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	<title>Ciccillo Café &#187; Ciccillo</title>
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	<description>Ciccillo Café, un posto strano, Ciccillo, Café, ciccillocafe, Ciccillo Cafè, Ciccillo Cafe, Folenaire, cioccolata, caffè, Ciccillo Caffé, Ciccillo Caffè, tè, tea, thè, cioccolata calda, Il Conte di Biacamano, fotografia, poesia, prosa, teatro, blog</description>
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		<title>Furto al quarto tavolo</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 17:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo Café</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Stirner]]></category>

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		<description><![CDATA[Stirner&#8230; vieni qua! Che fine avevi fatto? Dai, avvicinati, non te la menare! Ecco&#8230; bravo. Stirner&#8230; ma lo senti questo silenzio? Non guardarmi così, certo che il silenzio si può sentire! Storci pure il muso, il silenzio lo puoi sentire anche se fai quelle smorfie. Immaginavo, fai finta che non ti importi. Mi devi spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stirner&#8230; vieni qua! Che fine avevi fatto? Dai, avvicinati, non te la menare!<br />
Ecco&#8230; bravo.</p>
<p>Stirner&#8230; ma lo senti questo silenzio? Non guardarmi così, certo che il silenzio si può sentire! Storci pure il muso, il silenzio lo puoi sentire anche se fai quelle smorfie.<br />
Immaginavo, fai finta che non ti importi. Mi devi spiegare perché allora quando c&#8217;è tutto questo silenzio cominci a girare impanicato per il Café, fai slalom fra i tavoli come se ci fossero mille gambe da evitare&#8230; quando puoi benissimo sfilare da una parte all&#8217;altra senza incontrare ostacoli. Certo che ti vedo, anche se sai essere più silenzioso del silenzio.</p>
<p>Ero lì che pulivo le tazzine e t&#8217;ho visto, non farti tante domande.<br />
Non piovono goccioloni da un bel po&#8217;, è per questo che sei abbattuto? Vedrai che prima o poi verrà a tuonare, sta tranquillo.</p>
<p>Non lo so che fine hanno fatto gli altri, ma non preoccuparti.. torneranno anche loro, come la pioggia. Sono lì da qualche parte. Magari Folenaire è in giro in moto. Non li hai visti questi giorni in giro? Neanche lì fuori?</p>
<p>Quel ragazzo invece non so dov&#8217;è, ma quando tornerà troverà delle nuove bustine di zucchero. Guarda, le ho trovate ieri. Sono molto belle&#8230; quasi quasi me ne conservo qualcuna. Si lo so, tanto poi le butto uguale. Chissà cosa se ne fa lui delle bustine di zucchero.</p>
<p>Che ti hanno dato oggi al mercato del pesce? Come niente? E non hai fame? Ah&#8230; hai rubato una trota al quarto tavolo, dilla tutta. Un giorno quel tizio verrà a cercarti per quante sardine gli hai rubato, sappilo.</p>
<p>Sta tranquillo, non gli dirò che abiti qui.</p>
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		<title>Piove disagio</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2011/01/27/piove-disagio/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 22:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando fa freddo l&#8217;acqua del lago si ghiaccia. Già è difficile capire che si tratta di cinque laghi stretti, lunghi, curvi, invece che di un fiume; capire che puoi passeggiarci tranquillamente, da una sponda all&#8217;altra è un&#8217;altro libro, un altro genere. Una sensazione già provata: camminare sulla superficie dell&#8217;acqua, e sperare che il ghiaccio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando fa freddo l&#8217;acqua del lago si ghiaccia.<br />
Già è difficile capire che si tratta di cinque laghi stretti, lunghi, curvi, invece che di un fiume; capire che puoi passeggiarci tranquillamente, da una sponda all&#8217;altra è un&#8217;altro libro, un altro genere.</p>
<p>Una sensazione già provata: camminare sulla superficie dell&#8217;acqua, e sperare che il ghiaccio non crepi da un momento all&#8217;altro. È uno stile di vita.</p>
<p>Così come lo è costeggiare il lago, giorno dopo giorno, vederlo ghiacciato in vari momenti: in parte, a metà, con aree d&#8217;acqua e voler a tutti i costi camminarci sopra. Giorno dopo giorno aspetto il momento giusto, giorno dopo giorno ti ripeti che vorresti farlo. Ma ora fa troppo caldo, tanto il freddo tornerà da capo.<br />
