Qualcuno ne vuole un po’?

Serata rilassante, un po’ di musica proveniente dalla vecchia radio portata giù oggi da Folenaire. Stanchi. Sono tutti un po’ stanchi qui.

Una buona tisana ci calza a pennello, un infuso, un thè. Le luci fioche delle candele illuminano il Café. Ciccillo si da ancora da fare anche se le palpebre sono a mezz’altezza. Folenaire è alla finestra, pensieroso, guarda le barche fatte oscillare dal vento forte di questa serata.

C’è un ombrello che vola, attraversa il lungomare. Il Rubazucchero è sulla sedia dondolante, anche lui occhi socchiusi, quando sente l’ombrello sbattere a un palo. Apre gli occhi, cerca la fonte di quel rumore, si accorge dell’ombrello. Balza alla finestra e vede una signorina passare di lì, ha una borsa colorata e il vento le smuove la gonna. La guarda attentamente. Ha un cappello.
Si volta verso Folenaire; che guarda il mare. Un istante e Folenaire se ne accorge, si gira verso di lui, e lui lo fissa come per dirgli qualcosa. Gli dice, ma non gli dice: “Bhè? Allora? La vedi?”. Capisce. Torna a guardar dalla finestra, Folenaire. Non vede nulla, si rivolge ancora al Rubazucchero. Allora anche lui guarda dalla finestra. Puff!

Non c’è più! Sparita. Eppure era lì, con la borsa colorata e un cappello. Non capisce il Rubazucchero. Torna sulla sua sedia dondolante, si mette a guardar le barche. Sorseggia la sua tisana.

Folenaire è alla finestra, c’è una signorina in fondo al lungomare, borsa colorata, cappello in testa.

Ciccillo osserva i loro giochi di sguardi da dietro al bancone. Sorride: sa come andrà a finire. Prepara una tisana: c’è profumo di cannella.

Qualcuno ne vuole un po’?

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