Ciccillo Café

Questo è un Café. O Caffè. Uno di quei locali vecchio stampo, bancone in legno, tavoli in legno, illuminati poco meno del giusto.

Questo posto esiste da un po’. Un po’ tanto. Esiste da un bel po’. Quasi direi che esiste da sempre. Non è un posto per tutti. Non è di quei locali stracolmi di gente al sabato sera, ragazzi ubriachi, gente che balla; non è un posto dove non si riesce a comunicare.

Spesso c’è musica in sottofondo. Quasi sempre. Udibile. C’è una saletta, nascosta, dove c’è una piccola sala prove. Ciccillo l’ha messa su con gli anni. Non la fa usare a tutti. E fa bene. Ogni tanto invita qualcuno a suonare. Molto più spesso invece c’è qualcuno che si propone, ma non sempre ce la fa ad esibirsi. Quando qualcuno suona il Ciccillo Café si riempie. Quelle sere si che si riempie. E di solito non sono mai serate deludenti.

Al Ciccillo Cafè se ne vedono tanti. Ci passa molta gente, eppure è un posto tranquillo. E’ una contraddizione: questo è un posto controverso. Succede tutto e nulla. E’ un piccolo Cafè, eppure ci sono sale che ospitano mostre, gallerie, concerti.

Ci sono dei tavoli in legno. Delle sedie in legno. Dei divanetti. Non in legno. C’è una libreria in un’altra saletta. Non è accessibile a tutti. Ci sono dei giochi. Molto spesso la gente viene qui per giocare: giochi da tavolo. Non si gioca a carte. Quasi mai. Non è uno di quei posti dove ci sono i vecchietti a giocare a briscola, tre e mezzo o scopone. Così come non si gioca a Poker. Ci sono fogli e penne su una mensola dello scaffale dove ci sono i giochi. E matite.

Ci sono delle finestre. Alcune danno sul mare. C’è un porto più in là. Alcuni giorni invece le finestra danno su un lago. Che strano! Dicono che non succeda da molte parti di avere delle finestre che a giorni danno sul mare, a volte sul lago. Qualcuno dice che a giorni danno sull’oceano. Questo lo si capisce dalla gente che arriva. Se arriva.

A volte qualcuno siede lì, davanti alla finestra, con fogli e matite e disegna. Capita spesso. C’è una finestra in particolare dove questo succede spesso.

Su una parete, sotto il poster raffigurante una donna d’altri tempi, c’è un pianoforte. Nero, legno chiaramente.