Un Nome

Questo scellerato sta cercando un nome! Ma cosa s’è messo in testa?

Pensare che voleva usare il mio nome, bah! Tanta fatica per ritrovarsi spiattellati su una pagina bianca che racconta di brutture e obrobri; pagine che non potranno mai condividere le acque dei laghi e quelle degli oceani.

Pagine che non parleranno mai di grandi bicchieri d’acqua e di gocce di cera sciolte nell’incenso.

Cerca ancora un nome. Lo cercava per oggi, ma si sa che non si accontenta e finché non l’avrà trovato, oggi sarà sempre domani.

Un nome per raccontare altre storie, storie dall’altra parte del lago, dove regnano altre leggi, dove le note non parlano, dove tutto viene regolato da strani rebus imbrogliati e imbroglianti.

Dove i bambini non giocano per strada, dove non sanno più cos’è una palla, dove l’italiano è dimenticato in favore di un turpiloquio che non ha nè passato nè futuro.

Molto meglio rimanere qua, gliel’ho detto: “Vieni a trovarci quando vuoi, c’è da bere, da mangiare, da scrivere, da guardare, da ascoltare, da suonare…” – nulla. Inutile. Pensare che qua ci viene anche chi non sa starci, chi non sa cos’è questo posto – d’altronde era la premessa, una volta arrivati ci si ritorna e c’è posto per tutti, per chiunque. E’ impossibile arrivare nascosti, di soppiatto.. shhh, silenzio, non fatevi sentire, piano! E invece no. Non si arriva così al Ciccillo, si arriva scoperti.

Eppure mi ha chiesto un nome, un nome per l’aldilà del lago. Un nome, così, di punto in bianco.

Sarà la noia? Brutta bestia… vieni qua di ho detto! Non c’è da annoiarsi, di porto nella Stanza Segreta delle Poste, non vorrai più tornare indietro. Ti porto in quella libreria di cui ti ho raccontato e anche in biblioteca, c’è tutto quel che cerchi. Tutto, non solo libri.

Va bene, un nome… fammici pensare. Prova a chiedere a Evlaliya, dovrebbe essere qui tra poco.

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