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	<title>Ciccillo Café &#187; personaggi</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>Furto al quarto tavolo</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 17:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Café</dc:creator>
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		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Stirner]]></category>

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		<description><![CDATA[Stirner&#8230; vieni qua! Che fine avevi fatto? Dai, avvicinati, non te la menare! Ecco&#8230; bravo. Stirner&#8230; ma lo senti questo silenzio? Non guardarmi così, certo che il silenzio si può sentire! Storci pure il muso, il silenzio lo puoi sentire anche se fai quelle smorfie. Immaginavo, fai finta che non ti importi. Mi devi spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stirner&#8230; vieni qua! Che fine avevi fatto? Dai, avvicinati, non te la menare!<br />
Ecco&#8230; bravo.</p>
<p>Stirner&#8230; ma lo senti questo silenzio? Non guardarmi così, certo che il silenzio si può sentire! Storci pure il muso, il silenzio lo puoi sentire anche se fai quelle smorfie.<br />
Immaginavo, fai finta che non ti importi. Mi devi spiegare perché allora quando c&#8217;è tutto questo silenzio cominci a girare impanicato per il Café, fai slalom fra i tavoli come se ci fossero mille gambe da evitare&#8230; quando puoi benissimo sfilare da una parte all&#8217;altra senza incontrare ostacoli. Certo che ti vedo, anche se sai essere più silenzioso del silenzio.</p>
<p>Ero lì che pulivo le tazzine e t&#8217;ho visto, non farti tante domande.<br />
Non piovono goccioloni da un bel po&#8217;, è per questo che sei abbattuto? Vedrai che prima o poi verrà a tuonare, sta tranquillo.</p>
<p>Non lo so che fine hanno fatto gli altri, ma non preoccuparti.. torneranno anche loro, come la pioggia. Sono lì da qualche parte. Magari Folenaire è in giro in moto. Non li hai visti questi giorni in giro? Neanche lì fuori?</p>
<p>Quel ragazzo invece non so dov&#8217;è, ma quando tornerà troverà delle nuove bustine di zucchero. Guarda, le ho trovate ieri. Sono molto belle&#8230; quasi quasi me ne conservo qualcuna. Si lo so, tanto poi le butto uguale. Chissà cosa se ne fa lui delle bustine di zucchero.</p>
<p>Che ti hanno dato oggi al mercato del pesce? Come niente? E non hai fame? Ah&#8230; hai rubato una trota al quarto tavolo, dilla tutta. Un giorno quel tizio verrà a cercarti per quante sardine gli hai rubato, sappilo.</p>
<p>Sta tranquillo, non gli dirò che abiti qui.</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bustine di zucchero]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ragazzo ci aveva visto lungo. C&#8217;è da dire che non l&#8217;aveva fatto apposta. Ricordo cos&#8217;era successo: era alla ricerca degli occhi e del sorriso della ragazza dell&#8217;autobus. Ogni giorno la stessa strada, ogni giorno gli stessi luoghi e la stessa fermata, nella speranza di ritrovarla. Molto spesso è passato di qui, ha preso tè, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ragazzo ci aveva visto lungo. C&#8217;è da dire che non l&#8217;aveva fatto apposta.</p>
<p>Ricordo cos&#8217;era successo: era alla ricerca degli occhi e del sorriso della ragazza dell&#8217;autobus. Ogni giorno la stessa strada, ogni giorno gli stessi luoghi e la stessa fermata, nella speranza di ritrovarla.</p>
<p>Molto spesso è passato di qui, ha preso tè, caffè, cioccolate, e ogni volta ha sempre preso una bustina di zucchero&#8230; e se l&#8217;è intascata.</p>
<p>Perché lo faceva? Perché lo fa, sarebbe meglio dire.</p>
<p>Senza volerlo, senza sapere, il nodo è giunto al pettine. Come poteva saperlo che l&#8217;enigma delle bustine di zucchero sarebbe stato risolto dall&#8217;ordine degli eventi? Sembrava lo facesse apposta.</p>
<p>Tutto potrebbe avere un senso.</p>
