Ultimamente gira su una bici; una bici con un solo pedale. Non so che fine abbia fatto fare alla sua moto, Folenaire. La cosa strana è che quando è confuso o indeciso su qualcosa, questo qualcosa scompare, non lo si vede più. Non si sa che fine faccia fare a queste cose. Forse le nasconde, non le vuole sotto gli occhi per cercar di indirizzare le sue decisioni serenamente.
E’ strano: un tempo girava su una gran bella moto, nera, forse rossa. C’è da confondersi, eh? Mica facile. Era nera; oppure rossa. Però era molto bella. Non c’entrava niente quella moto con lui, oppure c’entrava fin troppo. Non è facile spiattellare certe affermazioni nero su bianco.
Poi non so che gli è passato di mente, però ora gira su una bici con un solo pedale. Come fa a mandarla avanti non lo so.
L’avete mai visto davanti allo specchio?
Qualche volta si ferma a rimirarsi facendo delle facce strane, buffissime. Sì, certo.. sembra un cretino.
Una volta l’ho visto parlare verso una finestra: ma alla finestra non c’era nessuno! Agitava braccia, dialogava.. eppure la finestra era chiusa e non si vedeva attraverso. Come quando l’ho visto parlare con li mare, solo che quella volta non si agitava mica. Era lì tranquillo e parlava rivolgendosi all’acqua.
Non so se a volte certe cose le fa apposta: ama confondere le persone. Spesso l’ho visto dire cose al nulla per vedere le facce delle persone che lo guardavano. Così come quando l’ho sentito negare quello che stava facendo proprio mentre lo faceva, davanti agli occhi delle persone a cui lo negava. Quelle scene sono stupende.. se solo non sapessi che ci prova gusto, lo prenderei per matto. “Dove c’è gusto, non c’è perdenza”. Ci prova piacere e glielo si legge in viso. Presenta un’espressione goduriosa quando… sì, proprio in quel momento lì.
E’ serio, serissimo, nessuno potrebbe essere più convinto di quel che lui dice. “C’è un attimo, uno e uno solo, quando chi ti è difronte è perso, spaesato, non sa dove aggrapparsi e non sa neanche se c’è qualcosa cui reggersi. E’ l’attimo in cui perdono le proprie convinzioni, l’attimo in cui sono insicuri di quello che sanno e insicuri di averlo mai saputo; l’attimo in cui sono pronti ad abbattere qualsiasi cosa pensano di sapere.” Proprio quel momento lì è il suo momento; scrutare gli occhi della sua vittima è la cosa che più gli da piacere. Lo racconta a quella maniera, come fosse nulla, come fosse cosa da niente.
Un gesto, delle parole, una scena. Qualsiasi cosa possa provocare turbamento e confusione negli occhi di qualcuno, Folenaire cerca di metterla in atto. Così quando lo vedi in bici anziché in moto non ci fai caso, poi lo vedi smontare dalla bici e ti accorgi che alla bici manca un pedale. Eppure vederlo andare in bici era la cosa più naturale che stesse facendo. E’ possibile? E’ possibile.
Ultimamente da queste parti bazzica una signorina molto strana. E’ qui ma non vuole essere qui. Non sa neanche di essere qui, forse è per questo che non ci vuole stare. A Folenaire fa molto piacere, ma lei non lo sa. Lui le offre da bere e prova a parlarle, ma lei non lo sa. Prova a disegnarla, a scriverla. Ma lei non lo sa. E’ una cosa molto strana. E’ qui ma non sa di esserlo, e forse ci vorrebbe stare. Forse no.
L’unica cosa che lo mette in difficoltà, l’unica cosa per la quale val la pena perdere.
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