Capitava.
Capitava spesso che si innamorassa delle ragazze nei film; ed erano sempre un po’ così.
Capitava.
Capita, quando perdi la memoria. Capita, quando la memoria ti funziona male.
E si sa, a lui funziona veramente male.
C’erano fiamme e fumo e profumi. Incenso e zucchero. Erano bustine di zucchero, per l’appunto.
Il Rubazucchero.
Proprio lui. Cercava, cercava, cercava ancora. Potreste sbagliarvi, attenti. La sua memoria è racchiusa nei meandri di questo posto, per chi avesse voglia; ma ora non funziona come allora.
E’ rotta, va sostituita. Ci vuole un nuovo disco, i tempi passano e la tecnologia avanza.
Un quaderno è sempre la scelta migliore: è più probabile che un disco rigido decida di prendersi l’Alzheimer e non che un quaderno venga bruciato o si disintegri. Se viene smarrito prima o poi potrebbe pur essere ritrovato. Anche bagnato conserverebbe qualcosa.
E’ sempre meglio riportare tutto a penna, indelebilmente.
Ogni tanto succedeva che si innamorasse delle ragazze nei film, ed era triste.
Perché?
Non l’avevamo mica riconosciuto: era seduto su una panchina lì fuori, con una tazza in mano. Guardava le stelle.
Era stato Ciccillo a preparargli il tè, ma non l’aveva riconosciuto. Non aveva messo in tasca la consueta bustina ma l’aveva aperta e versata nella tazza. E nessuno mai l’aveva visto bere tè, tanto meno zuccherato.
Capita, prima o poi.
Il fumo di quella sigaretta non funziona come dovrebbe funzionare: laminare, browniano. No, non funziona così. E’ un errore. Non sforzatevi troppo; non sforzatevi affatto: sono solo appunti.
Ecco. Era bionda vera e aveva gli occhi azzurri. Azzurri azzurri.. ed era bionda vera. Bianca, bianchissima. Ma era solo un film.
Vai a nanna.
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