Ballavano e ballavano ancora e ballarono fino al mattino. Chitarre, violini, tamburelli. E gli piaceva da morire.
Cantavano a squarciagola nella notte. Cantavano mille canzoni contemporaneamente. Le sapevano tutte, le conoscevano tutti. E nulla fece il freddo notturno di un mese estivo che tanto estivo non lo era.
E noi eravamo qui, che credete.
E poi piovve, ma loro erano ancora lì a cantare e a ballare. Niente e nessuno li scosse.
E poi tuonò: anche il cielo si mise a cantare con loro.
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