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	<title>Ciccillo Café &#187; Folenaire</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>Cracovia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Cracovia]]></category>
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		<description><![CDATA[Piano sembra affondare, ma con forza e decisione lascia solchi incolmabili. Celata da candido manto, l&#8217;avvolge vento gelido, consumando le ore; e aratri cerulei scioglie dove sfuggono all&#8217;occhio. Divampando nel buio armoniosa, irruente attorno ti scorre, ti conduce al cuor degli inferi a incontrar più bella Morte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piano sembra affondare, ma con forza e decisione lascia solchi incolmabili.<br />
Celata da candido manto, l&#8217;avvolge vento gelido, consumando le ore;<br />
e aratri cerulei scioglie dove sfuggono all&#8217;occhio.<br />
Divampando nel buio armoniosa, irruente attorno ti scorre,<br />
ti conduce al cuor degli inferi a incontrar più bella Morte.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In barca di notte</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 02:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[barca]]></category>
		<category><![CDATA[Brividivendolo]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[rituale della barca]]></category>

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		<description><![CDATA[La luna assume svariate forme. Matematicamente sono infinite e variano fra una palla e l&#8217;altra, passando per la nuova. Ogni forma, ogni spicchio, puoi vederlo ruotato in altrettante infinite maniere. La luna assume diverse posizioni, ma ce n&#8217;è una&#8230; Ce n&#8217;è una che ogni volta non ci dormi. La barca. È grande, enorme, ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La luna assume svariate forme. Matematicamente sono infinite e variano fra una palla e l&#8217;altra, passando per la nuova. Ogni forma, ogni spicchio, puoi vederlo ruotato in altrettante infinite maniere.</p>
<p>La luna assume diverse posizioni, ma ce n&#8217;è una&#8230;<br />
Ce n&#8217;è una che ogni volta non ci dormi.</p>
<p>La barca. È grande, enorme, ed è rivolta verso l&#8217;alto. Sembra pochi metri sopra le teste, ma è più lontana. Quando la barca è in cielo non dormo. È come se ci fosse qualcuno a traghettarla, da una parte all&#8217;altra del cielo, aspettando che faccia giorno.</p>
<p>Sono sicuro che dalla terrazza del Brividivendolo è possibile vederlo in faccia il traghettatore. Chissà dove va. Forse è possibile anche salirci e fare un giro fra le valli, le tre valli che dormono e ti cullano, oltre la città.</p>
<p>Da quelle parti c&#8217;è un poggio e si racconta che ogni volta che in cielo c&#8217;è una barca, quei giorni lì, vengano imbottigliate le migliori bottiglie. Queste poi vanno stappate solo e soltanto quando c&#8217;è una barca in cielo.<br />
Leggenda vuole che queste bottiglie siano magiche e che vada rispettato il rituale.</p>
<p>In cielo c&#8217;è una barca e qui ho una di quelle bottiglie.</p>
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		<title>Bach lo sapeva e lo sussurrò all&#8217;orecchio di Goldberg</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 21:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Café</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Bach]]></category>
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		<category><![CDATA[Golberg]]></category>
		<category><![CDATA[occhi azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[variazioni Goldberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno disse che i segreti fra due persone non sono più segreti. Bastian ne conosceva uno, un segreto pesante quanto un grattacielo, quanto un transatlantico, quanto un iceberg intero! Passeggiava per le strade infreddolite, tornava a casa. Una lunga passeggiata per rinfrescare le idee. Era da un po&#8217; che ci pensava, voleva congedare il suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno disse che i segreti fra due persone non sono più segreti.</p>
<p>Bastian ne conosceva uno, un segreto pesante quanto un grattacielo, quanto un transatlantico, quanto un iceberg intero! Passeggiava per le strade infreddolite, tornava a casa. Una lunga passeggiata per rinfrescare le idee. Era da un po&#8217; che ci pensava, voleva congedare il suo segreto, ammazzarlo. È semplice uccidere un segreto; oppure lo sembra soltanto, semplice.</p>