E magari arriva l&#8217;estate.<br />
Tanto tornerà ancora l&#8217;inverno.<br />
E poi ancora e ancora e ancora e ancora e ancora<br />
ma anche questo è uno stile di vita.</p>
<p>C&#8217;è l&#8217;impavido, il coraggioso, il razionale, il fifone, il premuroso e il fortunato e lo sfigato. E quanti altri. Chi per scelta chi per forza.</p>
<p>C&#8217;è chi di notte dorme,<br />
chi no<br />
perché il tempo scorre lentamente<br />
perché va troppo in fretta<br />
perché è passato tanto tempo<br />
perché piove disagio<br />
e nessuno ha inventato ombrelli per l&#8217;occasione.</p>
<p>Lo capisci chi prova disagio o no, capisci chi può provarlo o no.. se l&#8217;hai provato, intendo. Glielo leggi neglio occhi, non è difficile.<br />
Beh, non sempre.. la paura può sempre mascherare tutto. Non è sempre detto che chi prova disagio è immune alla paura. La paura maschera tutto, cambia faccia, cambia completamente moneta. Starci alla larga, dobbiamo!, il maestro direbbe.</p>
<p>Piove e non te ne accorgi,<br />
ti sei accorto che nevica?<br />
Le strade sono bianche quindi ha nevicato!<br />
Ma la neve non l&#8217;hai vista.<br />
Piove e non te ne accorgi?<br />
I tetti sono bianchi e le strade no, qualcuno ha lavorato sodo.<br />
Ha nevicato<br />
l&#8217;hai visto?<br />
no!<br />
Piove e non te ne accorgi, ma dove vivi?<br />
Dove piove quando nevica<br />
e le strade non sono bianche<br />
l&#8217;acqua ghiaccia<br />
e puoi cammiarci sopra<br />
se scegli il momento giusto,<br />
se sei fortunato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La scoiattolina e il caramello</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 00:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[cascata]]></category>
		<category><![CDATA[cascata di caramello]]></category>
		<category><![CDATA[cerbiatto]]></category>
		<category><![CDATA[inferno]]></category>
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		<category><![CDATA[occhi da scoiattolina]]></category>
		<category><![CDATA[scoiattolina]]></category>
		<category><![CDATA[scoiattolo]]></category>
		<category><![CDATA[torrente]]></category>

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		<description><![CDATA[Conosco Folenaire! Invece che andare e dirle &#8220;Hai degli occhi da scoiattola veramente belli&#8221;, non direbbe niente e scriverebbe una storia. Si perderebbe negli occhi della scoiattola fingendosi un cerbiatto e la porterebbe in groppa su per i monti, fino ad incontrare le marmotte. E poi le farebbe invidiose degli occhi della scoiattolina. Continuerebbe a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco Folenaire!</p>
<p>Invece che andare e dirle &#8220;Hai degli occhi da scoiattola veramente belli&#8221;, non direbbe niente e scriverebbe una storia. Si perderebbe negli occhi della scoiattola fingendosi un cerbiatto e la porterebbe in groppa su per i monti, fino ad incontrare le marmotte. E poi le farebbe invidiose degli occhi della scoiattolina.</p>
<p>Continuerebbe a correre come il cerbiatto e arriverebbe in compagnia fino alla cascata, lì dove sorge il torrente. Racconterebbe che ci sono delle ottime ghiande lassù e che la scoiattolina ne va matta. Rimarrebbe le ore seduto con lei ad ammirare il mondo dalla cascata di caramello.</p>
<p>Finiscono all&#8217;inferno quelli così, ne son sicuro. Magari se glielo chiedi, non gli dispiacerebbe neanche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Colpa della Fantasia e della Quinta Dimensione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 23:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[Folenaire]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta Dimensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Folenaire si è stabilito qui. Gira, guarda, ascolta, pensa e scrive. Ma mi ha chiesto una stanza al Ciccillo. Mi ha chiesto&#8230; che paroloni. Ha aperto una porta e ha trovato la sua stanza. L&#8217;ha sistemata, ha creato lo spazio che cercava. Lo crea di volta in volta. Non vi starò di certo a spiegare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Folenaire  si è stabilito qui. Gira, guarda, ascolta, pensa e scrive. Ma mi ha chiesto una stanza al Ciccillo.<br />
