Arancio

Quando non sai che fare.

Meglio, quando non vuoi fare niente ma non vuoi stare senza far nulla, non hai sonno, non hai voglia di riposare, non hai voglia di mangiare, non hai voglia di leggere nè di suonare. Ti guardi intorno insofferente e ascolti cose a casaccio, tranquille, sensuali, leggere, come stessi guardando qualcosa.

In realtà ascolti cose che cullano i tuoi pensieri perché in realtà sai cosa vorresti fare. Magari ti mancano i dettagli ma, per l’appunto, sono solo dettagli. La sostanza è quella che conta. Però l’ora è tarda, le distanze son quelle che sono, il buio della città, la pioggia, la nebbia, le foglie color autunno spiaccicate sul grigio dell’asfalto. Di quelle volte che ci passi 24 ore a pensarci, 7 giorni e poi altri 7, aspettando piccoli momenti. Di quelle volte che è capitato “tante” volte e poi va a finire sempre in un’altra maniera.
Eppure non riesci a pensare ad altro, le parole dette son tutte uguali e quelle lette fan la stessa fine. I colori sono piatti, tranne le foglie sull’asfalto. Arancio.

Di quelle volte che sarebbe pure il caso di muovere il culo e aprire la bocca – facendo venir fuori sicuramente tante stronzate.

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