C’è un posto dove si cercano rimedi attraverso le leggi. Ci sono addirittura delle leggi che cercano di imporre il buon senso, favorendo chiaramente l’illegalità.
Come quando nel Paese dei Sogni inventarono il probizionismo: incentivarono l’illegalità.
Adesso, nel paese Dei sogni, cercano incentivare la chirurgia illegale, bandendo la chirurgia legale.
Siam tutti d’accordo: pensare non è semplice, trovare una soluzione è complicato, cercarla comporta fatica. Pensare non è per tutti, sosteneva qualcun altro.
Quindi è difficile pensare che la ricerca di una soluzione sia la strada giusta.
Giusto.
In effetti, come accade il 90% delle volte, la soluzione c’è già ma non è utilizzata al meglio (come le risorse naturali, artistiche, finanziarie… e il cervello).
La soluzione è l’istruzione.
Inacidimento dei valori, la bassa qualità di una classe politica, lo squallidume che circonda luoghi infestati da insetti fastidiosi e ingombranti duri a morire, la disonestà.
La soluzione è unica, semplice, palese.
Istruzione
Chiramente si parla di qualità dell’istruzione, più che istruzione in sé. Una migliore qualità dell’istruzione (pubblica) avvierebbe un effetto domino inevitabile: innalzamento del livello culturale del paese; aumento dell’entropia dovuto all’aumento degli ingranaggi cerebrali messi in moto; nascita di idee, diffusione del buon senso e sviluppo di persone interessanti e interessate; occupazione di posti decisivi lo sviluppo di una zona più o meno estesa del globo terrestre, e per il prosieguo del ciclo. Poi ci sono conseguenze secondarie come il miglioramento delle condizioni di vita generali, l’affossamento o il principio di affossamento di malintenzioni e malintanzionati (organizzati e singoli), l’appassimento delle entità stupide, poco utili e deleteree.
Tutto ciò avviene già in luoghi dove si è capito che l’informazione è il quarto potere di uno stato, e quindi deve essere indipendente dagli altri tre. Chiaramente, in luoghi dove l’istruzione è il cuore della società certe cose le sanno già.
Ho le idee migliori, so che potrei vincere e che sarei migliore di tutti gli altri. L’idea migliore sarebbe dare i compiti a chi li sa svolgere, confrontare le idee di chi si intende di quello di cui si occupa e scegliere quella che più ci avvicina all’obiettivo. Per fare una cosa semplice, bella, giusta utile e banale dovrei lottare. Probabilmente perderei la battaglia, probabilmente prima o poi vincerei la guerra, probabilmente saranno passati anni, sarei invecchiato, inacidito, spiritualmente corrotto, avrò perso il mio senso dell’umorismo, la mia ironia e l’amato sarcasmo. Potrei perdere e sprecare il mio tempo, vincere e sprecare il mio tempo. Il mio tempo si allungherebbe ad ogni modo ma non sarei più in grado di poterlo utilizzare, verrebbe utilizzato da chi godrebbe del mio tempo sprecato. Ci vuole coraggio, o ancor più temerarietà. Ma non ho voglia di convincere chi non è convinto che la mia idea è quella migliore, sbaglio. Ma non ne ho voglia.
Così diceva.
Ma a noi piace bere il nostro caffè, guardare, ghignare, sognare altrove. Non dando a vedere che tutto ciò ci sta a cuore.
Con tanta nascosta amarezza,
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One Comment
complimenti per il tuo blog. Scrivi cose molto interessanti, compreso questo post. Concordo con quanto tu scrivi circa l’istruzione e della sua importanza nel sistema moderno; è necessaria per assumere una posizione e conforntarsi con le ostilità insite. Ammetto però che, il circolo vizioso del mondo in cui viviamo ci ha orribilmente costretti ad istruirci, privandoci, di conseguenza, della libertà e delle già rare opportunità per fare della propria vita un capolavoro.