<p>Era appena sceso dal treno, continuava a pensarci. Quell&#8217;incontro l&#8217;aveva fulminato e l&#8217;idea di uccidere il segreto balenava fra un orecchio e l&#8217;altro già da un po&#8217;: faceva la spola, da destra a sinistra e poi ancora da sinistra a destra, da destra a sinistra e poi ancora. L&#8217;incontro l&#8217;aveva illuminato, o forse confuso. Era ormai sull&#8217;orlo della scogliera, giù o mai più.</p>
<p>Per strada s&#8217;era rasserenato e aveva deciso che era orla di farla finita.<br />
C&#8217;era ancora un posto aperto a quell&#8217;ora, il Ciccillo. Ancora aperto. Seduta ad un bancone, davanti la finestra, ad osservare le piccole onde che deformavano la luna, c&#8217;era seduta una giovane. Bionda, biondo scuro, una montagna di capelli legati in maniera sciatta ma ricercata, occhi azzurro perso, un inconsueto neo sul viso vicino la bocca. Minuta ed elegante.</p>
<p>Sembrava triste; quasi triste. Non lo era ancora, anche il suo stato d&#8217;animo sembrava sull&#8217;orlo di quella scogliera; aveva lo sguardo di chi cercava solo del coraggio.</p>
<p>Quando Bastian incrociò il suo sguardo prese la decisione. Lei abbassò lo sguardo, riprese in mano la tazza e sorseggiò il suo infuso. Bastian non andò più a casa, andò a svegliare Johann, lo fece sedere allo sgabello e gli disse tutto. Stetterò in piedi tutta la notte: Johann seduto, Bastian si alzava e si sedeva in continuazione. Fumava la pipa, andava avanti e indietro mentre parlava.</p>
<p>E ascoltava.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tazzina di vino</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 20:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caffè fa tu di là io di qua il caffè fa muro il caffè esige una certa compostezza il caffè a volte esige la cravatta il caffè vive due sorsi, tre per godere della goccia finale il caffè è razionale, pensato il caffè non è istintivo il caffè va preparato prima di essere bevuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caffè fa tu di là io di qua<br />
il caffè fa muro<br />
il caffè esige una certa compostezza<br />
il caffè a volte esige la cravatta<br />
il caffè vive due sorsi, tre per godere della goccia finale<br />
il caffè è razionale, pensato<br />
il caffè non è istintivo<br />
il caffè va preparato prima di essere bevuto<br />
il caffè, per essere intimo, va bevuto in solitudine e con lentezza.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ho voglia di un bel bicchiere di vino.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fuga in Doppler</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2010/02/23/fuga-in-doppler/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 23:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Bach]]></category>
		<category><![CDATA[effetto Doppler]]></category>
		<category><![CDATA[Mozart]]></category>
		<category><![CDATA[Pianoforte]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ragazza che suona il pianoforte, le rotelle del pianoforte sono sbloccate, lo sgabello segue il piano. Suona Mozart. Il piano corre veloce e le mani della ragazza anche. Lei è in sella allo sgabello e corrono giù per la strada, come fossero nel salone di quel transatlantico. C&#8217;è un ragazzo dietro di lei, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ragazza che suona il pianoforte, le rotelle del pianoforte sono sbloccate, lo sgabello segue il piano.<br />
Suona Mozart.</p>
<p>Il piano corre veloce e le mani della ragazza anche. Lei è in sella allo sgabello e corrono giù per la strada, come fossero nel salone di quel transatlantico.</p>
<p>C&#8217;è un ragazzo dietro di lei, la insegue, vuole ascoltare la sua musica, lei non vuole fargliela sentire ma non può smettere di suonare. Allora corre&#8230; e suona.</p>
<p>Il ragazzo la insegue, cerca di starle dietro, e ascolta quella musica ma non si accorge di quel che non va: per uno strano effetto della natura, le note in velocità del piano vengono distorte, e fuggono via dalle orecchie del ragazzo lasciandogli una melodia fastidiosa, bella ma fastidiosa, celante.</p>
