Guardala, ecco. Ecco perché si fa. Ecco dov’è la soddisfazione: nel tirar fuori un sorriso, sudato, nel mentre stai dare le spalle al cielo per toccar la terra con le mani.
Ecco perché. Vaglielo a spiegare, che non come crede.
La soddisfazione dello scoprirsi costanti, la soddisfazione del riuscire a fare sempre di più, la soddisfazione del riuscirci e basta. Toh, della volontà, non me n’ero accorto di averne ordinata.
Il piacere.
Il piacere di aver finito, di attraversare la strada col semaforo ancora rosso: l’importante è conoscerli, incroci e semafori. Il piacere di vederli passare: ma quanto farà quello lì? E’ arrivato un po’ prima di me. mmm… questa qui cosa ci fa con quello? Bah. Passano di nuovo, vanno più piano. Non li vedo più. Chissene.
“Ricordi che una volta ne facevi 50?”
“Eh… una volta. Ma come faccio se mi fai ridere?”
“Dai.. andiamo!”
“Aspetta!”
“Immagina di aver sotto una bella tedesca!”
“Ma come faccio se mi fa ridere?”
“Devi concentrarti!”
Una mezza luna, una mezza sfera. Il piacere di vederla bianca, quando non è ancora cominciato il suo turno di lavoro. Un sorriso strappato: lo sapevo che oggi era mezza! Il piacere di sentirsi dire saccentemente “56%”, perché la luna piena blavlacla, perché la luna nuova blavlacla.
Guardala, è mezza, ma non glielo dire, non se ne può accorgere. Un sorriso strappato per questo, non perché i pantaloni che non ti andavano ti andranno. Spiegaglielo.
Ma quanto tempo è passato? Gli altri avran finito di pranzare. Tanto non sono mica al Ciccillo, io mangio lì stasera. Qualcuno verrà pure a trovarmi mentre mangio, c’è sempre qualcuno. Bugia.
E’ vero!
Si… è vero. C’è sempre qualcuno.
Quanto tempo è passato? E’ che quando corri non puoi fare altro che pensare, e non al fatto che corri: se pensi che stai correndo ti stanchi. Pensa e basta, se non pensi ti stanchi. E quando corri null’altro ti distrae dal pensare. Quando corri il mondo va come dici tu. C’è una nave, un battello, un peschereccio, una nave, un battello, un peschereccio, una zattera, un gommone, una nave, una nave.
“Non pensavo di trovarti qua! … Io non ci vengo!”
“Come non ci vieni?”
‘non pensavo ci fosse’ “Non ci vengo!”
“No, non ci vado io.”
“No, non ci vado io.”
“Bene, fa quel che vuoi, comunque io ci rinuncio.”
“Ci stavi andando, vacci.”
“Non ci vado..”
“Non ci vado neanche io.”
“Se non ci andate voi..”
mi allontano…
“No, tu vacci…”
“Come..?”
“Come vuoi…”
Allora… addio. Ma non te lo dico.
Io mi ero allontanato.
“Allora?”
“Andiamo.”
“Che ne sarà?” – non l’ho detto, l’ho solo pensato.
E’ un film, immagini.
Mezza, bucherellata, bianca e grigia. Un sorriso strappato.
Gira il polsino, così te lo ricordi.
Eccoli, parlano!
“Bla bla bla bla bla bla…!”
“Ma Amore io… “posso andarmene con un’altra perché ti stava guardando! prendilo a quel posto, chi se ne frega, non devi guardare nessuno, nessuno ti deve guardare”" con la voce da “Mi concedi questo ballo? Sono pazzo di te, non puoi dirmi di no!”
“Questa qua è per te che sai sempre scegliere,
io invece non ho scelta,
te la devo scrivere…”
Ancora un sorriso. Rosso, chi se ne frega. Si fermeranno.
Lo devo ricordare.
“questa qua e’ per te
e anche se non e’ un gran che
ti volevo solo dire
che era qui in fondo a me”
oppure
“si fa presto a cantare che il tempo sistema le cose
si fa un pò meno presto a convincersi che sia così ”
Casuali, girano, per caso, fra qualche sorriso, il poster di un sedere gigante con sfondo viola, un semaforo rosso, un chisco dei gelati e una mezza luna.
Une mezza bianca luna che si approccia a prestar servizio.
Alla fine vince Nadal, anche con il suo gran difetto.
Non si tratta certo di vincere o perdere, lo sai?
Ehi.. ma quando la finisci di scrivere? Non dovevi finire un tot di righe fa?
Quale tot?
Magari le citazioni potevi risparmiartele…
Ho detto che le dovevo ricordare; ho girato il polsino apposta.
Non è mica una fede.
Grazie a dio.
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One Comment
Ah.
Ecco perche’!