Poche parole.
C’erano tutti, tanti, tantissimi. Erano tornati solo per salutare Evlaliya. Lei tornò a salutare qualcuno, sarebbe ripartita di lì a poco e non s’aspettava certo quel che avvenne.
In realtà non c’era poi così tanta gente, ma c’era la gente giusta. E c’erano le voci, quelle voci. E c’erano quelle note. E non solo…
Suonavano, cantavano, c’era tanta gente venuta da fuori, entrata attratta dalle note, dalla luce delle candele, dal fumo danzante, dai bicchieri che passavano di mano in mano, dai boccali.
C’era un tavolino distaccato, e lì c’era il Rubazucchero. Evlaliya lo vide, si distaccò dalla folla molto discretamente e lo raggiunse.
“Ciao!”
Tutto qui, gli disse solo “Ciao!”. Era lì che guardava dalla finestra, si voltò e le sorrise. Abbassò lo sguardo sulla sua borsa e ci infilò la mano alla ricerca di qualcosa. Tirò fuori un pugno chiuso, prese la mano di Evlaliya, ci poggiò sopra la sua e la aprì per poi tirarla via. Evlalyia abbassò il suo sguardo e trovò sul palmo della mano 5 bustine di zucchero, tutte diverse.
Sorrise e voltò i suoi lampi azzurri sul lago, attraverso finestra. Aperta.
Tagged: Buon Compleanno, Ciccillo Café, Evlaliya, Rubazucchero, viaggio