<p>Sa che ciò che sta suonando la ragazza non è quello che sentono le sue orecchie e allora corre più forte, cerca di raggiungerla, la musica è ancora distorta e fastidiosa.</p>
<p>Il pianoforte allora arriva ai piedi di una strada in salita, e rallenta fino a fermarsi. Si blocca. Il ragazzo raggiunge il pianoforte e le mani di lei, come dei ragni saltellanti, continuano ad accarezzare il pianoforte. Non può smettere di suonare.</p>
<p>Cosa farà? Cambierà musica fingendosi Bach o gliela farà ascoltare?</p>
<p>Il ragazzo raggiunge il pianoforte e si siede per terra, in modo da poter guardar le sue mani sfiorare dolcemente i tasti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La bambina dei Patriaršie</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 20:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[bustine di zucchero]]></category>
		<category><![CDATA[Il Maestro e Margherita]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[Patriaršie]]></category>

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		<description><![CDATA[Una passeggiata ai giardini Patriaršie può fare magie. Si narra che un tempo di lì ci sia passato un personaggio molto strano, si intromise in una discussione fra due uomini e cambiò la storia. Creò un varco e collegò Mosca con una quinta dimensione. Dietro la sua panchina c&#8217;era una bambina che giocava con delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una passeggiata ai giardini Patriaršie può fare magie.<br />
Si narra che un tempo di lì ci sia passato un personaggio molto strano, si intromise in una discussione fra due uomini e cambiò la storia.</p>
<p>Creò un varco e collegò Mosca con una quinta dimensione.</p>
<p>Dietro la sua panchina c&#8217;era una bambina che giocava con delle bustine di zucchero colorate. Le disponeva per terra a formare un mosaico.</p>
<p>Quello strano personaggio aveva previsto tutto, ma non avrebbe mai immaginato che il mosaico creato dalla bimba avesse un potere ben più forte del suo.<br />
La bimba cominciò a toccare le bustine come fossero la tastiera di un pianoforte e l&#8217;uomo udì suoni che neanche nella sua quinta dimensione sarebbe possibile riprodurre. Ogni riga alimentava uno strumento diverso, e ogni colonna una nota diversa.<br />
Le braccia della bimba si muovevano come stessero muovendo delle enormi marionette e le sue dita sfioravano le bustine adagiate sul prato.</p>
<p>La musica invase la capitale ma solo in pochi la udirono: a questi si chiuse lo stomaco ed ebbero come attacchi di follia, alcuni cominciarono a correre per dover raggiungere qualcuno, altri si presero a muoversi molto lentamente.</p>
<p>Il resto della città restò incredulo a guardare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jolly Roger</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2010/01/11/jolly-roger/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 22:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[settings]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era un ventaccio quella sera, freddo, e proveniva dal mare. L&#8217;acqua dell&#8217;oceano arrivava in strada strada. La luce dei lampioni veniva diffusa al di sopra dei tetti dalle gocce d&#8217;acqua che sbattevano e rimbalzavano e sbattevano ancora sulla banchina, sulle panchine, sulle case, sui tetti, come a volersi arrampicare fin sulla luna. Il cielo era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era un ventaccio quella sera, freddo, e proveniva dal mare. L&#8217;acqua dell&#8217;oceano arrivava in strada strada. La luce dei lampioni veniva diffusa al di sopra dei tetti dalle gocce d&#8217;acqua che sbattevano e rimbalzavano e sbattevano ancora sulla banchina, sulle panchine, sulle case, sui tetti, come a volersi arrampicare fin sulla luna.</p>
<p>Il cielo era terso, Orione disteso sotto l&#8217;aura della Luna più tonda.</p>
<p>L&#8217;aria era strana, oltre che fredda e movimentata. Sembrava voler scherzare con i capelli e col cappello. In mare una luce appena visibile, lontana.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il naso contro il vetro</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/12/28/il-naso-contro-il-vetro/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 22:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo Café]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[capelli biondi]]></category>
