C’è un’aria nuova da queste parti. Un’aria particolare, rara. E’ serata da cioccolata calda questa. Ne ho preparate un po’.
I clienti cominciano a chiedere prodotti invernali e preparare un’ottima densa cioccolata calda non è che un piacere.
C’è anche voglia di qualche cambiamento, qualche colore nuovo, una nuova finestra sulla alle spalle del paese. Non sarebbe male neanche invitare qualcuno a suonare questi strumenti un po’ impolverati: dovremmo organizzare qualche bella serata “cioccolata, note e candele”.
Folenaire è un po’ strano: non che così non lo si sia già visto. Scrive meno del solito: prende appunti compulsivi, li segna, li intasca. Chissà cosa sta tramando! Un tempo non era mica così, eh?
Ma lo sapete che l’abbiamo scampata bella? Io ricordo che da piccolo ambiva a diventare un dittatore, o in alternativa un grande boss della malavita. Era terribile: un futuro con Folenaire dittatore è impensabile. Oddio, in realtà qualcuno avrebbe potuto auspicarlo, e sicuramente starebbe meglio. A quei tempi non si chiamava neanche Folenaire.
Dietro i suoi appunti compulsivi c’è sicuramente qualcosa. Qualcosa, eh? Diciamo pure così. La cioccolata alla cannella che gli ho portato stasera la raccontava in maniera diversa.
aspettando una bella nota lunga e intracciata
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