Grano Tostato

Un sassofono dolcissimo, profondo.

Lo senti?
Ci sono anche delle percussioni, timide, non vogliono essere invadenti e leggere seguono le curve tracciate dal sax.
Un basso non manca mai. Per natura il basso non è quasi mai invadente. Lieve, lento, scandisce ogni tratto tracciato.
Una voce.


Il sax come un mago, solca tornanti e lascia scie leggere.
Morbide le curve accompagnano il sonno del sognatore, accasciato sul tavolo con la testa fra le sue stese braccia, ai piedi di una tazza di buon tè.

Si addormentava non appena poteva, e non riusciva a capire il perché. Ma Ciccillo l’aveva capito. Due parole e ci aveva scritto su un romanzo.

Non appena poteva si accasciava, non c’era caffè tanto potente da tenerlo sveglio, non c’era caffè più potente dei suoi sogni. Si addormentava per sognare. Tutto qui, si direbbe. Finché non ci si accorse che quello che sognava poteva apparire nella realtà. Questo accadeva quando prima di cadere nel sonno più profondo, il sognatore veniva catturato nella trappola di Orione.

La trappola di Orione è una bolla che ti cattura mentre di fretta o meno si cerca di passare dalla realtà al mondo dei sogni. Orione, intrepido cacciatore, è lì che insegue in eterno le sette sorelle ma non disdegna mai qualche fiebile preda. Così, quando vede passare fra le stelle un sognatore incauto, scaglia contro di lui una freccia, come faceva il giovane Cupido, e lo cattura in una bolla. Non è capace di trattenerlo lì, Zeus gli ha conferito limitati poteri, così la bolla non fa altro che creare dei disturbi alle onde sognanti creando nella realtà un’immagine del sogno.

Ciccillo l’aveva capito, e gli piaceva da matti servire tè, caffè e cioccolate fra i suoi sogni. Gli ricordava un vecchio giovane cliente, tal Rubazucchero. Ma questa è un’altra storia, e così Ciccillo si ritrova a servirmi una tazza di tè allo zenzero e arancia, attraversando due azzurre pozzanghere in dorato campo di grano.

E c’è un punto, un punto soltato dove lui si ferma ogni volta. Porta ai tavoli ciò che deve e poi si ferma, minuti interi, a contemplare un punto in particolare. Non ho capito cosa c’è lì, ma il grano ha un colore più scuro. E lui rimane estasiato, come ci rimanesse per ora, a contemplare quel grano tostato.

Po si sveglia, piano, la musica sfuma lentamente e Ciccillo sorride.

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