Si chiama “L’Ultima Chitarra”. È sempre lì, dietro il bancone, appesa. Circolano tante voci sulla chitarra: qualcuno sostiene sia rimasta qui dopo che…
Era una serata come tutte le altre, c’era non più gente di tutte le altre sere e ci si apprestava ad andare a dormire. Era una sera di luna nuova, le sere in cui viene versato il miglior vino.
È la legge di Brunello, il proprietario dell’enoteca del paese: il vino migliore si beve con la luna nuova; mai versare del vino con la luna piena. Brunello, checché possiate pensarne, non è un rosso; lui viene dal nord. Ironia della sorte, Bruno detto Brunello è il massimo esperto di vini della zona. Ciò che dice in materia di vini, fosse anche la più grande baggianata mai sentita, è legge.
Successe così che una notte di luna nuova, col cielo a coriandoli che stelle così le vedi solo le notti di luna nuova, mentre il tempo avanzava e ci si apprestava ad andare a dormire…
beh, dovete sapere, che finché non va via l’ultimo cliente, qui al Ciccillo Café si rimane aperti: non si caccia mai nessuno!
Così quell’uomo riccioluto, bevve il suo ultimo sorso di rosso nordico, si avvicinò al bancone, guardò Evlaliya fisso negli occhi, rimase lì per svariati secondi… e si sedette. Toh! Vuoi vedere che non va più via?
Era notte fonda, il locale era ormai vuoto ed Evlaliya si apprestava a raccogliere le briciole e i pezzetti di carta lasciati da Folenaire. Un gran sonno e voglia matta di cuscino che anche se avesse avuto voglia di far l’amore.. no! Cuscino.
Quest’uomo sconosciuto tirò fuori da un’enorme borsa a forma di pera una chitarra e cominciò a suonare; e a cantare. Aveva una voce stridula, quasi roca. Ma… sembrava avesse mille armoniche.. ma dov’erano? Fu un’istante. Era odioso ma non si poteva fare a meno di mettersi lì ad ascoltarlo come fosse la voce più bella mai udita. Sembravano almeno in 3 a cantare, ma c’era solo lui. Così estraneo, come fosse un vecchio amico.
But she breaks just like a little girl.
Fu un attimo, passò un attimo e i tavoli tornarono affollati di gente, passanti, gente venuta da chissà dove chissà perché, in una notte di luna nuova, tornati a sorseggiare il vino di Brunello, tornati per ascoltare il riccioluto.
Nessuno ricorda cosa sia accaduto, ma al mattino la gente dormiva dappertutto: sui tavoli, per terra, sul bancone. Del riccioluto neanche un capello. Solo la sua chitarra. Era lì, sul suo sgabello. Fu appesa al muro dietro il bancone e da allora l’unico che può suonarla è l’ultimo cliente rimasto. Si avvicina al bancone, la prende, la impugna, suona e canta. A volte vengono fuori delle porcherie, delle volte dei capolavori, ma l’ultima chitarra, quella che solo l’ultimo cliente, è quella che ha da raccontare le storie della buonanotte.
Nessuno sa chi fosse quell’uomo. Si avesse origini sul mar Rosso ma provenisse da oltre ocenao. Si narra avesse… si narra fosse… si narra. Si canta.
Qualcuno crede provenga da una stella lì in fondo – neanche così in fondo – vicino al bagno. Storie.
Fra un bicchiere di vino e una canzone, nelle buie notti di luna nuova, le più luminose e sorprendenti che si possano ricordare, compaiono sempre personaggi che lasciano qualcosa. Anche solo una chitarra.
But you break just like a little girl
while the guilty undertaker sighs
at the end of a new moon night.
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