		<category><![CDATA[chitarra]]></category>
		<category><![CDATA[finestra]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[labbra carnose]]></category>
		<category><![CDATA[occhi azzurri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Café è buio. Sul palco c&#8217;è un uomo seduto su una sedia, camicia sbottonata, gambe accavallate e chitarra in mano. Un faro ad illuminarlo. E&#8217; solo, suona e canta. Non so quando ha cominciato ma è come se stesse lì da una vita. Ogni tanto sposta il ciuffo dagli occhi. Non c&#8217;è nessuno lì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Café è buio.</p>
<p>Sul palco c&#8217;è un uomo seduto su una sedia, camicia sbottonata, gambe accavallate e chitarra in mano. Un faro ad illuminarlo.<br />
E&#8217; solo, suona e canta. Non so quando ha cominciato ma è come se stesse lì da una vita. Ogni tanto sposta il ciuffo dagli occhi.</p>
<p>Non c&#8217;è nessuno lì ad ascoltare, non c&#8217;è nessuno lì sul palco, ma è come se ci fosse un pubblico e qualcun altro stesse suonando con lui. Come se ci fosse un omone alla batteria, una squadra di archi, un gruppo di fiati, delle coriste lì in alto, e due violinisti a passarsi le note come palline da ping pong.</p>
<p>Non c&#8217;era nessuno, per lui.<br />
C&#8217;era un vetro appannato, uno solo. Un riquadro della vestrata della finestra più vicina al palchetto, non chiaramente visibile all&#8217;uomo con la chitarra era appannato.</p>
<p>Una ragazza, poggiava il naso infreddolito al gelido vetro della finestra. Aveva un cappello grigio e un vestito di lana lungo fino alle cosce, calze scure e scarpe basse. Rosse. Capelli scuri, lisci, occhi castani e lucidi per il freddo, nasino all&#8217;insù e labbra precise, perfette. Il suo respiro appannava il vetro.</p>
<p>L&#8217;uomo se ne accorse, la vide: aveva i capelli biondi, mossi, occhi chiari e labbra carnose, naso schiacciato contro il vetro. Quando lui incrociò il suo sguardo, la ragazza premette maggiormente sul vetro. Anche la mano sinistra era poggiata sul vetro come volesse trapassarlo e arrivare su quel palco e spostare il ciuffo dagli occhi all&#8217;uomo.</p>
<p>Lui continuò a cantare e a suonare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Papiluscio</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/11/10/il-papiluscio/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano qui, le avevo prese. Preso! il papiluscio. Intrappolato nel pugno. Soddisfatto impasto un desiderio Preso, come le parole. Ci sono, eccole! Bisogna solo metterle giù, ce le ho. Non sono parole. È lo stomaco sprofonda cede cade come un masso in una fossa nell&#8217;oceano verso il centro della terra. Chi ha legato le gambe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano qui, le avevo prese.</p>
<p>Preso!<br />
<em>il papiluscio</em>.<br />
Intrappolato nel pugno.<br />
Soddisfatto<br />
impasto un desiderio</p>
<p>Preso,<br />
come le parole.</p>
<p>Ci sono, eccole!<br />
Bisogna solo metterle giù, ce le ho.</p>
<p>Non sono parole.<br />
È lo stomaco<br />
sprofonda<br />
cede<br />
cade come un masso in una fossa nell&#8217;oceano<br />
verso il centro della terra.</p>
<p>Chi ha legato le gambe al masso?</p>
<p>Eccole, le parole!<br />
Sono sulla lingua<br />
si fanno largo<br />
navigano sulle pupille<br />
ronzano per aria vicino le orecchie come le zanzare<br />
e su un pezzo di carta<br />
riposto in tasca<br />
si inabissano con la pietra.</p>
<p>Pronto a soffiar via il Dente di Leone,<br />
col desiderio a inumidire le labbra,<br />
dissolto il pugno<br />
viene sorpreso un solcato vuoto.</p>
<p>Sfugge Mercurio,<br />
artefatto <em>papiluscio</em> concessore di illusioni,<br />
lasciando al medesimo trepidante vuoto<br />
delle parole ora dissolte.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Paese dei Cappellai</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/10/21/il-paese-dei-cappellai/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 17:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Mondi]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellaia Regina]]></category>
		<category><![CDATA[cappellaio]]></category>
		<category><![CDATA[cappello]]></category>