Mi ha chiesto&#8230; che paroloni. Ha aperto una porta e ha trovato la sua stanza. L&#8217;ha sistemata, ha creato lo spazio che cercava. Lo crea di volta in volta. Non vi starò di certo a spiegare come funziona la quinta dimensione: lo sapete no? Ve l&#8217;ho già spiegato.</p>
<p>Ci sta lavorando su: vuole sistemarla per bene, sapete com&#8217;è fatto. Più facile di così!</p>
<p>Dice che ha problemi con gli spazi, con i tempi. Forse anche con i modi? Si perde e si ritrova. Dice che per colpa della sua fantasia non riesce più a godersi le cose.</p>
<p>L&#8217;avete capita? Io sì&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stelle dalla Nuova Zelanda: va e non torna indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 22:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[film]]></category>
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		<description><![CDATA[Hanno fatto un gran viaggio, le stelle. Viaggiano spesso, ma non capita spesso che viaggino sulla terra, per aria. Sì.. sulla terra, per aria: che c&#8217;è di strano? Pensare che sarebbero potute arrivare in Olanda, invece si sono fermate qua. The Netherlands. Non è bello cominciare le frasi con la &#8220;e&#8221;, sola soletta a riattaccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno fatto un gran viaggio, le stelle. Viaggiano spesso, ma non capita spesso che viaggino sulla terra, per aria. Sì.. sulla terra, per aria: che c&#8217;è di strano?<br />
Pensare che sarebbero potute arrivare in Olanda, invece si sono fermate qua.<br />
The Netherlands.</p>
<p>Non è bello cominciare le frasi con la &#8220;e&#8221;, sola soletta a riattaccare pezzetti di discorso manco fosse scotch da quattro soldi.<br />
Da novantanove soldini, oggi si usa così.</p>
<p>Ogni tanto lo scotch è pure utile, quando non si ha tempo.</p>
<p>Era contento delle sue stelle, forse lo era di più prima di vederle. Come gli succede spesso. Però era contento. Aspettava di vederle a notte. Cosa c&#8217;è di tanto strano? Le stelle si vedono di notte, anche se di giorno ci sono. Le sue si vedono meglio di giorno. Strano ma è così.</p>
<p><span id="more-473"></span><br />
Quando si oltrepassa il confine non si torna indietro. Se si torna indietro non è mai come prima. Così diceva e io devo dargli ragione. Quindi non tocca neanche stare a pensarci.<br />
Solo che a volte non si va neanche avanti&#8230; ma non si può certo guardare l&#8217;erba appena calpestata.</p>
<p>Discorsi fritti e rifritti, come le ciabatte che piacciono ai toscani (fritte!), però non si possono neanche banalizzare, come fanno quegli altri: finisce che non ci si crede più. Invece è vero.</p>
<p>E..<br />
no!</p>
<p>Succede sempre che sia quella sbaglata, quella dei film. Se poi il film va a finire male finisce che non ci dorme la notte.<br />
Ecco, così.</p>
<p>Devo far scorte di camomilla, altrimenti questo mi rimane sveglio e mi tocca rimanere aperto anche di notte. Se comincio da adesso finisce che non vado più a dormire.</p>
<p>Malachia lo ricordo, Venanzio&#8230; si chiamava Venanzio?<br />
Io credevo che tal Gugliemo venisse da Rotterdam, come il folle! Invece veniva da Devon, Inghilterra del sud. Sud-Ovest. Se ci arrivi ti offro da bere.<br />
William direbbero, Wilem.<br />
Così come Berengario e Ubertino: loro venivano da lande più montuose, o più temperate. E c&#8217;era Margot e c&#8217;era il suo maestro. Non era un cannibale, ma conosceva un tale che usava girare in groppa agli elefanti.</p>
<p>Sì, quelli che si vedono dalla terrazza del Brividivendolo. E&#8217; passato di qui una volta con un pachiderma, stava dando un passaggio ad un certo Achille, inseguito da un altro Odisseo.</p>
<p>Scherzi? Mica roba da poco.</p>
<p>Oggi ci sono arrivato anche io lì sotto: mamma mia quante buste!! Ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Prenditi una camomilla, dammi un attimo e te la preparo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Folenaire?</title>
		<link>http://www.ciccillocafe.com/blog/2009/03/16/folenaire/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 23:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, non le vuole sotto gli occhi per cercar di indirizzare le sue decisioni serenamente.</p>
