Che avvenimento strano! Una cosa del genere non l’avevo mai vista.
Sapete cos’è successo? No, chiaro che non lo sapete.
Avete presente quel personaggio del quale vi parlavo, il Sognatore? Quello che si accascia sempre davanti alla tazza di qualsiasicosacisianellatazza.
Bene, arrivo e lui è lì accasciato. Fa molto freddo e Ciccillo ha pensato bene di dar vita al caminetto. C’erano le scie lasciate dai suoi sogni per colpa della Bolla di Orione e tanti ragnetti scendevano dal soffitto scivolando su degli scivoli immaginari.
Ad un tratto il nostro amico si alza.
Io non mi ero accorto di nulla, avevo semplicemente chiesto una tazzina di caffè con un quadratino di fondente nero. Ero lì che sfogliavo le mie pagine quando alzo la testa e vedo, di spalle, il Sognatore che si dirige al pianoforte. “E’ pure sonnambulo” – penso, e nel frattempo Ciccillo mi porta il mio caffe, mostrandomi tutti i suoi allegri gioiellini di avorio dietro le labbra. Mi preparo per lo spettacolo e giro la sedia verso il pianoforte.
A volte la Bolla di Orione genera anche delle notine di sottofondo con le quali armonizza le immagini create. Questa volta non c’erano note, si sentiva il crepitio delle fiamme nel caminetto, le onde del mare che dolcemente incontravano il muro della banchina e il mio cucchiano che girava inutilmente il caffè, amaro. Il tizio si siede al pianoforte, e che succede? Nulla. Quasi nulla.
Le sue braccia cominciano a viaggiare leggere fra una sponda e l’altra del pianoforte, trainate dalle dita saltellanti e arzille. Il suo corpo accompagnava le braccia o forse erano le dita a trascinare lui. Ad un tratto un ragnetto mi passa sulla testa e si dirige anch’esso verso il pianoforte, seguito dai suoi compagni. In qualche secondo sono in tre sul pianoforte, accanto alle due mani del nostro amico. I ragnetti gli davano man forte e cominciarono a suonare con lui utilizzando le loro otto zampe come fossero dita di una mano. Era un’orgia di tasti premuti, una musica celestiale.
Peccato noi non sentissimo nulla. Certo! Io non sentivo nulla. Eppure Ciccillo era sorridente. Io lo guardo, lui impassibile. Qua sta succedendo qualcosa e nessuno mi ha raccontato niente. Il Sognatore è lì al pianoforte, sta suonando, vedo i tasti che van su e giù di continuo e non sento nulla. Il pianoforte però non ha l’impressione di esser muto: è come se le note mi scavalcassero e andassero oltre.
Rimango lì esterrefatto, e involontariamente mi volgo verso la finesta. Le note erano lì fuori e stavan volando via. Sì! Il Sognatore, sonnambulo, era al pianoforte e stava suonando il pianoforte accompagnato da tre ragnetti, eppure le note del pianoforte volavan via mute per poi esplodere chissà dove, chissà per chi.
Ciccillo lo sapeva, e non solo: risciva a sentire quella melodia nonostante le sue orecchie sentissero il mio cucchiaino posarsi sul tavolo, il crepitio del fuoco e una barca sbattere lievemente contro il molo, spinta dalle onde.
Meglio bere il caffè. Non faccio a tempo a buttarlo giù che il Sognatore si alza dal pianoforte, si volta e torna sulla sua sedia. Aveva gli occhi aperti Bolla di Orione non erano scomparse. I sintomi parlano chiaro.
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