Non c’è posto migliore per osservare il cielo notturno, che la terrazza della bottega del Brividivendolo.
C’è una scaletta che porta sul tetto, è in alto, più in alto di tutto, e da lì si può osservare tutto il cielo del mondo.
Ci sono i cani, c’è il cacciatore e ci sono i carri, e oltre ai carri si vedono le orse e il guardiano. Ci sono rapaci e volatili più aggraziati. C’è un enorme banchetto. C’è il Cigno che si abbevera sul bianco torrente; l’acquila lo imita. E c’è Eracle che gioca con la Vergine anche se fra loro due c’è Bootes.
I cani giocano con il Leone, il Toro con l’Ariete. I Gemelli girano sull’Auriga e sfrecciano fra gli altri. Pegaso li insegue.
Eppure in paese ci sono delle luci, com’è possibile vedere tutte queste stelle?
C’è un passaggio fra la stanza azzurra e il tetto: il passaggio nasconde uno sportello dietro al quale si trova un interruttore. Questo è l’interruttore del generatore del paese. Da qui è possibile spegnere tutte le luci del paese. Tutte. Tutte tutte.
Il cielo si illumina, è possibile vedere tutte le cosellazioni. E’ possibile scegliere il cielo, ma non ce n’è mai bisogno. Il cielo propone sempre il meglio, sa sempre quel che si vuol vedere quando si è sul terrazzo.
E da qui si vedono nuove costellazioni. Ci sono le nostre costellazioni, e poi ogni sera ce ne sono di nuove.
Il Brividivendolo è l’accesso al cielo più bello. Non è facile raggiungere il tetto. E non è facile rimanerci su: è bene non esser deboli di cuore. Qualche sera è capitato di veder scendere il Cigno e l’Aquila, altre volte l’Ariete. Scendono sul tetto, giocano, a volte dormono lì.
Qualcosa di inaudito.
Spegnete il genertore.
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