Le Pagine Colorate

Questo ragazzo era il più felice del mondo. C’era un ragazzo, ed era costui. Amava fare lunghe passeggiate, sia da solo che in compagnia. Un giorno cominciò a camminare, e chiacchierava. Non era solo. La discussione lo prese, parlava e camminava, parlava e camminava, parlava e…


parlava. A un certo punto si accorse che stava parlando da solo. Non sapeva bene da quanto tempo, aveva fatto troppa strada. Si guardò intorno e non riconobbe nulla. Si era perso, non sapeva come ci era finito in questo posto. C’era solo una strada: alle sue spalle e davanti. C’era solo questa strada. Allora, non potendo fare altro continuò a camminare.

Si ritrovò in un posto sconosciuto, una specie di villaggio. Decise di chiamare a casa, di cercare qualcuno: in questo villaggio non c’erano telefoni. Non sapevano di cosa si trattasse. Non c’erano cartelli, non c’era nulla. Gli dissero come si chiamava il villaggio, ma sentì almeno 10 nomi diversi di quel posto, e non ne aveva sentito mai neanche uno.

Allora provo a tornare sulla strada, per recuperare qualche informazione da qualche viaggiatore incontrato da quelle parti. Tornò indietro, ma non trovò più quella strada: era svanita, scomparsa. Al villaggio arrivava un’unica strada, e non era quella che aveva percorso lui. Era tutto bianco lì intorno, non c’era erba, non c’era terra. I muri erano bianchi come dei fogli ancora vergini. Anche la pelle delle persone era bianca. C’era un contorno per qualsiasi cosa, un contorno nero. Solo i tetti erano colorati.

Passava un fiume da quelle parti. Bianco su bianco. Non sapendo che fare, non avendo voglia di pensare, raggiunse il fiume e aprì un quaderno, un quaderno con pagine vuote e colorate. Cominciò a sfogliarle, cercando qualcosa nel quaderno. Continuò a sfogliare cercando la fine del quaderno, non si sarebbe fermato prima. Non la trovò, rimase lì in eterno a sfogliare il quaderno dalle pagine colorate.

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