Scendevo le solite scale, verso la stanza Segreta delle Poste. Ero di corsa, dovevo trovare una vecchia missiva. Scendevo di corsa le scale quando sono inciampato su qualcosa di inasseso.
Un quaderno viola; no, magenta. Forse malva. Non è facile trovare il nome del giusto colore, sempre che un nome ci sia. Un quaderno strano, vecchio vissuto. Ancor prima di aprirlo sapevo che mi sarei trovato difronte a qualcosa che mi avrebbe portato via più tempo del previsto.
C’era un titolo sulla prima pagina.
Quaderni Sinistri
La grafia sembrava quella di un bambino. Parole instabili che a malapena le parole riuscivano a riposare sulle righe.
Storie un po’ complicate, complesse. Scomode.
Storie da bambini, di bambini. Nottrne. Difficili da raccontare.
Storie d’amore, da luna piena, incenso e candele.
Da legna fuoco e fumo.
E’ difficile raccontare le cose che ho visto. Ancora più difficile scriverle.
Poteste capire quanto difficile anche solo mettere una virgola.
E’ stato in trenoche mi hanno raccontato le più incredibili.
E’stato in treno che ho visto i più orrendi crimini.
Il treno mi ha portato quasi in ogni dove.
E’ proprio in treno che ho visto per la prima volta dei capelli biondi.
Tante pagine e poco tempo… la missiva.
Il quaderno viene con me, Ciccillo mi aspetta.
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