		<category><![CDATA[coppola]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Paese dei Cappellai è uno dei tanti paesi strani di questo mondo. Qui le strade sono tutte lastricate di basalto, scuro e splendidamente lucido sia che piova sia che sia bel tempo. Le strade di questo paese sono molto pericolose quando bagnate, capita spesso di scivolare e di perdere il cappello. Perdere il cappello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Paese dei Cappellai è uno dei tanti paesi strani di questo mondo.</p>
<p>Qui le strade sono tutte lastricate di basalto, scuro e splendidamente lucido sia che piova sia che sia bel tempo. Le strade di questo paese sono molto pericolose quando bagnate, capita spesso di scivolare e di perdere il cappello.</p>
<p>Perdere il cappello nel Paese dei Cappellai è la cosa più sgradevole che possa succedere. La vita di un uomo è impostata in base al cappello che porta: mestiere, frequentazioni, cultura, autorevolezza, potere e qualità quante più ne riuscite a trovare. Qui non è l&#8217;abito a fare il monaco, ma il cappello fa l&#8217;abito il quale fa il monaco.</p>
<p>I cappelli costano un occhio della testa, qualche volta un rene altre volte delle dita oppure una gamba, volendo tutte e due gambe; una casa oppure l&#8217;auto o i figli. Anche l&#8217;anima. I cappelli non si comprano con soldi. Possono essere scambiati con altri cappelli, ma non possono essere rubati. Il furto del cappello viene scontato con l&#8217;esilio o la pena di morte, a scelta del cittadino.</p>
<p>Alcuni preferirebbero morire piuttosto che venire esiliati senza cappello.</p>
<p>I cappelli si prendono dal cappellaio e cappellai si nasce. Mi correggo: cappellai lo si può diventare se il cappellaio decide di scambiare la sua bottega con qualcosa. Le botteghe non possono essere comprate: la bottega non è sempre ereditabile. Il figlio di un cappellaio può non meritarla e il cappellaio può scegliere di tramandarla adottivamente come ai tempi dell&#8217;Impero.</p>
<p>Capita a volte che qualcuno perda il cappello al gioco e non c&#8217;è peggior disonore: la perdita del cappello comporta la perdita della moglie, dei figli e delle proprietà tutte. Il buon cuore del vincitore può salvarlo dalla vergogna solo restituendogli il cappello.</p>
<p>Far cadere il cappello per terra in pubblico, per strada o a teatro, a lavoro o davanti casa, è un&#8217;ulteriore vergogna. A differenza della perdita del cappello al gioco non comporta perdite reali se non l&#8217;amicizia e il rispetto delle persone presenti all&#8217;avventimento. Difficilmente una ragazza concederà le sue grazie al fidanzato la sera e i primi giorni a seguire l&#8217;infausto evento.<br />
<span id="more-516"></span></p>
<p>C&#8217;è un cappellaio molto particolare al Paese dei Cappellai. E&#8217; una donna: la Cappellaia Regina o Regina dei Cappellai. Costei è una veneranda signora dai capelli lunghi e biondi. Nessuno ha mai capito o provato a pensare se i suoi capelli fossero di un vero biondo o di un biondo periodico. La bionda signora è assistita da due donne, una giovane donna mora molto affascinante e sempre elegante, e una signora bionda anch&#8217;essa e con i capelli corti. La prima è solita indossare bellissimi vestiti molto raffinati, l&#8217;altra ama particolarmente i pantaloni e le giacche.<br />
La Cappellaia Regina vende i cappelli più potenti che si possano trovare: gli uomini più illustri e rispettati, gli uomini più amati e ammirati del Paese posseggono un cappello della Cappellaia.</p>
<p>C&#8217;è però una particolarità che rende molto arduo possedere un suo cappello: la Cappellaia non ci vede molto bene né ama essere contraddetta. E&#8217; difficile chiedere con precisione un cappello alla cappellaia né è facile uscire dalla sua bottega col cappello che si voleva realmente comprare. Le sue due assistenti sono sempre in agguato, scrutano, esaminano e a volte ammirano. Si rendono partecipi della scelta e sono solite dare consigli: che si provi a non ascoltare i consigli delle due signore, è una sfida.</p>
<p>Così si viene fuori dalla bottega a volte più contenti di quel che si era prima di interloquire con le signore, a volte storditi e a volte scontenti. Ma che non lo venga a sapere la Cappellaia tanto meno la sua giovane e bella assistente: ne andrebbe della propria vita.</p>
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