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		<title>Il Paese dei Cappellai</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 17:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Mondi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cappellaia Regina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Paese dei Cappellai è uno dei tanti paesi strani di questo mondo. Qui le strade sono tutte lastricate di basalto, scuro e splendidamente lucido sia che piova sia che sia bel tempo. Le strade di questo paese sono molto pericolose quando bagnate, capita spesso di scivolare e di perdere il cappello. Perdere il cappello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Paese dei Cappellai è uno dei tanti paesi strani di questo mondo.</p>
<p>Qui le strade sono tutte lastricate di basalto, scuro e splendidamente lucido sia che piova sia che sia bel tempo. Le strade di questo paese sono molto pericolose quando bagnate, capita spesso di scivolare e di perdere il cappello.</p>
<p>Perdere il cappello nel Paese dei Cappellai è la cosa più sgradevole che possa succedere. La vita di un uomo è impostata in base al cappello che porta: mestiere, frequentazioni, cultura, autorevolezza, potere e qualità quante più ne riuscite a trovare. Qui non è l&#8217;abito a fare il monaco, ma il cappello fa l&#8217;abito il quale fa il monaco.</p>
<p>I cappelli costano un occhio della testa, qualche volta un rene altre volte delle dita oppure una gamba, volendo tutte e due gambe; una casa oppure l&#8217;auto o i figli. Anche l&#8217;anima. I cappelli non si comprano con soldi. Possono essere scambiati con altri cappelli, ma non possono essere rubati. Il furto del cappello viene scontato con l&#8217;esilio o la pena di morte, a scelta del cittadino.</p>
<p>Alcuni preferirebbero morire piuttosto che venire esiliati senza cappello.</p>
<p>I cappelli si prendono dal cappellaio e cappellai si nasce. Mi correggo: cappellai lo si può diventare se il cappellaio decide di scambiare la sua bottega con qualcosa. Le botteghe non possono essere comprate: la bottega non è sempre ereditabile. Il figlio di un cappellaio può non meritarla e il cappellaio può scegliere di tramandarla adottivamente come ai tempi dell&#8217;Impero.</p>
<p>Capita a volte che qualcuno perda il cappello al gioco e non c&#8217;è peggior disonore: la perdita del cappello comporta la perdita della moglie, dei figli e delle proprietà tutte. Il buon cuore del vincitore può salvarlo dalla vergogna solo restituendogli il cappello.</p>
<p>Far cadere il cappello per terra in pubblico, per strada o a teatro, a lavoro o davanti casa, è un&#8217;ulteriore vergogna. A differenza della perdita del cappello al gioco non comporta perdite reali se non l&#8217;amicizia e il rispetto delle persone presenti all&#8217;avventimento. Difficilmente una ragazza concederà le sue grazie al fidanzato la sera e i primi giorni a seguire l&#8217;infausto evento.<br />
<span id="more-516"></span></p>
<p>C&#8217;è un cappellaio molto particolare al Paese dei Cappellai. E&#8217; una donna: la Cappellaia Regina o Regina dei Cappellai. Costei è una veneranda signora dai capelli lunghi e biondi. Nessuno ha mai capito o provato a pensare se i suoi capelli fossero di un vero biondo o di un biondo periodico. La bionda signora è assistita da due donne, una giovane donna mora molto affascinante e sempre elegante, e una signora bionda anch&#8217;essa e con i capelli corti. La prima è solita indossare bellissimi vestiti molto raffinati, l&#8217;altra ama particolarmente i pantaloni e le giacche.<br />
La Cappellaia Regina vende i cappelli più potenti che si possano trovare: gli uomini più illustri e rispettati, gli uomini più amati e ammirati del Paese posseggono un cappello della Cappellaia.</p>
<p>C&#8217;è però una particolarità che rende molto arduo possedere un suo cappello: la Cappellaia non ci vede molto bene né ama essere contraddetta. E&#8217; difficile chiedere con precisione un cappello alla cappellaia né è facile uscire dalla sua bottega col cappello che si voleva realmente comprare. Le sue due assistenti sono sempre in agguato, scrutano, esaminano e a volte ammirano. Si rendono partecipi della scelta e sono solite dare consigli: che si provi a non ascoltare i consigli delle due signore, è una sfida.</p>
<p>Così si viene fuori dalla bottega a volte più contenti di quel che si era prima di interloquire con le signore, a volte storditi e a volte scontenti. Ma che non lo venga a sapere la Cappellaia tanto meno la sua giovane e bella assistente: ne andrebbe della propria vita.</p>
