Sedetevi pure.
Una… mmm.. quanti siete? Non saprei.. ci porteresti una decina di caffè per favore! Poi man mano ne aggiumgiamo altri.
Eh giusto: non prendete mica tuti il caffè così com’è, amaro. Stavolta lo berrete amaro, oppure andate al bancone e chiedete quel che vi pare. Qui non si paga. Non di certo perché paga lo stato.
Quale stato? Già, bella domanda.
Non ponetevi troppi quesiti, non adesso.
Non so quanti siete ma siete interessati sicuramente a sapere dei due ambasciatori e della nave interstellare. Ebbene, leggete pure
con calma
sorseggiate ogni tot parole
righe
punti.
Una parte di questa storia l’ho trovata nella stanza segreta delle poste: un foglio A4 piegato in tre parti, carta spessa, morbida, ancora bianca. Sulla busta un francobollo della Nuova Zelanda. Questa busta era contenuta in una busta più grande, francobollo timbrato a Las Vegas raffigurante un musicista nero, in pigiama, mentre suona una tromba. Quello della Nuova Zelanda invece raffigura il tesoriere Gollum mentre accarezza uno coniglio. Prima di strozzarlo e mangiarlo, si suppone.
Ciò che posso raccontarvi degli ambasciatori è che sono un uomo e una donna, alti. No, non biondi. Anzi, lui tinto platino, lei no. Lui indossa un baschetto francese, degli occhiali da sole con elastico, più simili ad occhialini da nuoto, cappotto lungo e nero, simile a quello che indossava il messia di Zyon. Lei una camicetta ottocentesca, da capitano di nave, un corpetto morbido, un cappotto lungo come quello del messia di Zyon e un cilindro. Sono d’accordo con voi: un minestrone con carote, carne di struzzo, porri e maccheroni di soia avrebbe sicuramente una migliore armonia.
Quel che a noi interessa degli ambasciatori, è che sono gli unici a poter aprire dei varchi spazio temporali e sono gli unici a scoprire in anticipo dove i varchi stanno per apparire. È per questo che portano con loro un enorme telescopio tascabile. Io ho visto loro mostrare un varco su Saturno, poco prima che si aprisse il varco nel villaggio. Proprio mentre il falegname e il macellaio eran tornavano in sala da pranzo agli ordini della Signora. Poco prima che le corde vocal della stessa dilaniassero lo spazio tempo collegando fugacemente il villaggio e Saturno. In quell’istante la Principessa Triste ebbe un fremito. Veniva da lontano, forse a provocarlo era stato il vecchio Re. Forse perché relegato su Saturno?
L’ho vista muoversi fra gli alberi, mentre l’ambasciatore preparava la nave interstellare. Lenta e sospettosa girava attorno alla nave. Un’enorme varco per salire sulla nave, un piccolo foro (un forino), per tornare indietro.
Ha perso la sua occasione la Principessa, e ancora più triste e mogia è tornata a tavola, mentre gli ambasciatori si allontanavano verso Saturno, prima che un nuovo canale si aprisse, per ricongiungerla alla sua famiglia.
Tornerà… la nave tornerà al villaggio, forse per un’ultima volta, forse tornerà più spesso. Quel che la Principessa non sa ancora è che una volta salita a bordo, sarà difficile scendere.
Perché mai? Questo è quello che vorrei cheiedere a voi. Perché è così difficile scendere dalla nave interstellare? Cosa è nascosto sulla nave?
Bevete pure il vostro caffè, pensateci su. Io vado a cercare nei sotterranei delle poste. Ci sono ancora montagne di lettere che non ho aperto.
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