Quelle labbra sporche di cioccolata

Passeggiava fra le bancarelle, buttando un occhio qua e uno là. La vittima innocente di quel bianco pomeriggio era persa fra montagne di cioccolata.

Ciuffi biondi e ricci, sopracciglia poco marcate e molto chiare, occhi in fuga, probabilmente azzurri. Non l’aveva guardata per bene, era rimasto abbagliato dalla sua chioma perfetta e suadente, ma sopratutto dalle sue labbra.

Carnose e prepotenti avevano catturato la sua attenzione andando a toccare la parte più delicata che alimenta le voglie di un demone. Il desiderio e la fame di anime. Quelle labbra erano già propense al peccato, provocate dalla miriade di venditori e bancarelle.

Non poteva esserci anima più facile da catturare. Le labbra della ragazza avevano slacciato le catene all’Infernale, niente più poteva trattenerlo da prendersi la sua anima e le sue labbra. Seguiva la scia lasciata ricci provocanti come quella una comenta. Era fatta, doveva solo tessere una piccola trappola convinto che la ragazza avrebbe ceduto quasi istantaneamente.

Cosa accadde? Lei scomparve nel nulla sotto una marea di scaglie di cioccolata. Il demone scatenò una tempesta di dolci e sapori e profumi, rivoltò le bancarelle spazzando via venditori e i peccatori. La tempesta non valse a nulla: la ragazza sparì portando via con se quelle stupende labbra sporche di cioccolata. Ciò che rimase al demone fu solo il cioccolatino che la violò e un riccio biondo caduto per terra, posatosi accanto alla pepita morsa.

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