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		<title>Sarebbe un&#8217;idea partire per la Britannia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 22:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conte di Baciamano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Logica booleana, ogni tanto ci provano. Suvvia, non è difficile, dovrebbe essere la cosa più semplice di tutte: 1/0, tutto/niente, bianco/nero, destra/sinistra, vero/falso, giusto/sbagliato, bene/male, capitalista/comunista, rosso/.. mm, qui le cose si complicano, azzurro, nero, verde.. non è facile. Visto? Così come non è tutto giusto o tutto sbagliato. Difficile capirlo: molto più semplice scegliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Logica booleana, ogni tanto ci provano.</p>
<p>Suvvia, non è difficile, dovrebbe essere la cosa più semplice di tutte: 1/0, tutto/niente, bianco/nero, destra/sinistra, vero/falso, giusto/sbagliato, bene/male, capitalista/comunista, rosso/.. mm, qui le cose si complicano, azzurro, nero, verde.. non è facile.</p>
<p>Visto? Così come non è tutto giusto o tutto sbagliato. Difficile capirlo: molto più semplice scegliere fra due, vero? Si fa meno fatica. E magari si sceglie cosa non scegliere, e quindi si sceglie di conseguenza quel che rimane.</p>
<p>Ma si può essere in uno stato di fiducia diverso dalla fiducia o dalla non fiducia? Ci si può <strong>non</strong> <em>o fidare o non fidare</em> di una persona? Bisogna assumere il &#8220;fidarsi o non fidarsi&#8221; come unica asserzione e negarla. Si può?</p>
<p>Non è detto che di tal Tizio io debba fidarmi o non fidarmi. Se però <strong>non</strong> <em>non mi fido</em>, allora può partire un confronto. Se ne può parlare e magari il mio scetticismo potrebbe venir meno. Se invece di tal Caio non mi fido, è inutile starne a parlare.</p>
<p>Potrebbe funzionare.<span id="more-489"></span></p>
<p>La <em>non fiducia</em> è più potente della fiducia, non trovate? Se Sempronio è commensale di Caio, ma di codesto Caio io non mi fido affatto, mi sorgono spontanei dei dubbi su Sempronio. E&#8217; stupido o non devo fidarmi neanche di lui?<br />
Questo non succede se Sempronio preferisse mangiare con Tizio: di Tizio mi fido, ma Sempronio non assume il suo stato.</p>
<p>Sempronio non lo conosco, ma cade dalle scale se siede con Caio e sale di un solo gradino se mangia con Tizio.</p>
<p>Potete non o fidarvi o meno, ma Caio mangia solo cibi precotti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stelle dalla Nuova Zelanda: va e non torna indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 22:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hanno fatto un gran viaggio, le stelle. Viaggiano spesso, ma non capita spesso che viaggino sulla terra, per aria. Sì.. sulla terra, per aria: che c&#8217;è di strano? Pensare che sarebbero potute arrivare in Olanda, invece si sono fermate qua. The Netherlands. Non è bello cominciare le frasi con la &#8220;e&#8221;, sola soletta a riattaccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno fatto un gran viaggio, le stelle. Viaggiano spesso, ma non capita spesso che viaggino sulla terra, per aria. Sì.. sulla terra, per aria: che c&#8217;è di strano?<br />
Pensare che sarebbero potute arrivare in Olanda, invece si sono fermate qua.<br />
The Netherlands.</p>
<p>Non è bello cominciare le frasi con la &#8220;e&#8221;, sola soletta a riattaccare pezzetti di discorso manco fosse scotch da quattro soldi.<br />
Da novantanove soldini, oggi si usa così.</p>
<p>Ogni tanto lo scotch è pure utile, quando non si ha tempo.</p>
<p>Era contento delle sue stelle, forse lo era di più prima di vederle. Come gli succede spesso. Però era contento. Aspettava di vederle a notte. Cosa c&#8217;è di tanto strano? Le stelle si vedono di notte, anche se di giorno ci sono. Le sue si vedono meglio di giorno. Strano ma è così.</p>
<p><span id="more-473"></span><br />
Quando si oltrepassa il confine non si torna indietro. Se si torna indietro non è mai come prima. Così diceva e io devo dargli ragione. Quindi non tocca neanche stare a pensarci.<br />
