Monday, 8 February 2010

La bambina dei Patriaršie

Una passeggiata ai giardini Patriaršie può fare magie.
Si narra che un tempo di lì ci sia passato un personaggio molto strano, si intromise in una discussione fra due uomini e cambiò la storia.

Creò un varco e collegò Mosca con una quinta dimensione.

Dietro la sua panchina c’era una bambina che giocava con delle bustine di zucchero colorate. Le disponeva per terra a formare un mosaico.

Quello strano personaggio aveva previsto tutto, ma non avrebbe mai immaginato che il mosaico creato dalla bimba avesse un potere ben più forte del suo.
La bimba cominciò a toccare le bustine come fossero la tastiera di un pianoforte e l’uomo udì suoni che neanche nella sua quinta dimensione sarebbe possibile riprodurre. Ogni riga alimentava uno strumento diverso, e ogni colonna una nota diversa.
Le braccia della bimba si muovevano come stessero muovendo delle enormi marionette e le sue dita sfioravano le bustine adagiate sul prato.

La musica invase la capitale ma solo in pochi la udirono: a questi si chiuse lo stomaco ed ebbero come attacchi di follia, alcuni cominciarono a correre per dover raggiungere qualcuno, altri si presero a muoversi molto lentamente.

Il resto della città restò incredulo a guardare.





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