Il Vento del Nord

E’ freddo, a volte gelido. Succede che scontrandosi col clima indigeno porti scompiglio.

Il Vento del Nord è un gran narratore. Narra di solito di luoghi sconosciuti, anche a nord.
E se sei a nord ti chiedi: ma da dove arriva questo vento?

Racconta di viaggi, di navi e vichinghi, di fiumi e di ponti. Racconta di tetti spioventi e strade lastricate in basalto. Racconta di belle donne, belle, chiare, slanciate. Glaciali all’apparenza, intoccabili. Come tutte, del resto.

Il Vento del Nord è bianco.

A sera smuove le tende e fischia e balla con la fiamma della candela poggiata sul tavolo, accanto al mio tè. A volte suona con noi, canta e racconta. Siede con noi davanti al caminetto e gioca con il fuoco.
Ama raccontare delle sue donne bianche e bionde e belle, il Vento del Nord. Ama raccontare delle sue strade e della Neve, non beve caffè e suona la cornamusa. Ama l’acqua. Gioca con le tende e con il fumo uscente dai camini.

E’ svelto il Vento del Nord.

Quasi come tutti i venti racconta di lunghi viaggi. Ha visto i pesci del Nord e le aurore boreali, ha visto gli orsi e le renne. Dicono sia lui a consegnare i doni e non Babbo Natale. Altri sostengono sia il Vento del Nord a trasportare Babbo Natale.

A nord non ci sono mai stato e i suoi racconti mi hanno incuriosito. Il Vento del Nord potrebbe spaventare, bisogna stare attenti a quel che dice.
Il Vento del Nord non scherza. Il Vento del Nord è sensuale.

Va quasi sempre di fretta, il Vento del Nord; e mentre va
racconta.

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