Solo che a volte non si va neanche avanti&#8230; ma non si può certo guardare l&#8217;erba appena calpestata.</p>
<p>Discorsi fritti e rifritti, come le ciabatte che piacciono ai toscani (fritte!), però non si possono neanche banalizzare, come fanno quegli altri: finisce che non ci si crede più. Invece è vero.</p>
<p>E..<br />
no!</p>
<p>Succede sempre che sia quella sbaglata, quella dei film. Se poi il film va a finire male finisce che non ci dorme la notte.<br />
Ecco, così.</p>
<p>Devo far scorte di camomilla, altrimenti questo mi rimane sveglio e mi tocca rimanere aperto anche di notte. Se comincio da adesso finisce che non vado più a dormire.</p>
<p>Malachia lo ricordo, Venanzio&#8230; si chiamava Venanzio?<br />
Io credevo che tal Gugliemo venisse da Rotterdam, come il folle! Invece veniva da Devon, Inghilterra del sud. Sud-Ovest. Se ci arrivi ti offro da bere.<br />
William direbbero, Wilem.<br />
Così come Berengario e Ubertino: loro venivano da lande più montuose, o più temperate. E c&#8217;era Margot e c&#8217;era il suo maestro. Non era un cannibale, ma conosceva un tale che usava girare in groppa agli elefanti.</p>
<p>Sì, quelli che si vedono dalla terrazza del Brividivendolo. E&#8217; passato di qui una volta con un pachiderma, stava dando un passaggio ad un certo Achille, inseguito da un altro Odisseo.</p>
<p>Scherzi? Mica roba da poco.</p>
<p>Oggi ci sono arrivato anche io lì sotto: mamma mia quante buste!! Ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Prenditi una camomilla, dammi un attimo e te la preparo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 00:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Conte di Baciamano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Conte di Baciamano]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è bello trascurare posti come questo. Non è bello trascurare questo posto. Non riesco a capire se c&#8217;è polvere o è solo un riflesso particolare di questa luce bianca proveniente dall&#8217;esterno. Fa freddino, eppure c&#8217;è il caminetto acceso. Anzi, c&#8217;è un bel tepore nonostante il camino sembri essere spento chissà da quanto tempo. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è bello trascurare posti come questo. Non è bello trascurare questo posto.</p>
<p>Non riesco a capire se c&#8217;è polvere o è solo un riflesso particolare di questa luce bianca proveniente dall&#8217;esterno.</p>
<p>Fa freddino, eppure c&#8217;è il caminetto acceso. Anzi, c&#8217;è un bel tepore nonostante il camino sembri essere spento chissà da quanto tempo.</p>
<p>E&#8217; come se ci fosse vita, movimento, barista, camerieri, donna delle pulizie, clienti.. tutti. Eppure non si vede nessuno, come avvertire una sorta di movimento ma non veder muovere neanche un granello di polvere, se questa è polvere.</p>
<p>E&#8217; tutto un po&#8217; troppo grigio per i miei gusti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Fumettista</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 20:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[il Sognatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fosse più facile non sarebbe così bello. Sarebbe più facile, ma meno bello. Io sto con il più bello. Però è difficile. In teoria neanche così tanto. In realtà sembra facile perché si immagina sempre la migliore delle situazioni e magari con della musica in sottofondo. Solo, sola.. tac! Parte quel brano, proprio quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fosse più facile non sarebbe così bello.<br />
Sarebbe più facile, ma meno bello.</p>
<p>Io sto con il più bello.</p>
<p>Però è difficile.</p>
<p>In teoria neanche così tanto. In realtà sembra facile perché si immagina sempre la migliore delle situazioni e magari con della musica in sottofondo. Solo, sola.. tac! Parte quel brano, proprio quello lì e guarda caso ti viene in mente un&#8217;idea geniale e lei non aspetta altro che tu ti avvicini a dirle qualcosa. Forza, vai. Sai già cosa dire e qualunque cosa andrà bene.</p>
<p>Una volta è alla festa, una volta per caso per strada, un&#8217;altra su invito diretto, un&#8217;altra al cinema e poi una a cena.<br />