<p>E&#8217; strano: un tempo girava su una gran bella moto, nera, forse rossa. C&#8217;è da confondersi, eh? Mica facile. Era nera; oppure rossa. Però era molto bella. Non c&#8217;entrava niente quella moto con lui, oppure c&#8217;entrava fin troppo. Non è facile spiattellare certe affermazioni nero su bianco.</p>
<p>Poi non so che gli è passato di mente, però ora gira su una bici con un solo pedale. Come fa a mandarla avanti non lo so.</p>
<p>L&#8217;avete mai visto davanti allo specchio?<span id="more-461"></span><br />
Qualche volta si ferma a rimirarsi facendo delle facce strane, buffissime. Sì, certo.. sembra un cretino.</p>
<p>Una volta l&#8217;ho visto parlare verso una finestra: ma alla finestra non c&#8217;era nessuno! Agitava braccia, dialogava.. eppure la finestra era chiusa e non si vedeva attraverso. Come quando l&#8217;ho visto parlare con li mare, solo che quella volta non si agitava mica. Era lì tranquillo e parlava rivolgendosi all&#8217;acqua.</p>
<p>Non so se a volte certe cose le fa apposta: ama confondere le persone. Spesso l&#8217;ho visto dire cose al nulla per vedere le facce delle persone che lo guardavano. Così come quando l&#8217;ho sentito negare quello che stava facendo proprio mentre lo faceva, davanti agli occhi delle persone a cui lo negava. Quelle scene sono stupende.. se solo non sapessi che ci prova gusto, lo prenderei per matto. &#8220;Dove c&#8217;è gusto, non c&#8217;è perdenza&#8221;. Ci prova piacere e glielo si legge in viso. Presenta un&#8217;espressione goduriosa quando&#8230; sì, proprio in quel momento lì.</p>
<p>E&#8217; serio, serissimo, nessuno potrebbe essere più convinto di quel che lui dice. &#8220;C&#8217;è un attimo, uno e uno solo, quando chi ti è difronte è perso, spaesato, non sa dove aggrapparsi e non sa neanche se c&#8217;è qualcosa cui reggersi. E&#8217; l&#8217;attimo in cui perdono le proprie convinzioni, l&#8217;attimo in cui sono insicuri di quello che sanno e insicuri di averlo mai saputo; l&#8217;attimo in cui sono pronti ad abbattere qualsiasi cosa pensano di sapere.&#8221; Proprio quel momento lì è il suo momento; scrutare gli occhi della sua vittima è la cosa che più gli da piacere. Lo racconta a quella maniera, come fosse nulla, come fosse cosa da niente.</p>
<p>Un gesto, delle parole, una scena. Qualsiasi cosa possa provocare turbamento e confusione negli occhi di qualcuno, Folenaire cerca di metterla in atto. Così quando lo vedi in bici anziché in moto non ci fai caso, poi lo vedi smontare dalla bici e ti accorgi che alla bici manca un pedale. Eppure vederlo andare in bici era la cosa più naturale che stesse facendo. E&#8217; possibile? E&#8217; possibile.</p>
<p>Ultimamente da queste parti bazzica una signorina molto strana. E&#8217; qui ma non vuole essere qui. Non sa neanche di essere qui, forse è per questo che non ci vuole stare. A Folenaire fa molto piacere, ma lei non lo sa. Lui le offre da bere e prova a parlarle, ma lei non lo sa. Prova a disegnarla, a scriverla. Ma lei non lo sa. E&#8217; una cosa molto strana. E&#8217; qui ma non sa di esserlo, e forse ci vorrebbe stare. Forse no.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che lo mette in difficoltà, l&#8217;unica cosa per la quale val la pena perdere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Grano Tostato</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 22:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folenaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Un sassofono dolcissimo, profondo. Lo senti? Ci sono anche delle percussioni, timide, non vogliono essere invadenti e leggere seguono le curve tracciate dal sax. Un basso non manca mai. Per natura il basso non è quasi mai invadente. Lieve, lento, scandisce ogni tratto tracciato. Una voce. Il sax come un mago, solca tornanti e lascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sassofono dolcissimo, profondo.</p>
<p>Lo senti?<br />
Ci sono anche delle percussioni, timide, non vogliono essere invadenti e leggere seguono le curve tracciate dal sax.<br />
Un basso non manca mai. Per natura il basso non è quasi mai invadente. Lieve, lento, scandisce ogni tratto tracciato.<br />
Una voce.</p>
<p><span id="more-432"></span><br />
