all’alba o al tramonto, quando non c’era nessuno, lo si poteva ascoltar strimpellare la sua armonica.

Monday, 26 May 2008

una splendida armonica ancestrale

- Mi racconti una storia?
- Ancora? Sempre la stessa storia, eh?
- Questa è una scusa…
- Come una scusa?
- Ti andava di raccontare una storia, no? Ti andava di scrivere qualcosa, giusto? Bene, eccoti la scusa…
- Ma… !

Lei se la rise.

- Un attimo, perché lei?
Come perché lei? Sto raccontando io quindi decido io, non ti pare?

- Per niente!
Prova a impedirmelo!

- Lo sto facendo!
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