<span id="more-438"></span><br />
E&#8217; difficile perché per il sognatore ha tanto da perdere. In realtà non ha nulla da perdere, ma è proprio questo il punto. Dopo tutte quelle volte in cui è andata bene basterebbe una sola decisiva volta negativa a ribaltare il gioco.</p>
<p>Eppure il Sognatore non preferisce certo star lì <em>scriver</em> storie. Forse che il Sognatore pecchi di coraggio? Forse. E&#8217; che per lui è sempre tutto perfetto: è allenato a disegnare le scene, a creare una fantomatica porta, un&#8217;immediata cioccolateria, un improvviso temporale facendo scomparire tutti gli ombrelli dalla faccia della terra. E anche i portici. Folate di vento improvvise e improvviso bisogno di caldo e coccole.<br />
Per ogni momento il Sognatore ha un brano pronto a partire e magari neanche dall&#8217;inizio, magari con qualche nota in più al posto giusto. Dal cinema alla cioccolateria, dalla cioccolateria a casa.</p>
<p>Come va a finire?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crepitio ad Occhi Aperti</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 22:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che avvenimento strano! Una cosa del genere non l&#8217;avevo mai vista. Sapete cos&#8217;è successo? No, chiaro che non lo sapete. Avete presente quel personaggio del quale vi parlavo, il Sognatore? Quello che si accascia sempre davanti alla tazza di qualsiasicosacisianellatazza. Bene, arrivo e lui è lì accasciato. Fa molto freddo e Ciccillo ha pensato bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che avvenimento strano! Una cosa del genere non l&#8217;avevo mai vista.<br />
Sapete cos&#8217;è successo? No, chiaro che non lo sapete.<br />
Avete presente quel personaggio del quale vi parlavo, il Sognatore? Quello che si accascia sempre davanti alla tazza di qualsiasicosacisianellatazza.<br />
Bene, arrivo e lui è lì accasciato. Fa molto freddo e Ciccillo ha pensato bene di dar vita al caminetto. C&#8217;erano le scie lasciate dai suoi sogni per colpa della Bolla di Orione e tanti ragnetti scendevano dal soffitto scivolando su degli scivoli immaginari.</p>
<p>Ad un tratto il nostro amico si alza.<br />
<span id="more-435"></span><br />
Io non mi ero accorto di nulla, avevo semplicemente chiesto una tazzina di caffè con un quadratino di fondente nero. Ero lì che sfogliavo le mie pagine quando alzo la testa e vedo, di spalle, il Sognatore che si dirige al pianoforte. &#8220;E&#8217; pure sonnambulo&#8221; &#8211; penso, e nel frattempo Ciccillo mi porta il mio caffe, mostrandomi tutti i suoi allegri gioiellini di avorio dietro le labbra. Mi preparo per lo spettacolo e giro la sedia verso il pianoforte.</p>
<p>A volte la Bolla di Orione genera anche delle notine di sottofondo con le quali armonizza le immagini create. Questa volta non c&#8217;erano note, si sentiva il crepitio delle fiamme nel caminetto, le onde del mare che dolcemente incontravano il muro della banchina e il mio cucchiano che girava inutilmente il caffè, amaro. Il tizio si siede al pianoforte, e che succede? Nulla. Quasi nulla.</p>
<p>Le sue braccia cominciano a viaggiare leggere fra una sponda e l&#8217;altra del pianoforte, trainate dalle dita saltellanti e arzille. Il suo corpo accompagnava le braccia o forse erano le dita a trascinare lui. Ad un tratto un ragnetto mi passa sulla testa e si dirige anch&#8217;esso verso il pianoforte, seguito dai suoi compagni. In qualche secondo sono in tre sul pianoforte, accanto alle due mani del nostro amico. I ragnetti gli davano man forte e cominciarono a suonare con lui utilizzando le loro otto zampe come fossero dita di una mano. Era un&#8217;orgia di tasti premuti, una musica celestiale.</p>
<p>Peccato noi non sentissimo nulla. Certo! Io non sentivo nulla. Eppure Ciccillo era sorridente. Io lo guardo, lui impassibile. Qua sta succedendo qualcosa e nessuno mi ha raccontato niente. Il Sognatore è lì al pianoforte, sta suonando, vedo i tasti che van su e giù di continuo e non sento nulla. Il pianoforte però non ha l&#8217;impressione di esser muto: è come se le note mi scavalcassero e andassero oltre.</p>