Il sax come un mago, solca tornanti e lascia scie leggere.<br />
Morbide le curve accompagnano il sonno del sognatore, accasciato sul tavolo con la testa fra le sue stese braccia, ai piedi di una tazza di buon tè.</p>
<p>Si addormentava non appena poteva, e non riusciva a capire il perché. Ma Ciccillo l&#8217;aveva capito. Due parole e ci aveva scritto su un romanzo.</p>
<p>Non appena poteva si accasciava, non c&#8217;era caffè tanto potente da tenerlo sveglio, non c&#8217;era caffè più potente dei suoi sogni. Si addormentava per sognare. Tutto qui, si direbbe. Finché non ci si accorse che quello che sognava poteva apparire nella realtà. Questo accadeva quando prima di cadere nel sonno più profondo, il sognatore veniva catturato nella trappola di Orione.</p>
<p>La trappola di Orione è una bolla che ti cattura mentre di fretta o meno si cerca di passare dalla realtà al mondo dei sogni. Orione, intrepido cacciatore, è lì che insegue in eterno le sette sorelle ma non disdegna mai qualche fiebile preda. Così, quando vede passare fra le stelle un sognatore incauto, scaglia contro di lui una freccia, come faceva il giovane Cupido, e lo cattura in una bolla. Non è capace di trattenerlo lì, Zeus gli ha conferito limitati poteri, così la bolla non fa altro che creare dei disturbi alle onde sognanti creando nella realtà un&#8217;immagine del sogno.</p>
<p>Ciccillo l&#8217;aveva capito, e gli piaceva da matti servire tè, caffè e cioccolate fra i suoi sogni. Gli ricordava un vecchio giovane cliente, tal Rubazucchero. Ma questa è un&#8217;altra storia, e così Ciccillo si ritrova a servirmi una tazza di tè allo zenzero e arancia, attraversando due azzurre pozzanghere in dorato campo di grano.</p>
<p>E c&#8217;è un punto, un punto soltato dove lui si ferma ogni volta. Porta ai tavoli ciò che deve e poi si ferma, minuti interi, a contemplare un punto in particolare. Non ho capito cosa c&#8217;è lì, ma il grano ha un colore più scuro. E lui rimane estasiato, come ci rimanesse per ora, a contemplare quel grano tostato.</p>
<p>Po si sveglia, piano, la musica sfuma lentamente e Ciccillo sorride.</p>
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		<title>Nota al Cioccolato e Cannella</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 21:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cioccolata Calda]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un&#8217;aria nuova da queste parti. Un&#8217;aria particolare, rara. E&#8217; serata da cioccolata calda questa. Ne ho preparate un po&#8217;. I clienti cominciano a chiedere prodotti invernali e preparare un&#8217;ottima densa cioccolata calda non è che un piacere. C&#8217;è anche voglia di qualche cambiamento, qualche colore nuovo, una nuova finestra sulla alle spalle del paese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;aria nuova da queste parti. Un&#8217;aria particolare, rara. E&#8217; serata da cioccolata calda questa. Ne ho preparate un po&#8217;.</p>
<p>I clienti cominciano a chiedere prodotti invernali e preparare un&#8217;ottima densa cioccolata calda non è che un piacere.</p>
<p>C&#8217;è anche voglia di qualche cambiamento, qualche colore nuovo, una nuova finestra sulla alle spalle del paese. Non sarebbe male neanche invitare qualcuno a suonare questi strumenti un po&#8217; impolverati: dovremmo organizzare qualche bella serata &#8220;cioccolata, note e candele&#8221;.</p>
<p>Folenaire è un po&#8217; strano: non che così non lo si sia già visto. Scrive meno del solito: prende appunti compulsivi, li segna, li intasca. Chissà cosa sta tramando! Un tempo non era mica così, eh?<br />
<span id="more-420"></span><br />
Ma lo sapete che l&#8217;abbiamo scampata bella? Io ricordo che da piccolo ambiva a diventare un dittatore, o in alternativa un grande boss della malavita. Era terribile: un futuro con Folenaire dittatore è impensabile. Oddio, in realtà qualcuno avrebbe potuto auspicarlo, e sicuramente starebbe meglio. A quei tempi non si chiamava neanche Folenaire.</p>
<p>Dietro i suoi appunti compulsivi c&#8217;è sicuramente qualcosa. Qualcosa, eh? Diciamo pure così. La cioccolata alla cannella che gli ho portato stasera la raccontava in maniera diversa.</p>
<p style="text-align: center;"><em>aspettando una bella nota lunga e intracciata</em></p>
