Il Ragazzo della Sciarpa

Oggi è entrato un tipo. Neanche lui credo sia arrivato per caso.

Capelli folti, castani, tanti capelli bianchi, barba incolta, in carne, cappotto lungo, scuro, di velluto, camicia, maglione, pantaloni di velluto, scarpe consone al resto. Cappello. Sciarpa a strisce corte, colori autunnali: verde, marrone, arancione, ocra. Un pianoforte disegnato sulla sciarpa.

Ha chiesto un caffè. L’ha preso e si è portato su un tavolino adiacente al muro difronte alla finestra di folenaire. Si è seduto, si è tolto sciarpa e cappello.
Ha scrutato un po’ in giro. Le persone, le finestre, oltre le finestre, le persone. Il posto.
Ha bevuto il suo caffè.

E’ rimasto un po’ lì. Ha preso il suo cappello e se n’è andato.

Ha lasciato la sciarpa.
Tornerà, ha lasciato la sciarpa.

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