I Biscotti e la Mimosa

C’è una panchina verde sulla banchina. Molto spesso lì ci attracca una barca a vela con un drappo verde e arancione.

Era ancora giorno quando una signora, una bella signora molto giovane, passando di qui con un mazzo di mimose, s’è seduta su quella panchina. La signora era vestita di giallo: aveva un vestito giallo abbastanza comodo, lungo fino al ginocchio.

La signora si è seduta sulla panchina ed è rimasta per un po’ lì, a fissare il mare. Ogni tanto alzava lo sguardo al cielo terso.
Ad un tratto si è girata, prima a destra poi a sinistra: con la coda dell’occhio avrà visto l’insegna e il lampione. Alché si è alzata e si è infilata nella viuzza; ed è entrata qui.

- “Buongiorno!”
- “Buongiorno Signora!” – le ha risposto cordialmente Ciccillo.
- “Ce l’ha un succo di frutta?”
- “Certo signora, ho tutto quel che desiera.”
- “Un succo agli agrumi, ce l’ha?”
- “Come le dicevo” – ribadì Ciccillo, facendo una pausa; e chinandosi verso il banco frigo, tirò fuori una bottiglia di vetro colorato, prese un bicchiere di vetro trasparente, ci versò il succo e lo porse alla bella signora, continuando – “ho tutto quel che desidera.”

La Signora sorrise, quasi ringraziando per quel sorriso strappatole. Allora Ciccillo, che è un uomo gentile e cortese, le porse un piattino con dei biscotti ancora caldi di forno. La signora prolungò il suo sorriso, guardando il piattino. Ciccillo si allontanò e lei si accinse a mordere un biscotto.

Quando Ciccillo tornò la signora non c’era più. Trovò sul banco il bicchiere vuoto così come il piattino dei biscotti. Sul bancone c’erano delle briciole e qualche infiorescenza gialla. Guardò verso la porta e la vide ancora oscillare; per strada non vide nessuno. Sorrise, e si apprestò a pulire il bancone.

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