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		<title>Camomilla Chiara con Sottotazza Rosso</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 23:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
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		<description><![CDATA[sssshhhhhhhh!! Guardate come dorme! Finalmente si è addormentato. Non lo vedevo dormire così da tanto tempo. Non svegliatelo. Si è addormentato così, di botto. Mi ha chiesto una camomilla: l&#8217;ha chiesta chiara, con un cucchiaino chiaro e bello, e voleva un sottotazza rosso. Qui ne ho per tutti ma non ho fatto in tempo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sssshhhhhhhh!!</p>
<p>Guardate come dorme! Finalmente si è addormentato. Non lo vedevo dormire così da tanto tempo. Non svegliatelo.</p>
<p>Si è addormentato così, di botto. Mi ha chiesto una camomilla: l&#8217;ha chiesta chiara, con un cucchiaino chiaro e bello, e voleva un sottotazza rosso. Qui ne ho per tutti ma non ho fatto in tempo a servirgliela che si è addormentato.</p>
<p>Un Cristallo, accanto alla sua camomilla. Un cristallo trasparente ma oscuro.</p>
<p>Dormi, e rubale pure queste immagini. Fuori piove e fa freddo: al mattino le pozzanghere saranno cristalli, e la tua cammilla sarà fredda. Ci sarà una tazza di latte &#8211; caldo. Domani sera ti porterò un&#8217;altra camomilla.</p>
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		<title>Giocare Col Fuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 20:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciccillo]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una domanda che lo indisponeva, qualunque fosse il suo umore. &#8220;Come va?&#8221; &#8211; il suo volto si imbronciava. Chissà perché, ma odiava quella domanda. Altre di quel tipo lo indisponevano, ma meno: come stai?, com&#8217;è andata?, cosa mi racconti?. Come va? Non va. Non è una bella domanda. Ma perché? A dire il vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una domanda che lo indisponeva, qualunque fosse il suo umore.<br />
&#8220;Come va?&#8221; &#8211; il suo volto si imbronciava. Chissà perché, ma odiava quella domanda.<br />
Altre di quel tipo lo indisponevano, ma meno: come stai?, com&#8217;è andata?, cosa mi racconti?.</p>
<p>Come va? Non va. Non è una bella domanda. Ma perché?<br />
A dire il vero c&#8217;erano delle volte che quella domanda gli piaceva, quelle volte cui sente di rispondere, onestamente, &#8220;Alla grande!&#8221;. Poche in fin dei conti: per quanto tempo o quante volte può onestamente andare &#8220;alla grande!&#8221; che meglio non può andare?</p>
<p><span id="more-388"></span>Allora probabilmente la sua indisposizione deriva da un risentimento nel non poter rispondere &#8220;alla grande!&#8221;. All&#8217;inizio trovava alternative neutre &#8211; va. Alla fine ha deciso di mangiarsi la risposta. Qualche volta è esploso in attacchi violenti.</p>
<p>Andrà, ma non gli piace doverne parlare.<br />
&#8220;What&#8217;s up?&#8221;</p>
<p>Era solito comunicare attraverso sguardi e gesti ai quali non c&#8217;è mai bisogno di aggiungere nulla; difficile giocare a carte con lui, era detto sguardo magnetico. Spogliava gli avversari e ne leggeva intenti e ambizioni. Tutto sommato, cosciente dei suoi limiti emotivi giocava solo quando sapeva di essere immune a provocazioni. Facile provocarlo quando era lontano da quel &#8220;alla grande!&#8221; o per lo meno da una tranquillità simile ad un &#8220;alla grande!&#8221;.</p>
<p>Amava giocare col fuoco, anche lui come tanti. Gli fu consigliato di non avvicinarsi a quella fiamma. E&#8217; fatto così, ci sono parole magiche che provocano reazioni scontate: mai fidarsi a un secco &#8220;fidati!&#8221;, fare sempre un &#8220;non farlo!&#8221;. E così fu.<br />
Non se ne accorse neanche, all&#8217;inizio quel caldo era piacevole e sapeva non sarebbe mai potuto scoppiare un incendio. Fu troppo tardi quando si accorse che le fiamme lo avevano avvolto e non era più un bel torpore ma un incendio vero e proprio.</p>
<p>Non so se si sia salvato o meno, ma credo che ami ancora giocare col fuoco: certe cose non possono cambiare.</p>
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