<p>Rimango lì esterrefatto, e involontariamente mi volgo verso la finesta. Le note erano lì fuori e stavan volando via. Sì! Il Sognatore, sonnambulo, era al pianoforte e stava suonando il pianoforte accompagnato da tre ragnetti, eppure le note del pianoforte volavan via mute per poi esplodere chissà dove, chissà per chi.</p>
<p>Ciccillo lo sapeva, e non solo: risciva a sentire quella melodia nonostante le sue orecchie sentissero il mio cucchiaino posarsi sul tavolo, il crepitio del fuoco e una barca sbattere lievemente contro il molo, spinta dalle onde.</p>
<p>Meglio bere il caffè. Non faccio a tempo a buttarlo giù che il Sognatore si alza dal pianoforte, si volta e torna sulla sua sedia. Aveva gli occhi aperti Bolla di Orione non erano scomparse. I sintomi parlano chiaro.</p>
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		<title>La Partita a Scacchi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 20:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Conte]]></category>
		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
		<category><![CDATA[scacchiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che ricordo è che Il Conte era nel bel mezzo di una partita a scacchi. Il était en train de jouer une match des échecs. Il y a beaucoup des années que Le Conte a commancé cet match. Eppure è ancora lì seduto, scacchiera davanti. Il est en train de faire le mouvement prochain. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che ricordo è che Il Conte era nel bel mezzo di una partita a scacchi.</p>
<p>Il était en train de jouer une match des échecs. Il y a beaucoup des années que Le Conte a commancé cet match.</p>
<p>Eppure è ancora lì seduto, scacchiera davanti.</p>
<p>Il est en train de faire le mouvement prochain. Il pense qu&#8217;il peut gagner avec un seul mouvement.</p>
<p>O forse due. O pochi. Questa partita è importante vincerla.</p>
<p>Sono anni e anni che il conte è seduto lì con la scacchiera davanti.</p>
<p>E&#8217; per questo che parla poco, se ne parla poco per non deconcentrarlo.</p>
<p>Forza Conte!</p>
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		<title>Un Altro Regalo</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 20:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Cafe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Buon Compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[Evlaliya]]></category>
		<category><![CDATA[Rubazucchero]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche parole. C&#8217;erano tutti, tanti, tantissimi. Erano tornati solo per salutare Evlaliya. Lei tornò a salutare qualcuno, sarebbe ripartita di lì a poco e non s&#8217;aspettava certo quel che avvenne. In realtà non c&#8217;era poi così tanta gente, ma c&#8217;era la gente giusta. E c&#8217;erano le voci, quelle voci. E c&#8217;erano quelle note. E non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poche parole.</p>
<p>C&#8217;erano tutti, tanti, tantissimi. Erano tornati solo per salutare Evlaliya. Lei tornò a salutare qualcuno, sarebbe ripartita di lì a poco e non s&#8217;aspettava certo quel che avvenne.</p>
<p>In realtà non c&#8217;era poi così tanta gente, ma c&#8217;era la gente giusta. E c&#8217;erano le voci, quelle voci. E c&#8217;erano quelle note. E non solo&#8230;<br />
<span id="more-304"></span><br />
Suonavano, cantavano, c&#8217;era tanta gente venuta da fuori, entrata attratta dalle note, dalla luce delle candele, dal fumo danzante, dai bicchieri che passavano di mano in mano, dai boccali.</p>
<p>C&#8217;era un tavolino distaccato, e lì c&#8217;era il Rubazucchero. Evlaliya lo vide, si distaccò dalla folla molto discretamente e lo raggiunse.</p>
<p>&#8220;Ciao!&#8221;<br />
Tutto qui, gli disse solo &#8220;Ciao!&#8221;. Era lì che guardava dalla finestra, si voltò e le sorrise. Abbassò lo sguardo sulla sua borsa e ci infilò la mano alla ricerca di qualcosa. Tirò fuori un pugno chiuso, prese la mano di Evlaliya, ci poggiò sopra la sua e la aprì per poi tirarla via. Evlalyia abbassò il suo sguardo e trovò sul palmo della mano 5 bustine di zucchero, tutte diverse.<br />
Sorrise e voltò i suoi lampi azzurri sul lago, attraverso finestra. Aperta.</p>
]]></content:encoded>
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